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Kemba Walker: “Sta ai giocatori scegliere quando andare in NBA”

Sulla questione che sta tenendo banco negli USA si è espresso anche Kemba Walker. Il giocatore degli Hornets è a favore della libera scelta dei giocatori

Uno degli argomenti più discussi del panorama cestistico americano degli ultimi giorni è la NCAA. La questione degli one-and-done player è diventata di dominio pubblico: quei giocatori che, dopo solo un anno di college, decidono di fare il grande salto nella NBA. Contro questa usanza si è scagliato senza mezzi termini Stan Van Gundy, coach dei Detroit Pistons. Parole dure verso la NCAA sono state spese anche da LeBron. L’indagine FBI sul sistema dei college americani ha insomma scoperchiato il vaso di Pandora.

Sul problema si è espresso anche un All-Star player come Kemba Walker. Il playmaker degli Hornets è uno di quei giocatori che, atipicamente, ha scelto di trascorrere al college tutti i 3 anni disponibili. Questa scelta spesso ricade sulla posizione al Draft dei prospetti. Chi si dichiara eleggibile dopo solo un anno infatti ha più probabilità di essere scelto fra le prime posizioni. Chi invece sceglie di aspettare spesso rischia di scivolare più in basso sul tabellone delle scelte.

Sulla regola che impedisce agli atleti di effettuare il salto nella NBA direttamente dalle high-school e sulla scelta di rimanere più anni al college per guadagnarne in esperienza, Walker si è espresso così:

“Per quanto mi riguarda, sta ad ogni ragazzo decidere cosa fare. Io ho fatto tre anni perché mi sentivo di farli. Semplicemente, non ero ancora pronto (alla NBA, ndr). Ci sono alcuni ragazzi che sono già pronti a giocare in NBA, altri che invece hanno bisogno di più tempo. Per me sta a loro decidere. Ogni ragazzo deve avere il diritto di dire la sua.”

Le parole di Walker rappresentano il pensiero prevalente fra la maggior parte degli addetti ai lavori. La one-and-done rule ha tolto ai giocatori la scelta fra college e NBA. Se è vero che per alcuni giocatori il college è stato fondamentale (vedasi Walker, per l’appunto), per altri si è trattato solo di una formalità. Ben Simmons è infatti uno di quei giocatori già NBA-ready che però ha dovuto passare obbligatoriamente dal college prima di dichiararsi eleggibile al Draft 2016.

 

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