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Risultati NBA: Barba batte Boogie, Durant stende Lillard, OKC a pezzi

Dwight Howard guida ciò che rimane di Charlotte sopra OKC. Harden fa segnare Capela, a Portland non basta Lillard. Boston cade male a Chicago.

(12-14) Oklahoma City Thunder 103-116 Charlotte Hornets (10-16)

Ok… no. Di nuovo. Stavolta è Charlotte a far la voce grossa alla Chesapeake Energy Arena, ovvero la 13esima squadra ad Est reduce da sconfitte contro Lakers e Bulls. Una Charlotte che aveva perso 7 delle precedenti 8 partite. Eppure i Thunder sono riusciti a perdere contro questi Hornets.

Carmelo Anthony, che a fine partita è uscito dall’arena prima che la stampa potesse intervistarlo nonostante abbia superato Vince Carter al 22esimo posto all-time dei marcatori NBA con 24605 punti, ha vissuto un’altra pessima serata: 11 punti con 12 tiri, nessun viaggio in lunetta, più palle perse (3) che assist (2). Westbrook si è, again, preso più tiri di tutti: 22, sbagliandone 12. Da segnalare la buona prova di Paul George (20 punti con 14 tiri, 5 rimbalzi), la doppia-doppia di Steven Adams (11 e 10 rimbalzi, che non raccontano però di quanto sia stato dominato da Dwight Howard) e i 12 punti di Alex Abrines, schierato in quintetto al posto di Andre Roberson (caviglia sinistra).

In uscita dalla panchina, Raymond Felton ha tirato 1 su 10 dal campo per tre punti totali. OKC è stata spazzata via nel terzo quarto: 40-22. Sono solo 16 gli assist totali dei giocatori dei Thunder, e solo 2 ne hanno realizzati un minimo di 3. Contrariamente a quello degli Hornets, tutto il quintetto di OKC ha Plus/Minus negativo.

A firmare la seconda vittoria di Charlotte in 12 tentativi ci ha pensato l’uomo che chiamavano Superman: 23 punti con 13 tiri e un inusuale 5 su 7 dalla lunetta. Se Dwight ha catturato 7 rimbalzi, Charlotte è preoccupata per Cody Zeller: il lungo di riserva si deve fermare più di un paio di settimane. Anche coach Clifford è out, così Marvin Williams segna 4 dei 5 canestri da 3 tentati e segna 18 con 7 rimbalzi. Michael Kidd-Gilchrist aggiunge 17 punti con 9 tiri, Kemba sfiora la doppia-doppia (19 e 9 assist) e anche Treveon Graham e Jeremy Lamb vanno in doppia cifra. Vittoria che fa tirare il fiato a Charlotte, in attesa anche che Batum faccia pace col gomito.

La prossima partita di OKC? Ad Indianapolis, in quel palazzetto che fino a pochi mesi fa apparteneva a Paul George.

(21-4) Houston Rockets 130-123 New Orleans Pelicans (14-14)

Lunga vita al Barba! James Harden segna 12 punti consecutivi nel quarto periodo per battere degli indomiti New Orleans Pelicans: non appena Jrue Holiday o Boogie Cousins segnavano per riportare sotto i Pellies, una tripla catartica di Harden li ricacciava giù.

Non di soli punti (26) vive l’Harden: 17 assist (ben 14 nel primo tempo!), pareggiato il career-high, la maggior parte dei quali a Clint Capela sotto canestro. Harden ha anche rubato 6 palloni, ma tirato, per i suoi standard, male in lunetta: 3 errori su 9 tentativi. Caldo come una stufa in uscita dalla panchina Eric Gordon, frase ormai proverbiale: 27 punti con 12 tiri, 5 su 6 dall’arco. Male al tiro, invece, questo sì che fa notizia in un avvio ottimo, Tucker e Mbah A Moute: 1 su 9 complessivo, 1 su 7 dall’arco. I 28 punti segnati da Capela sono un career-high per il lungo svizzero, che ha pure collezionato 8 rimbalzi e 5 stoppate. Solita solidissima prova per CP3: 20 punti, 9 rimbalzi, 6 assist e 3 rubate.

Conclusa la rimonta (sotto sul finire del terzo quarto 101-88), Harden e soci si godono la decima vittoria di fila. Che il primato di Conference di Golden State sia a rischio?

Poco hanno potuto, contro una Houston così mortifera, i Pelicans, che anzi hanno giocato la loro partita. Privi di Anthony Davis, Jrue Holiday ha nuovamente sfondato quota 30 punti segnati: 37 per la precisione, con 21 tiri, addizionando 5 assist, 4 rimbalzi e altrettante rubate. Oltre a Holiday, anche Rajon Rondo ed E’Twaun Moore hanno giocato più di 40 minuti: il primo ha realizzato la trentesima tripla doppia in carriera (13 punti, 12 assist e 12 rimbalzi) mentre il secondo ha segnato 36 punti con 20 tiri (6 su 8 dall’arco). Convivendo con problemi di falli, DeMarcus Cousins ha giocato “solo” 33 minuti: sufficienti per 24 punti, 14 rimbalzi e 8 assist. New Orleans ha avuto solo 3 punti dalla panchina, contro i 38 dei Rockets.

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