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Risultati NBA: Towns stende Golden State, Houston e Toronto sempre più in vetta

Ben nove gare nella notte NBA: spiccano le vittorie di Houston e Raptors e la sconfitta degli Warriors per mano di un Towns eccezionale. Bene anche Denver, Indiana, Philadelphia e Utah in ottica playoff.

(49-17) Toronto Raptors 132 – 106 New York Knicks (24-43)

Ottava vittoria consecutiva per i Toronto Raptors che battono i derelitti New York Knicks nel matinèe che apre la NBA Sunday.
Ancora una W nel segno della panchina per i ragazzi di coach Casey che, come al solito, asfaltano gli avversari quando è la second unit ad entrare in campo: prima una super tripla di CJ Miles (autore di 13 punti) e poi un 9-0 di parziale nel secondo quarto firmato Jakob Pöltl, Fred Van Vleet e Delon Wright. I tre, che a fine serata avranno rispettivamente 10, 11 e 12 punti, spianano la strada al primo vero allungo.

New York reagisce con un controbreak che li riportano sul -8 all’intervallo. Nella ripresa, però, i Knicks oppongono davvero una resistenza esigua e si arrendono alla distribuzione dell’attacco di Toronto, che ha in Jonas Valanciunas il suo miglior realizzatore della serata con soli 17 punti. Pur senza il miglior De Rozan (solo 9 punti per il top scorer stagionale dei Raptors), i canadesi allungano notevolmente. Nel terzo quarto è Lowry a salire in cattedra: ben 9 punti dei suoi 16 finali arrivano consecutivamente e la partita perde di ogni interesse, fino a chiudersi con il +26 finale. Per New York non bastano il solito contributo realizzativo di Hardaway Jr. (25), un ottimo Luke Kornet partito in quintetto (18) e uno dei migliori Mudiay stagionali, capace di piazzare da solo un parziale di 9-0 nel corso della terza frazione di gara.

I newyorkesi cesellano con una L il percorso verso la prossima lottery, mentre i Canadesi volano nella stratosfera dell’Est.

(23-43) Chicago Bulls 129 – 122 Atlanta Hawks (20-47)

Il derby del tanking tra la squadra di coach Budenholzer e il team di Fred Hoiberg è stato vinto dai tori di Chicago dopo una partita dal punteggio elevatissimo.
Avvio di partita tutto di marca Hawk,  che terminano la prima frazione sul 34-20, grazie soprattutto ad un incrdibile Taurean Prince che segna 10 dei primi 19 punti di squadra e si prepara a vivere una notte indimenticabile da 38 punti, 7 assist e 5 rimbalzi con addirittura sette bombe a bersaglio, l’ultima delle quali -segnata malgrado un fallo subito- ha rappresentato l’ultimo tentativo di rimonta da parte di Atlanta.

Dopo l’avvio del quale ci facevamo cenno, nel secondo quarto la situazione si è ribaltata quasi perfettamente, con Chicago che ha vinto tutti i quarti successivi a partire dal secondo nel quale hanno doppiato gli avversari (33-16). Prima della fine del secondo quarto Jaylen Morris e Kent Bazemore hanno dovuto abbandonare la partita a causa di due infortuni, accorciando ulteriormente la rotazione di Atlanta già priva del suo leader Dennis Schröder e del suo backup Malcolm Delaney. Atlanta ha provato a trovare risorse nell’ottimo rookie John Collins (15+7) e nel career high di Mike Muscala (19 punti) ma l’esuberanza giovanile di Chicago ha avuto la meglio. I protagonisti in casa Bulls?Un Lauri Markkanen sempre più verso il primo quintetto All Rookie, coadiuvato da Bobby Portis e Zach LaVine si son spartiti equamente 42 punti, con il numero 5 capace di aggiungere 10 rimbalzi.

Chicago vince ma forse la squadra in grado di esultare maggiormente sono proprio gli Hawks, che puntano senza mezzi termini alla prima scelta assoluta al draft.

(37-30) Utah Jazz 116-99 New Orleans Pelicans (38-28)

Vittoria che pesa come un macigno in ottica playoff per gli Utah Jazz, capaci di aver la meglio su New Orleans e su un Anthony Davis in formato-MVP .
I due eroi del team allenato da coach Quin Snyder hanno trovato un terzo partner-in-crime: ai soliti, straordinari Donovan Mitchell (27 punti) e Rudy Gobert (19+16) si è unito uno dei migliori Ricky Rubio di sempre, capace di segnare 30 punti e imbeccare sette volte i compagni, recuperando anche ben 10 rimbalzi. Quarta colonna dei Jazz un  Joe Ingles da 20 punti. L’autentico turning-point della gara è agevolmente rintracciabile alla fine del terzo quarto: un Mitchell posseduto dal demonio ha infliato 15 punti consecutivi negli ultimi 3:08 , trasformando uno svantaggio di cinque punti in un +4.

Decisiva anche la difesa dei Jazz che, capitanata come al solito da Gobert, ha tenuto i Pelicans a due soli punti segnati negli ultimi 3:10 di gioco. Inutile per New Orleans l’insensata tripla doppia di Anthony Davis che ha messo a referto 25 punti, 11 rimbalzi e ben 10 (DIECI!!) stoppate nel giorno del suo venticinquesimo compleanno, coadiuvato da un positivo Jrue Holiday da 18 punti, 10 assist e 6 rimbalzi. Il numero 11, come detto, ha avuto però le mani troppo piene in difesa, trovandosi spesso a marcare i tre portatori di palla avversari che, stanotte, hanno combinato per 77 punti. Altri dati decisivi: i Pelicans hanno tirato un orrido 6 su 21 nelle triple e sono andati in lunetta solo 13 volte (con 11 segnature). I Jazz li hanno doppiati sotto entrambi gli aspetti, realizzando 12 triple e andando in lunetta con un ottimo 24/25.

I Jazz portano a casa la terza sfida su quattro confronti stagionali contro i Pelicans e piazzano un macigno non indifferente nella loro scalata ai playoff.

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