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Risultati NBA: tripla-doppia ai 60 per Harden, Kevin Love fa crack

Rubio abbate Golden State, Cleveland cade sotto i colpi di Drummond. Bene Spurs, Raptors e Knicks

(29-20) Cleveland Cavaliers 114-125 Detroit Pistons (23-26)

Detroit è l’altra faccia della medaglia della trade Griffin. Se non è definibile la bontà della scelta della franchigia del Michigan sul lungo periodo, nella partita contro i Cavs nulla di tutto ciò sembra aver influito. Andre Drummond, fresco di convocazione all’All-Star Game dopo l’infortunio di John Wall, ha rovesciato sui Cavs 21 punti e 22 rimbalzi. Anche se la notizia-chiave da questa partita sta da un’altra parte.

Kevin Love pare essersi rotto una mano. Questi risultati NBA sono scritti in piena notte quindi è anche difficile essere precisi e/o aggiornati, ma il prodotto di UCLA è uscito dal campo dopo 4 minuti di gioco con forte dolore alla mano. Seguiranno aggiornamenti su queste pagine, ma una cosa è certa. Se il terzo violino dei Cavs, All-Star (da rimpiazzare), sarà out-for-the-season, i Cavs sarebbero di fronte ad un nuovo incubo, con tutte le implicazioni del caso sulla free agency di LeBron James.

Il risultato della partita, passata in secondo piano dopo tutto ciò, è di estrema importanza per i Detroit Pistons. La neo-squadra di Blake Griffin torna a vincere dopo 8 sconfitte consecutive, e lo fa grazie anche ad un Stanley Johnson sugli scudi: career-high da 26 punti, con 10 rimbalzi. Detto di Drummond, ventelleggiano anche – e questo dice dell’unicità della serata – Reggie Bullock e Anthony Tolliver. Ish Smith segue a ruota con 19. Doppia cifra dalla panchina anche per Dwight Buycks.

Il supporting cast dei Pistons, insomma, ha risposto presente. Quello dei Cavs pure: 20 e 6 rimbalzi per Channing Frye, 18-8-5 per D-Wade, 10 con 7 tiri per Kyle Korver. Ma se il Plus/Minus di tutto il quintetto titolare è negativo, è dura. 21-6-7 con 4 perse per King James, mentre IT3 tira male dal campo (3 su 10) ma va frequentemente in lunetta (12 su 13). I Cavs devono ora fare molta attenzione alla trade deadline, valutando in pochi giorni cosa significa aver perso Kevin Love per un significativo lasso di tempo.

(18-33) Brooklyn Nets 95-111 New York Knicks (23-28)

Il derby della Grande Mela, giocatosi al celeberrimo Madison Squadre Garden, è dominato dai Knicks. D’altronde lo aveva detto Porzingis: “Fondamentale accedere alla post-season”. Sbaragliare i Nets è sempre un buon punto di partenza. Scavato il +20 già all’intervallo, NY tira indietro il sedile e si mette comoda al volante della gara. Nota a margine: esordio, in casa Knicks, delle canotte ‘City Edition’.

28 con 5 rimbalzi per Kristaps Porzingis, top-scorer dell’incontro. 20 e 20 per un dominante Enes Kanter, mentre Tim Hardaway Jr. tira 6 su 13 dal campo per 15 punti. Courtney Lee segna 12 punti, altrettanti (con 13 rimbalzi) ne addiziona dalla panchina Michael Beasley. Bene anche Ntilikina. Schiacciati dalle Twin Towers dei Knicks, i Nets hanno ben poco da offrire all’incontro.

“Sono semplicemente più forti noi in questo momento.”

Ha detto ai microfono di coach Atkinson a fine gara, aggiungendo però che questo servirà da motivazione ulteriore ai suoi ragazzi. Nessuno di loro ha superato quota 13 punti (DeMarre Carroll miglior marcatore dei suoi). 12 punti per Nik Stauskas, Jarrett Allen ed Allen Crabbe, mentre Jahlil Okafor dalla panchina posta 5 punti e 13 rimbalzi. 11 con 7 assist per il baffo più caliente della lega, Spencer Dinwiddie.

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