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East Conference

“Happy Days” in Milwaukee

Milwaukee, città principale del Wisconsin, circa 605000 abitanti, celebre per le numerose feste etniche e musicali, non a caso è soprannominata “la città dei festival”; famosa per la produzione di birra, sede della ben nota casa motociclistica Harley Davidson e luogo in cui è ambientato il telefilm Happy Days. Siamo nella zona dei grandi laghi e del fiume Mississippi, delle bellezze naturali, la fauna e la flora dominano il paesaggio, in quest’ambiente bucolico tra i vari animali possiamo ammirare i cervi e proprio dall’elevato numero di esemplari di questa specie deriva l’appellattivo “Bucks” che contraddistingue la franchigia NBA con sede a Milwaukee.
Detentori di un titolo NBA, vinto nel ’71, quando la squadra poteva contare su due giocatori come Kareem Abdul-Jabbar e Oscar Robertson, i Bucks non sono più riusciti a bissare il successo, conoscendo nel corso degli anni fortune alterne.
Nella stagione in corso la squadra del Wisconsin si sta distinguendo per l’ottimo lavoro svolto e se la sta giocando alla pari con gli Indiana Pacers e i Chicago Bulls per aggiudicarsi la Central Division.
Il roster a disposizione di coach Skiles complessivamente non è di primissimo livello, può comunque contare su due esterni di qualità non indifferente che formano la colonna portante della squadra: Brandon Jennings e Monta Ellis.
Il primo si è visto o meglio non si è visto in Italia con la maglia di Roma, le sue prestazioni sono state quantomeno deludenti e infruttuose, le grandi aspettative non rispettate tuttavia, dopo la brutta annata nel campionato italiano, viene scelto al draft del 2009 con la chiamata numero 10 dai Bucks e qui la musica cambia. Il Jennings incapace di fare la differenza a Roma, a tratti impacciato, e completamente fuori dal sistema di gioco, si dimostra oltreoceano giocatore dallo straordinario rendimento e macchina da punti, alla sua settima apparizione ne mette a referto 55 risultando il quinto miglior rookie di sempre in questa speciale classifica. Anche Monta Ellis era presente alla partita da record di Jennings, nella squadra avversaria, i Golden State Warriors. Ellis arriva a Milwaukee durante la passata stagione e il suo apporto è da subito importante e l’affinità con Brandon ottima. Il talento di Ellis è indubbio, arriva in NBA senza passare dal college, e da subito riesce ad imporsi; il suo stile di gioco aggressivo e la sua esplosività senza eguali gli valgono il soprannome di “The Mississippi bullet”, le doti atletiche sono unite a un ottimo ball-handling e ad un buon tiro (del quale non di rado abusa). È un giocatore che piace e che si piace, e non poco, di recente ha rilasciato un’intervista dichiarando: “mi metterei nella stessa categoria di Wade. Voglio dire, alla fine della giornata, l’unica cosa che ha che non ho è più vittorie e due campionati. Tutto qui”.
Il duo Jennings-Ellis segna la maggioranza dei punti dei Bucks 37 di media a partita (18 il primo e 19 il secondo) e conseguentemente prende un altissimo numero dei tiri di squadra; le due stelle di Milwaukee sono ben supportate da un cast di discreto livello tra i quali spicca Larry Sanders, 15ª scelta del 2010, vera scoperta positiva di quest’annata; dopo due stagioni a livello certamente non entusiasmante il lungo proveniente da VCU inizia a far vedere le sue doti, i numeri sono di tutto rispetto 8.2 punti, 8.6 rimbalzi e soprattutto 3 stoppate a notte, categoria che al momento guida all’interno della Lega, il tutto tirando con il 54% dal campo.
Lo studio statistico della franchigia del Wisconsin non è dei più semplici, infatti la squadra non è tra le prime come percentuale dal campo, nè come punti segnati, nè come punti concessi; quindi da dove derivano gli ottimi risultati dei Bucks? L’unico dato rilevante è quello relativo al rapporto tra palle perse e palle recuperate, Milwaukee risulta terza in questa classifica, il poter sfruttare mediamente 4 possessi in più degli avversari, a partita, non è cosa da poco soprattutto perché buona parte delle palle recuperate fanno scaturire contropiedi o situazioni di superiorità numerica e quindi facili punti grazie ad Ellis e a Jennings, il contributo di quest’ultimo è fondamentale per questa statistica, infatti l’ex Roma è il terzo giocatore del torneo per palle rubate con 2.21 a partita.
I Bucks sono una delle 9 squadre ad avere un rendimento sia interno che esterno positivo e sicuramente possono risultare la mina vagante dei playoff ad est; potranno creare grattacapi non da poco a qualunque avversario, per maggiori informazioni consultare gli Heat che di recente hanno perso di 20 nel Wisconsin, quindi occhio ai cervi e buon anno a tutti.

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