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Lillard: “Frustrato per le mancate convocazioni all’All-Star Game”

La point guard dei Blazers al momento è ottava tra le guardie nelle votazioni dei fan per la Western Conference

Lillard

Damian Lillard vive da anni nel limbo tra star e superstar. Il play 27enne dei Portland Trail Blazers non è mai sceso sotto i 19 punti di media in regular season (nell’annata da rookie) e nelle scorse due stagioni ha chiuso con 25.1 (2015-2016) e 27 (2016-2017). Curiosamente, è andato all’All-Star Game solo nel 2013-2014 (20.7 punti di media) e nel 2014-2015 (21), prima di entrare nel novero dei migliori realizzatori NBA. Superato in hype dai vari Steph Curry, James Harden e Russell Westbrook, Lillard non si rassegna all’idea di essere snobbato: sulle ali di una stagione – quella in corso – da 25 punti, 4.8 rimbalzi e 6.5 assist di media.

RICONOSCIMENTO

Queste le dichiarazioni della point guard Blazers sull’All-Star Game (rilasciate a ESPN). Lillard al momento è solo ottavo tra le guardie della Western Conference nelle votazioni dei fan.

“In passato me la sono presa: sembra che debba sempre essere io la vittima sacrificale. Alla fine me ne sono fatto una ragione: dicono che non mi hanno scelto perché noi Blazers – nel periodo delle convocazioni delle scorse due annate – avevamo un record negativo e non eravamo in zona Playoff. Quest’anno siamo messi meglio in classifica, ma io voglio tenere un profilo più basso. Preferisco non investire emotivamente in un’eventuale convocazione all’All-Star Game, anche se sento di meritarla di nuovo. “

E, sulla differente incidenza numerica di “big market” e “small market” (tra cui Portland) NBA, ha aggiunto:

“C’è un abisso. Se giochi in una grande città come New York hai sempre i fari puntati addosso; non si può dire lo stesso di Memphis, per dire. In una metropoli hai più hype intorno; e più responsabilità. Di certo la rilevanza dei singoli mercati incide sui voti per l’All-Star Game. Prendi Lonzo Ball: ha tanta attenzione intorno da quando è al liceo e ora che gioca ai Lakers è ancora più seguito. Non mi sorprende: Los Angeles è un bacino immenso.”

Ball, al momento lontano anni luce dalla maturità cestistica di Lillard, è settimo nella classifica dei voti della Western Conference; davanti al play dei Blazers. La seconda fase delle votazioni – in cui interverranno giocatori, allenatori e media – dovrebbe equilibrare le cose. Lillard, in ogni caso, ha un’idea molto chiara sul proprio valore:

“Voglio che la gente, quando pensa ai Portland Trail Blazers, pensi a me. Voglio essere il più grande giocatore della storia di questa franchigia.”

 

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