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Risultati NBA: Curry e Thompson mandano Ko i Nuggets! OK anche Bucks, Sixers e Lakers, male invece OKC

Dai 62 punti degli Splash-Brothers alla pazza vittoria di Atlanta sui Thunder: questo e molto altro nel nostro solito, accuratissimo recap

(21-13) Minnesota Timberwolves   107-149   Philadelphia 76ers (29-16)

Impressionante vittoria in casa Sixers nella notte, che battono facilmente i T-Wolves nella prima partita – da avversario – di Jimmy Butler.

Sin dal primo quarto di gioco non c’è stato nulla da fare per Towns e compagni, che dal 40-27 subito nei primi 12′ sono poi passati ad essere in svantaggio 83-58 dopo il solo primo tempo, cosa che ha concesso a Philadelphia una tranquilla gestione dei titolari al momento del rientro dalla pausa lunga.

In ogni caso poi, un’ennesimo parziale da 34-17 nell’ultimo quarto ha regalato ai ragazzi di coach Brown un record storico: 149 infatti è il maggior numero di punti segnati dalla squadra della Pennsylvania al Wells Fargo Center in 22 anni, complici anche le 21 triple mandate a bersaglio.

“Volevo batterli, così come voglio battere qualsiasi altra squadra,”

ha detto Jimmy Butler nel post partita, dopo aver dominato i suoi ex compagni nei 28 minuti in cui è stato in campo (19 punti, 4 assist, 2 recuperi e 8-10 al tiro per lui). Vittoria che sa di rivincita dunque, ma altrettanto fondamentale in ottica futura visto che – per le prossime 12 partite – i Sixers affronteranno solamente squadre con un record superiore al 50%.

Niente da temere comunque per coach Brown, almeno se le sue giovani Star giocano come stanotte: i 31+13 di Embiid e l’ennesima tripla doppia sfiorata (20+11+9) di Simmons sono infatti la ciliegina sulla torta del potenziale di questa squadra, davvero notevole quando riesce a trovare fluidità in attacco. La stessa cosa non si può dire invece per i T-Wolves, apparsi arrendevoli e sfiduciati sin da subito, complici le brutte performance di Towns (13 punti con 4-10 al tiro), Wiggins (12 punti, 4-14 dal campo) e l’ex Saric (11). Buoni invece i 15 punti di Rose dalla panchina.

(10-34) Chicago Bulls   100-107   Los Angeles Lakers (24-21)

Boccata d’ossigeno per i Los Angeles Lakers, che riescono finalmente a vincere la quarta partita dall’infortunio di LeBron James.

Dopo 28 minuti in cui la gara si è protratta punto a punto, due triple consecutive di Lonzo Ball e una difesa decisamente migliorata rispetto all’inizio hanno consentito ai padroni di casa il primo allungo sugli avversari, estesosi poi sul 94-76 con 4’26” al termine.

Qui, un parziale di 11-2 in meno di un minuto ha completamente riaperto i giochi per Chicago, che dopo essersi riavvicinata sul 98-103 ha però gettato la spugna, complici i falli tattici in favore dei Lakers.

Buona partita e soprattutto ottima dimostrazione di leadership da parte di Lonzo Ball, il migliore in campo dei suoi con 19 punti, 8 rimbalzi e 6 assist a referto. Bene anche le partite di Kuzma (16+12) e Ingram (16+9+7), oltre a quelle dei neo-titolari Caldwell-Pope (17) e Chandler (8). I gialloviola sono ora 4-7  da quando James si è infortunato all’inguine ed occupano momentaneamente l’ottava posizione nel tabellone della Western Conference, in attesa del prossimo match contro i Thunder e soprattutto di qualche buona notizia sul numero 23.

Ottava sconfitta in fila invece per i Chicago Bulls, che non riescono a concludere il tentativo di rimonta approcciato sul finale nonostante i 17 punti di Markanen, i 18 di Parker e i 12 di Arcidiacono.

 

(30-14) Golden State Warriors   142-111   Denver Nuggets (29-14)

Vittoria comoda e partita da record per i Warriors, che grazie ai 51 punti segnati nel primo quarto di gioco ci hanno consegnato un nuovo primato Nba.

Tutto troppo, esageratamente facile per i campioni in carica in quel del Colorado, che (forse) per la prima volta in stagione hanno dato prova di essere ancora quella micidiale macchina da pallacanestro che tutti noi siamo stati abituati ad ammirare.

I 51 punti (con 10, dico 10 triple a bersaglio) messi a segno nel primo quarto sono infatti solo la punta di diamante di una partita dominata dall’inizio alla fine, in cui i poveri Nuggets non hanno mai avuto una singola chance di rientro visto e considerato i 29 punti di vantaggio accumulati dai Warriors nei soli tre quarti iniziali.

“Un bellissimo basket davvero, non ricordo primi quarti migliori di quello di stasera. È stato un vero e proprio show!”

Queste le parole di un soddisfattissimo Steve Kerr nel post partita, che ha potuto godersi le prodezze di un Durant da 27 punti (con 11-15 al tiro) e del meglio degli Splash Brothers, a segno in combinata con 62 punti (31 a testa) e 13 triple.

“Quando iniziamo a segnare canestri diventiamo difficili da battere,”

ha dichiarato infatti Curry, la cui prestazione non ha solo contribuito a battere di 30 punti Denver – fino ad ora la miglior squadra ad Ovest – ma ha anche concesso ai suoi Warriors di riprendersi la testa della Western Conference in attesa del rientro (e del conseguente ultimo step) di DeMarcus Cousins.

Passo indietro notevolissimo invece per i Denver Nuggets, che nonostante i 22 punti di Beasley, i 21 di Murray e i 17 (con 8 assist) di Jokic non hanno potuto fare nulla contro i californiani, sicuri peraltro di aver mandato un chiaro messaggio a tutta la Pepsi Center Arena.

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