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Risultati NBA: James stellare sui Nets, tripla doppia su ogni cosa per Harden. Bene Bucks e Celtics

I 37 punti di James ammutoliscono i Nets. I risultati NBA vedono trionfare anche i Los Angeles Clippers sui Toronto Raptors e i Blazers sui Thunder

(27-47) New York Knicks 101-97 Washington Wizards (40-33)

I New York Knicks strappano la vittoria a dei Washington Wizards ancora privi di John Wall, in una partita che ha visto la squadra della Grande Mela condurre per la maggior parte del tempo. Matador della serata è Trey Burke, che guida i suoi con 19 punti, aiutato da altri sette giocatori in doppia cifra, fra i quali spiccano le prestazioni di Beasley (13 punti e 9 rimbalzi) e di Kanter (10 punti e 11 rimbalzi).

Il primo quarto viene vinto dai Washington Wizards per 21-19, nonostante uno spento Bradley Beal (14 punti con un rivedibile 5/17 dal campo), con le squadre che rimangono appaiate anche nei primi minuti della seconda frazione di gioco. Esattamente a metà del quarto New York tenta il primo allungo, arrivando all’intervallo in vantaggio per 61-53. Nei minuti di apertura del terzo periodo i Knicks arrivano alla doppia cifra di vantaggio, ma un’azione corale di Washington, con i canestri di Beal, Otto Porter Jr e Markieff Morris (entrambi hanno chiuso la serata con 13 punti) in rapida successione, riporta la squadra capitolina sotto di 6 al termine del quarto.

Le cose non cambiano fino all’ultimo minuto del quarto quarto, quando Burke converte un gioco da tre punti che vale il 97-95 per i Knicks. Dall’altra parte Beal e Gortat sbagliano i canestri del pareggio: ai Knicks non resta così che segnare i liberi provenienti dai falli tattici per assicurarsi la ventisettesima vittoria stagionale.

 

 

(21-53) Atlanta Hawks 99-118 Houston Rockets (60-14)

Come da pronostici serata tranquilla per i Rockets, che arrivano alla sessantesima vittoria stagionale dopo 74 partite: sono la diciottesima squadra nella storia NBA a compiere tale impresa.

In una partita che ha poco da dire Houston si trova in vantaggio già nei minuti iniziali del primo quarto, non voltandosi più indietro: è la seconda volta di fila che la squadra del Texas non va in svantaggio nemmeno una volta nel corso della partita. Harden e compagni si trovano così sopra di 13, sul punteggio di 33-20, al termine della frazione di gioco; all’intervallo il vantaggio tocca quota +24, e solamente nel terzo quarto gli Hawks accennano una timidissima reazione, ma senza crederci davvero. Per i Rockets l’ultimo quarto diventa puro garbage time, fino al 118-99 finale in favore dei padroni di casa.

La squadra di coach D’Antoni centra la nona vittoria consecutiva grazie alla maggior precisione dal campo, specialmente grazie 20/52 da dietro l’arco contro l’11/40 di Atlanta. Simili invece le altre statistiche di squadra (45 rimbalzi per entrambe le compagini), eccezion fatta per i punti provenienti dalla panchina, dove ha la meglio Houston: 38 punti contro 29. Fondamentali dunque gli apporti di Gerald Green dalla panchina, autore di 25 punti, e dei soliti Harden e Gordon in quintetto titolare (per il primo tripla doppia da 18 punti, 15 assist e 10 rimbalzi, mentre per il secondo 22 punti). Fra gli Hawks si salvano i soli Prince, Taylor e Dorsey, autori rispettivamente di 28, 26 e 16 punti.

(42-32) Utah Jazz 110-91 Golden State Warriors (54-19)

Prima della partita alla Oracle Arena, coach Kerr ha comunicato che Steph Curry salterà con ogni probabilità il primo turno di playoff: l’infortunio del play di Golden State va così ad aggiungersi alla lunga lista di infortunati in casa Warriors, tenendo compagnia alle altre stelle Kevin Durant, Klay Thompson e Draymond Green.

Le seconde linee, capitanate da Cook (17 punti e 8 assist) e da Iguodala, che realizza 12 punti, reggono comunque bene nel corso del primo tempo, terminando il primo quarto in vantaggio per 22-18 e arrivando all’intervallo sul punteggio di 53-47 in favore dei Jazz. È allora nel corso del terzo periodo che gli Warriors crollano, subendo un super parziale di 20-2 che di fatto taglia le gambe a ogni successivo tentativo di rimonta da parte della squadra della Baia: l’ultima frazione di gioco è infatti pura amministrazione per la franchigia dello Utah.

Per la vittoria sono dunque state fondamentali le prestazioni del solito Mitchell (21 punti e 6 rimbalzi), di Gobert, autore di 17 punti catturando 15 rimbalzi, e di Ingles (14 punti, 6 rimbalzi e 8 assist).

La maggiore percentuale realizzativa e il maggior numero di tentativi da tre punti (48,3% dal campo e il 12/28 da dietro l’arco per i Jazz, contro il 41,8% dal campo e il 6/15 dalla lunga distanza per gli Warriors) hanno dunque reso possibile la vittoria in una serata che vedeva le altre principali statistiche piuttosto simili (47 rimbalzi per Utah contro i 41 di Golden State, 14 palle perse per i Jazz e 11 per gli Warriors).

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