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Kevin McHale: “Non credo che Harden possa diventare una point guard”

Dure le parole dell’ex coach dei Rockets: “Dovrebbe continuare a fare il suo lavoro, ovvero mettere tanti punti a referto”

Kevin McHale and James Harden

Mike D’Antoni è stato chiaro, fin dal primo giorno del suo insediamento sulla panchina degli Houston Rockets: James Harden agirà da point guard nel sistema di gioco offensivo seven seconds or less tanto caro all’ex-coach dei Phoenix Suns.

A tale proposito Kevin McHale, ex-allenatore dei Rockets, ha diversi dubbi circa la possibilità che Harden dia la priorità alla costruzione del gioco di squadra piuttosto che a mettere (molti) punti a referto:

Mi chiedo se sia possibile cambiare la mentalità di un giocatore: si può passare dall’essere uno scorer puro a diventare un facilitatore del gioco? Proprio non lo so. Per fare un esempio, Kevin Garnett è sempre stato un giocatore “pass-first” (che pensa prima al passaggio che al tiro, ndr) dal suo primo giorno di training camp con i Minnesota Timberwolves fino al giorno del suo ritiro. James Harden, invece, è l’incarnazione di una macchina da canestri. Ha la mentalità di un grande realizzatore: non credo che si possa cambiare ciò. Certo, Harden ha comunque una grande visione di gioco e ottime capacità nel passare la palla ma, secondo me, dovrebbe continuare a fare quello che sa fare meglio e a non snaturarsi.

Harden, almeno in questa fase di preseason, sembra essersi calato bene nella parte di point guard. Il quattro volte All-Star, infatti, è l’unico giocatore a scollinare oltre la doppia cifra per quel che riguarda gli assist, saldamente primo a quota 12: basti pensare che il giocatore al secondo posto nella classifica, Tim Frazier dei New Orleans Pelicans, ne distribuisce ben 3,7 in meno rispetto a The Beard.

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Durante la scorsa stagione James Harden, pur non giocando da playmaker, è stato il fulcro dell’attacco dei Rockets. Il giocatore si è piazzato al secondo posto assoluto in NBA per usage rate (32,5), dato evidenziato ancora di più dal tasso che calcola la gestione dei possessi e dei tiri tentati, che colloca la guardia.. ops, il playmaker al quarto posso della relativa classifica (19,7).

Accumulare ottime cifre statistiche non è mai stato un problema per Harden e ciò è testimoniato anche dagli assist della scorsa stagione, ben 7,5 a partita (dato più alto in carriera). Lo scorso anno i Rockets hanno realizzato un record di 17 gare vinte e 9 gare perse quando il 27enne ex-Oklahoma Thunder ha smazzato 9 o più assist.

Chi avrà ragione, D’Antoni o McHale?

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