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Inside the NBA #11: Basketball (And Other Things)

Shea Serrano non è solo un pazzo

Il decimo (e l’undicesimo) episodio di Inside the NBA vi porteranno dentro Basketball (And Other Things), il libro campione d’incassi di Shea Serrano. Il più fuori di testa dei fuori di testa autori di The Ringer ha scritto “una collezione di domande che si pone da solo, risposte e illustrate”. La copertina (che pure è la copertina di questo pezzo) è illustrata dal un genio chiamato Arturo Torres.

Serrano è un grande tifoso dei San Antonio Spurs, nonché intrattenitore senza eguali. Leggere BAOT è tutt’altro che pesante e noioso: se la tattica vi interessa il giusto e non avete problemi con l’inglese e Tim Duncan è il vostri dio, questa è la lettura per voi. Il libro contiene però talmente tanta roba che abbiamo preferito dividerne la rivisatazione in due parti. Questa, la prima, ha l’intenzione di raccogliere le migliori chicche statistiche. (Nella successiva troverete tutto il resto). Serrano, infatti, non è solo un folle che azzarda risposte a domande tipo: “Kobe Bryant era un cazzone?”, ma soprattutto un superbo ricercatore di dettagli, finezze, particolari, che riesce a mettere in fila con uno stile unico e inimitabile.

Anche – soprattutto? – per quanto riguarda le statistiche, un aspetto del Gioco che tanti vogliono soprassedere. Nessuno riesce a rendere semplice la portata statistica di una certa partita, di una determinata stagione, come Serrano. Come dice lui nell’introduzione (pag. 5), dopo aver spiegato cosa siano Player Efficiency Rating, Box Plus/Minus, Value Over Replacement Player e Win Shares:

“Un paio di cose successe leggendo il paragrafo sulle statistiche. La vostra reazione è stata tipo ‘Wow, interessante’, oppure ‘Naaah, si fotta tutto questo’, saltando a piè pari il paragrafo. Se siete in quest’ultimo gruppo, tutto ciò che dovete sapere è che dovunque verrà menzionata una stat, i numeri alti sono positivi, quelli bassi negativi.”

Capito di che stiamo parlando con BAOT? Di un mondo bellissimo. Tutto questo è uno spoiler? Abbastanza. (Per capire cos’è il libro prendete la roba che c’è qua sotto e moltiplicate per l’Usage di Russell Westbrook la scorsa stagione, circa un migliaio.) Serrano paga NbaReligion per questa pubblicità? Metà dei proventi del libro. La denuncia per violazione del copyright? Probabile. Pronti? Partiamo.

  • Il record di punti in post-season? 43,7 di media, del Jordan 1985-1986. In tre partite (allora al primo turno bastavano 3 vittorie e i Celtics di Bird vinsero 3-0) Jordan segnò 49, 63 e 19. Quella dei 63 punti è il leggendario doppio overtime al Boston Garden, al termine del quale Bird chiama Jordan “un dio”.
  • Chris Dudley è uno dei 6 giocatori nella storia NBA con un minimo di 1500 liberi tentati e una percentuale peggiore (45,8%) di quella di Shaq (52,7%). Cos’altro unisce Shaq e Dudley? Questo:

  • La famosa bimane di ‘Nique Wilkins su Larry Bird? Era solo la seconda partita del #21 degli Hawks nella lega!
  • Solo tre giocatori segnarono più di Chris Mullin durante l’arco dei migliori 5 anni di Chris Mullin (25,8 punti a partita): Michael Jordan, Dominique Wilkins, Karl Malone.
  • La stat-line di uno Scottie Pippen sofferente di emicrania poco prima di Gara 7 delle Eastern Conference Finals nel 1990: 2 punti, 4 rimbalzi, 2 assist. “Assomiglia più al record di una squadra di calcio delle scuole medie”.
  • Nella stagione 1987-1988, Jordan vinse il premio di MVP della stagione regolare, dell’All-Star Game e fu il Difensore dell’Anno. É, ancora oggi, l’unica stagione con 100+ stoppate e 250+ rubate nella storia della lega.
  • Sotto 0-2 nelle Eastern Conference Finals del 1993, i Bulls vinsero le successive 4 partite prima di battere i Suns in finale. Jordan scrisse 54 punti in Gara 4, 29 e 14 assist in Gara 5, 25 e 9 nella decisiva Gara 6. Il totale di punti di His Airness nei Playoffs 1993? 666.
  • Dal 2000, nessun giocatore sotto il metro e novanta ha finito la stagione regolare con più conclusioni al ferro di Tony Parker nel 2006 (330). Westbrook nel 2016 arriva secondo (324), Marbury nel 2002 terzo (308), Iverson 2005 quarto (298).
  • Stat-line di Dwyane Wade nelle Finals 2006 per rimontare dei Mavs scappati sullo 0-2. Gara 3: 42 + 12 rimbalzi. Gara 4: 36-6-3. Gara 5: 43-4-4 e 3 rubate. Gara 6: 36 punti, 10 rimbalzi, 5 assist, 4 rubate, 3 stoppate. “A super ‘Get the fuck outta here’ stat-line“.
  • Mark Eaton nel 1985 guidò la lega con 5,56 stoppate a partita. Record all-time. Mark Eaton è alto 224 cm.
  • John Hollinger, ex guru delle statistiche avanzate di ESPN e ora Vice Presidente delle Basketball Operations per i Grizzlies, scrisse così di Wade nelle Finals 2006: “Il suo PER nelle 6 partite di quella serie è 33,8, agilmente il migliore mai registrato dagli albori della lega. Potrebbe sembrare strano avere qualcuno di diverso da Michael Jordan al primo posto, ma la verità è che Jordan non ha mai dominato una serie finale così in lungo e in largo”.

  • Dal 2000-2001 al 2004-2005, Shaquille O’Neal ha schiacciato 1190 volte. (Più di quanto Scottie Pippen ha totalizzato in carriera: 1116.) É il record assoluto in un arco di 5 anni. Solo nella stagione ’00-’01, schiacciò 219 volte.
  • Dal 1989 al 1995, solo un giocatore ha totalizzato più assist di Muggsy Bogues: John Stockton.
  • Le medie di LeBron James nelle Finale 2015, per non dimenticare: 35,8 punti, 13,3 rimbalzi, 8,8 assist a partita.
  • I Lakers di Kobe hanno sofferto 4 sconfitte in elimination games di 28+ punti. Detto ciò, Kobe ha giocato in 17 elimination games da titolare ed è 9-8 in essi. (Jordan? 6-7).
  • Sono 41 i giocatori della storia NBA con ventimila e più punti. Non solo Adrian Dantley è uno di questi, ma è pure quello con la TS% più alta di tutti (61,7%).
  • L’allora (1980) GM degli Hawks Stan Kasten azzardava al 75% la porzione di giocatori NBA che facevano uso più o meno abituale di droghe.
  • Nelle Finals 2000 (Lakers 4-2 Pacers) Shaq ha tenuto una media di 38 punti e quasi 17 rimbalzi.

  • 2000, 2001 e 2002 fu la prima tripletta dei Lakers da quella del 1952, 1953, 1953.
  • Peja Stojakovic ha tirato col 41,6% dall’arco nella stagione 2001-2002. In Gara 7 delle finali di conference contro i Lakers? 0 su 6.
  • Earl Boykins è alto 165 cm, pesa 61 kg ma tira su 143 kg di panca. “Figure that shit out“.
  • Solo una volta Bill Walton ha giocato più di 67 partite in una stagione. Il padre di Luke ha anche saltato tre intere stagioni per infortuni.
  • La stagione 1998-1999, condensata per via del lockout, è stata particolarmente grezza, scrive Serrano. L’OffRtg della lega non era così basso dal 1978.
  • Hakeem Olajuwon durante le Finals 1995 (Houston batte Orlando 4-0): 32,8 punti, 11,5 rimbalzi, 5,5 assist.
  • Le Finals 1985 sono anche la prima volta che i Lakers battono i Celtics nell’atto decisivo per l’anello. Prima di quella serie, al termine della quale Kareem Abdul-Jabbar sarà nominato il più anziano di sempre a vincere il Bill Russell Trophy, i Lakers erano 0-8 contro Boston.
  • Nelle Finals 2013 sono scesi in campo ben 4 giocatori precedentemente insigniti del premio di MVP delle Finals: James, Wade, Parker, Duncan. Erano invece 4 gli MVP della stagione regolare (più Magic, che lo sarebbe diventato) che si sfidarono nelle Finals 1983: Juluis Erving, Moses Malone, Kareem, Bob McAdoo.
  • Sono solo 3 i giocatori non-Hall of Famers ad aver vinto il premio di MVP delle Finals: Cedric Maxwell (1981), Chauncey Billups (2004) e Andre Iguodala (2015).
  • Solo due volte nella storia delle Finals una partita è finita al triplo overtime: Gara 5 nel ’76 e Gara 3 nel ’93. Entrambe le volte sono stati coinvolti i Suns, ed entrambe le volte era presente Paul Westphal (giocatore nel ’76, allenatore nel ’93).

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