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Chris Paul-Lakers: ecco perchè saltò l’affare

L’ex Commissioner della NBA David Stern, a distanza di oltre 5 anni, è tornato a parlare della più famosa non-trade della storia della lega, durante una sua recente apparizione nel podcast Nunyo & Company di Dan Feldman di NBC Sports.

Nel 2011 infatti, Los Angeles Lakers, Houston Rockets e New Orleans Hornets (oggi noti come Pelicans) avevano praticamente concluso una trade che avrebbe portato Chris Paul a diventare compagno di Kobe Bryant. Al momento di ufficializzare gli accordi però Stern, in qualità di proprietario degli Hornets dopo che George Shinn aveva ceduto la franchigia alla lega, fece saltare la trattativa sostenendo che la franchigia di New Orleans non avesse ricevuto abbastanza in cambio di una guardia che si stava affermando tra le migliori di tutta la NBA.

L’accordo completo avrebbe mandato, come detto, Paul a Los Angeles, Pau Gasol a Houston e Lamar Odom, Kevin Martin, Luis Scola, Goran Dragic e una prima scelta al draft del 2012 a New Orleans.

Stern conferma di aver bloccato l’affare ma svela anche che intendeva rielaborare la cosa per arrivare ad una conclusione che accontentasse tutte le parti, aggiungendo che la sua decisione non fu presa per fare un torto ai Lakers.

“Nel weekend successivo al mio no, pensammo di rimettere in piedi l’affare. Pensavamo che Houston fosse pronta a far partire Kyle Lowry (rimpiazzo previsto di Chris Paul a New Orleans) e inoltre il front office degli allora Hornets pensava di avere ottime chance di ottenere una buona scelta al draft in cambio di Lamar Odom. Ma Mitch Kupchack andò nel panico e, vendendo Odom ai Dallas Mavericks, fece svanire ogni possibilità di accordo”

Più tardi quell’anno, Stern e la dirigenza degli attuali Pelicans, decisero ugualmente di cedere Chris Paul che finì comunque a Los Angeles ma sponda Clippers, in cambio di Al-Farouq Aminu, Eric Gordon, Chris Kaman e la loro prima scelta al draft 2012 che diventò poi Austin Rivers.

 

 

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