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NBA, Kevin Durant spiega: “Usavo account finti per vivere una vita normale”

Dopo quasi due anni Kevin Durant spiega il motivo della sua scelta di nascondersi sui social network mediante account finit

Durant

È ancora fresca nella memoria di molti la vicenda riguardante Kevin Durant e l’utilizzo di account fake sui social network che aveva portato a scuse pubbliche del giocatore, colto in fragrante quando, per sbaglio, aveva scritto un tweet destinato a uno dei suoi account finti, attraverso il suo vero profilo.

A distanza di un paio d’anni, con due titoli NBA in più in bacheca, è proprio lo stesso giocatore degli Warriors che, intervistato dallo show The Boardroom di ESPN, è ritornato sulla faccenda spiegando i motivi della sua scelta:

Non ero abituato a ricevere così tanta attenzione a causa del basket. Volevo un posto dove poter parlare con i miei amici senza nessuno che leggesse tutte le mie conversazioni o che malinterpretasse le mie parole o che semplicemente utilizzasse mie parole fuori contesto.

Avevo un account su Instagram che usavo solo per amici e famiglia. – continua Durant – Era un posto in cui potevo essere me stesso senza preoccuparmi che Bleacher Report o altri siti potessero interpretare male qualcosa che dicevo a CJ (McCollum) o a qualche mio amico. Ho semplicemente cercato di vivere una vita normale in pubblico.

Per chi non ricordasse la storia Durant, fresco vincitore del suo primo titolo NBA con i Warriors nell’estate 2017, aveva risposto ad un tifoso Thunder criticando proprio OKC, squadra che l’MVP del 2014 aveva lasciato l’anno precedente per unirsi ai Warriors reduci dalla storica stagione delle 73 vittorie.

Non gli piaceva l’organizzazione nè giocare per Billy Donovan. Quel roster non era neanche un granché. C’erano solo lui e Russell Westbrook

Questo il tweet incriminato che, invece che con l’account finto, Durant inviò con il suo profilo ufficiale, scatenando un mare di polemiche e costringendolo ad ammettere che la fama lo aveva sopraffatto, facendolo diventare ancora di più “il cattivo” agli occhi di moltissimi tifosi ed appassionati NBA.

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