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Risultati NBA: Murray erutta contro Boston, bene Houston e Toronto, OKC perde Westbrook

Career high per Jamal Murray nella bella vittoria di Denver su Boston, Toronto e Golden State continuano le proprie marce inarrestabili, Houston continua a migliorare mentre OKC vince la quinta partita di fila ma subisce il brutto infortunio alla caviglia di Russell Westbrook.

Credits to SportsNet

(4-5) Miami Heat 120-115 Detroit Pistons (4-5)

Scontro fra dirette avversarie per gli ultimi posti ai playoff quello che va in scena a Detroit fra Pistons e Heat, che non vogliono perdere la partita e lo dimostrano fin da un primo quarto equilibrato e ad alto punteggio che finisce 28-27 per gli ospiti.
I Pistons sono trascinata letteralmente dai soli Drummond, Griffin, Glenn Robinson e Lanston Galloway (unici della squadra ad andare sopra i 21 punti), mentre Miami abbraccia il ritorno di Dragic ed esprime il solito piacevole gioco di squadra.

Gli Heat arrivano in vantaggio fino agli ultimi secondi, quando però un parziale di Detroit sfocia in un tap-in di Drummond a fil di sirena che manda la partita all’over time.
Al supplementare nessuna delle due squadre vuole cedere, ma sul 116-115 per Miami Robinson III sbaglia la tripla del sorpasso per Detroit a 8 secondi dal termine, e un fallo su Adebayo considerato clear path chiude definitivamente la partita.
Finisce 120-115, l’MVP della partita e Richardson che chiude a 27 punti e 8 rimbalzi, seguito dai 21 di Dragic e 18 di Dwyane Wade, mentre per Detroit doppia doppia da 25 e 24 rimbalzi per Drummond e 24 punti e 15 rimbalzi per Griffin.

(4-5) Houston Rockets 98-94 Indiana Pacers (7-4)

Terza vittoria consecutiva per gli Hoston Rockets, che sembrano aver finalmente trovato solidità e continuità con il ritorno in campo di James Harden e passano su un campo difficile come quello degli Indiana Pacers.
Gli ospiti partono subito meglio sulle spalle di Harden stesso e Capela, mentre Chris Paul attacca poco il canestro avversario e si limita e gestire i possessi; nel secondo quarto però la reazione dei Pacers è furiosa, Oladipo e compagni realizzano ben 33 punti e si riportano avanti, chiudendo il primo tempo sul +2.

La partita nel secondo tempo è più equilibrata e con meno parziali, e procede su questi binari fino agli ultimi secondi di partita: a 24 secondi dalla fine Oladipo infila la tripla del -1, sul 94-93, ma solo 4 secondi dopo Harden trova il fallo di Bogdanovic e fa 2/2 in lunetta portando i suoi a un possesso pieno di vantaggio. Chiamato alla nuova impresa dopo la vittoria su Boston, Oladipo si incarica della tripla del pareggio ma sbaglia il tiro a 7 secondi dalla fine, mettendo fine alla striscia di risultati positivi di Indiana in crunch time.
Vince Houston 98-94, Harden è il migliore con 28 punti e 6 assist, Capela infila la sesta doppia doppia di fila con 18 e 10 rimbalzi. Per Indiana, Oladipo realizza 28 punti e 6 rimbalzi, 17 di Sabonis dalla panchina.

 

(1-9) Cleveland Cavaliers 100-102 Orlando Magic (4-6)

Nonostante la notizia della permanenza di Larry Drew in panchina fino al termine di questa stagione, i Cleveland Cavaliers non danno parvenza di trovare un momento di sollievo.
La partita dell’Amway Center di Orlando sembra in mano dei padroni di casa fin dai primi possessi, che vedono la  franchigia della Florida molto più in palla grazie alla buona serata di Aaron Gordon. Anche nel secondo quarto i padroni di casa si comportano da tali e accumulano qualche altro punto, andando in vantaggio anche in doppia cifra, prima di subire però un la reazione netta di Cleveland, che nel terzo quarto piazza un parziale totale di 32-12 volando al tiro da 3 punti (43% finale) e arriva agli ultimi 12 minuti capovolgendo totalmente la situazione.

Durante il quarto quarto, però, la squadra dell’Ohio si scioglie ancora, permettendo ai Magic di rifarsi sotto e arrivando in equilibrio agli ultimi secondi, quando DJ Augustin mette i due liberi che portano i suoi sotto 100-99 a 18 secondi dalla fine, poco dopo Kyle Korver perde palla e allora viene mandato in lunetta Fournier, che fa 1/2 per il 100 pari. Osman prende il rimbalzi sul secondo libero, lancia George Hill che vola al ferro ma viene stoppato da Vucevic, timeout Magic, e al ritorno in campo proprio Fournier vince la partita così:

Finisce 102-100, Gordon chiude a 23 punti e 9 rimbalzi, 15 per Fournier e 14 e 10 rimbalzi per Vucevic, mentre per i Cavs molto bene Hill, con 22 punti e 6 assist, e Thompson, con 19 punti e 18 rimbalzi.

(3-8) Chicago Bulls 116-115 New York Knicks (3-8)

Altro scontro di bassa classifica quello del Madison Square Garden fra Knicks e Bulls, che partono a braccetto nel primo quarto e continueranno così fino al termine della partita.

Dopo 48 minuti di lotta, infatti, nessuna delle due squadre riesce ad avere la meglio, nonostante la pazzesca serata di Zach LaVine da una parte e i contributi di Allonzo Trier ed Enes Kanter dall’altra. Dopo la tripla proprio di Trier per il 102 pari a 48 secondi dal termine, nessuna delle due squadre segna più, e la partita va all’over time.
Sul 108-106 per NY, LaVine infila un difficile tiro in fade away per il pareggio a 1:13 dalla fine, momento da cui in poi le squadre si rifiutano letteralmente di segnare, lasciando che anche il secondo over time si concluda in parità.

Al secondo e ultimo supplementare, sul 115-113 per Chicago Emmanuel Mudiay tenta una penetrazione rischiosa che lo porta però a infilare il layup del pareggio, salvo poi fare fallo sul tiro di LaVine a fil di sirena e mandare il giocatore avversario in lunetta: 1/2 intenzionale per LaVine, che non lascia tempo ai Knicks di tentare il pareggio e fa vincere i suoi 116-115.
L’ex Minnesota chiude addirittura a 41 punti, career high in questo suo super inizio di stagione, mentre per i Knicks da segnalare appunto i 21 punti di Trier e la doppia doppia da 23 e 24 rimbalzi di Kanter.

(4-6) New Orleans Pelicans 116-122 Oklahoma City Thunder (5-4)

Scontro fra squadre con ambizioni importanti quello della Chesapeake Energy Arena di OKC fra Thunder e Pelicans, che arrivano però in momento totalmente opposti. I Pelicans hanno vinto le prime quattro partite stagionali e perso tutte le seguenti cinque, mentre i Thunder hanno aperto con un pesante 0-4 salvo poi riequilibrare il proprio record nelle seguenti quattro partite.
E sono proprio i Thunder, infatti, a cominciare meglio la partita e infilare ben 36 punti nel primo quarto grazie a Russell Westbrook e un ritrovato gioco di squadra; anche al tiro da 3 la serata sembra sorridere ai Thunder, che chiuderanno col 37% totale, ma nel secondo quarto NOLA torna alla carica grazie a un super Juliu Randle (10/10 dal campo per lui al termine) e riequilibra il punteggio.

I Thunder tornano in campo nel secondo tempo ben più determinati, ma proprio nel momento in cui le cose si stavano mettendo meglio per la squadra di casa Westbrook atterra malissimo sulla caviglia sinistra dopo aver saltato, ed è costretto ad abbandonare il campo aiutato dallo staff:

Lo staff medico dei Thunder ha comunicato che si tratta di una distorsione alla caviglia, raggi negativi e quindi nessuna frattura, ma l’entità dell’infortunio rischia comunque di essere grave.
I Thunder riescono però a non farsi influenzare troppo dall’accaduto, continuano sulla falsa riga di quanto di buono fatto fino a quel momento e portano a casa la partita per 122-116.
Westbrook risulta comunque uno dei migliori con 17 punti, 7 rimbalzi e 9 assist in 25 minuti, oltre ai 22 di Schroder dalla panchina, i 18 e 8 rimbalzi di Adams e i 23 con 8 rimbalzi e 8 assist di Paul George. Un peccato l’infortunio di Westbrook proprio nel momento in cui OKC sembrava aver trovato l’equilibrio migliore.

(6-4) Boston Celtics 107-115 Denver Nuggets (9-1)

Continuano a vincere inesorabilmente i Nuggets, che consolidano il proprio secondo posto a Ovest e convincono anche contro i Celtics, alla seconda sconfitta consecutiva dopo il miracolo di Oladipo a Indianapolis.

Eppure sono proprio gli ospiti a partire fortissimo e concludere il primo quarto in vantaggio addirittura 34-19 grazie a un ispiratissimo Kyrie Irving, più che efficace anche al tiro da 3 (4/6 alla fine). I Nuggets tornano però a farsi sotto nel secondo quarto, piazzando un parziale simile a quello appena subito sulle ali di Jamal Murray, che sembra in gran serata e porta i suoi a -1 alla fine del primo tempo.

La musica non cambia nel secondo tempo, i Celtics non giocano male ma Murray è semplicemente incontenibile e colpisce gli avversari con ogni mezzo a disposizione, aumentando il gap fra le squadre e, praticamente, portando la partita in fondo da solo, quando Boston non riesce più a portarsi a un possesso di distanza e il cronometro si ferma sul 115-107 per i Nuggets.
Murray scrive il proprio career high con 48 punti, 19/30 dal campo e 5/11 da 3, dominando nettamente i tabellini di Dnìenver, mentre per i Celtics brilla il suolo Irving che chiude a 31, 5 rimbalzi e 5 assist.

(10-1) Toronto Raptors 124-111 Utah Jazz (4-6)

Continua la marcia inarrestabile dei Toronto Raptors, che nonostante la nuova assenza di Kawhi Leonard non si fermano neanche davanti a degli Utah Jazz che stanno trovando qualche difficoltà più del previsto.
Come Leonard, anche la stella dei Jazz Donovan Mitchell non è della partita, e il risultato è un primo quarto particolarmente equilibrato che che le due squadre chiudono in virtuale parità.
Il primo strappo da parte di Toronto arriva nei secondi 12 minuti, durante i quali Siakam, Lowry, Van Vleet e Anunoby fanno bene le veci di Leonardo e portano avanti i canadesi in doppia cifra.

Utah non riesce a reagire senza il proprio leader offensivo, e si fa intrappolare dalla maggiore profondità del roster di coach Nurse che senza fare sforzi epocali porta a casa la partita 124-111.
Per i Raptors sono ben 6 i giocatori ad andare in doppia cifra, di cui in 5 superano i 15 punti, mentre per Utah da segnalare solo la doppia doppia da 14 e 12 rimbalzi di Gobert e i 22 dalla panchina di un redivivo Alec Burks.

(5-4) Memphis Grizzlies 101-117 Golden State Warriors (10-1)

Non si ferma minimamente neanche la marcia di Golden State, che tiene a mezza partita di distanza i Nuggets e super senza troppe difficoltà anche i Memphis Grizzlies.
Grizzlies che iniziano bene la partita e restano attaccati ai campioni NBA per tutto il primo tempo, grazie a ottime serate di Shelvin Mack, Dillon Brooks e Jaren Jackson Jr.

Dopo un primo tempo equilibrato, però, i Warriors tornano versione vintage e piazzano il più classico dei proprio parziali nel terzo quarto, chiuso 34-15, e con il quale sostanzialmente mettono le mani sulla partita, vista l’incapacità per Memphis di recuperare 20 punti negli ultimi 12 minuti.
Finisce 119-101, il migliore stavolta è Klay Thompson che chiude con 29 punti in 32 minuti, seguito dai 22 con 6 assist e 6 rimbalzi di Durant e 19 con 5 rimbalzi e 7 assist di Curry, mentre per i Grizzlies il migliore è proprio Brooks con 18 punti.

(4-7) Minnesota Timberwolves 109-120 Los Angeles Clippers (6-4)

Torna Jimmy Butler ma non il sorriso per i Minnesota Timberwolves, che volano allo Staples Center per affrontare i Clippers ma perdono ancora e si allontanano dalla zona playoff.
La partita comincia equilibrata e ad alto punteggio, la squadra di Thibodeau sembra avere le idee chiare su cosa fare in campo e sembra limitare bene i Clippers, ai quali però basta qualche minuti di secondo quarto per cominciare ad entrare in palla e sopratutto flirtare con percentuali dal campo di primissimo livello, sopratutto per quanto riguarda il tiro da 3 punti (45% a fine partita).

La squadra di Doc Rivers non deve fare niente di particolare per aumentare poco a poco il proprio vantaggio, mentre i Timberwolves non trovano soluzioni al proprio gioco e, sostanzialmente, si battono da soli.
Finisce 120-109, Tobias Harris è il migliore della partita con 22 punti e 10 rimbalzi, stessi 22 punti anche per Danilo Gallinari e 20 dalla panchina di Lou Williams, mentre per i Wolves doppia doppia da 20 e 12 rimbalzi per Towns 20 punti anche per Butler.

 

 

 

 

 

 

 

 

Commento

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  1. Giorgio

    06/11/2018 11:40

    Murray è stato pazzesco, a parte le triple, ha messo alcuni canestri incredibili in entrata con tutta la difesa addosso che sembrava Isaiah Thomas!
    Certo che è difficile recuperare al top Hayward e vincere queste partite allo stesso tempo.
    Nel corso del match perde molto in atletismo e lucidità mentre Morris e forse anche Ojeleye potrebbero fornire più solidità e costanza.
    Però serve Hayward per fare il salto di qualità ai playoff e la stagione è ancora lunghissima.
    Speriamo che sia al top entro gennaio.

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