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Mercato NBA 2018

5 Trade che potevano succedere e non sono successe

Sarebbe stato bello se…

La copertina di questo pezzo è una polaroid del fotografo NBA Matteo Marchibravo e bello.

L’intensa attività dei Cleveland Cavaliers ha reso la trade deadline per la stagione 2017-18 più divertente del solito, generando un clamore mediatico attorno al mercato NBA che, free agency a parte, non si vedeva da un po’ di stagioni.

Si è parlato tanto, negli ultimi giorni, dei movimenti di mercato che ci sono stati o che ci saranno a breve, col mercato dei free agent già entrato nel vivo con le imminenti firme di Marco Belinelli a Philadelphia e Joe Johnson a Houston. Proviamo invece a pensare a cinque trade potenzialmente importanti, e verosimili, che non ci sono state ma che potevano succedere, e a immaginarne il possibile senso per le parti coinvolte.

DeAndre Jordan ai Toronto Raptors

Ai Raptors: DeAndre Jordan + Reggie Bullock
Ai Clippers: Jonas Valanciunas + Ish Smith + la prima scelta Pistons del 2022 (protetta 1-10, convertibile in due seconde scelte future)
Ai Pistons: CJ Miles + Jawun Evans + la seconda scelta Raptors 2020 + la prima scelta Raptors 2021 (protetta 1-3)

Nelle ore precedenti la trade deadline, con forza è stato lanciato il rumor che parlava di un forte interesse dei canadesi per il centro dei Clippers, ma della necessità da parte di Toronto di dover trovare una terza parte per finalizzare la trade.

In questo scenario quella terza parte sarebbe rappresentata dai Detroit Pistons, che otterrebbero un tiratore più affidabile di Bullock come CJ Miles ma, soprattutto, due scelte molto interessanti da parte di Toronto: la seconda del 2020 e la prima del 2021, Draft che sarà al termine di una stagione in cui Toronto potrebbe non avere più Lowry (scad. 2020) e con un DeRozan possibile partente (scad. 2021).

Con Jordan i Raptors sarebbero un’indubbia contender, mantenendo alto il livello della 2nd unit, mentre i Clippers otterrebbero un lungo dignitoso come Valanciunas e un onestissima back-up pointguard come Ish Smith (potendosi quindi permettere di rinunciare al contratto di Beverley a fine stagione). La scelta del 2022 sarebbe relativa all’ultima stagione prevista dal contratto di Blake Griffin, rendendola una pick dal destino dubbio ma intrigante.

Lou Williams ai Philadelphia 76ers

Ai Sixers: Lou Williams
Ai Clippers: Jerryd Bayless, la prima scelta Sixers 2018 (protetta Lottery, in caso vanno le seconde scelte 2018 e 2019), la seconda scelta Rockets 2018, la seconda scelta Mavericks 2020
Ai Nets: Sindarius Thornwell e la seconda scelta Sixers 2021

Effetto collaterale della trade = Marco Belinelli firma con i Oklahoma City Thunder.

Una volta scambiato DeAndre Jordan, i Clippers completerebbero la loro detonazione privandosi anche di Lou Williams, per il quale però il mercato non offrirebbe granché.

Per ottenere il massimo dalla trade, LA dovrebbe ‘tifare’ Philadelphia: con una qualificazione ai Playoff dei Sixers la scelta al primo giro di Philly andrebbe in California, in caso contrario si trasformerebbe nelle scelte al secondo giro per i Draft 2018 e 2019.

Affinché possa quadrare il tutto, si renderebbe necessario il coinvolgimento di una terza squadra, i Brooklyn Nets, ‘ricompensati’ col contratto di Thornwell e con la seconda scelta ai Clippers del 2020).

Siccome questa trade sarebbe avvenuta prima della Deadline, verrebbe meno il senso della firma di Marco Belinelli con i Sixers: il Beli dovrebbe quindi trovarsi una nuova squadra, magari i Oklahoma City Thunder.

Tyreke Evans ai Boston Celtics

Ai Celtics: Tyreke Evans
Ai Grizzlies: Guerschon Yabusele e la prima scelta di Memphis nel 2019 (attualmente di Boston) diventa uno swap, con i Grizzlies che comunque hanno assicurata una pick al primo giro nel prossimo Draft

Memphis ha l’obbligo “morale” di monetizzare l’ottima stagione di Evans, in scadenza a fine stagione con un contratto relativamente abbordabile per una contender che vuole aggiungere punti ed energia dalla panchina.

Boston potrebbe rispondere all’identikit, anche perché in cambio potrebbe offrire qualcosa che altre squadre non potrebbero offrire: la prima scelta 2019 dei Grizzlies, attualmente in possesso dei Celtics.

Siccome però una prima scelta ‘pura’ sarebbe troppo per un giocatore in scadenza, Boston trasformerebbe la scelta nella possibilità di swap con Memphis, garantendo però alla franchigia del Tennessee una scelta al primo giro 2019.

Kemba Walker ai New York Knicks

Ai Knicks: Kemba Walker e Jeremy Lamb
Ai Hornets: Frank Ntilikina, Joakim Noah, la prima scelta Knicks 2018, la seconda scelta Bulls 2018

Approfittando dell’ammorbidirsi delle richieste di Jordan per un giocatore in scadenza 2019, i Knicks deciderebbero di prendersi un grosso rischio cedendo la loro prima scelta al prossimo Draft senza restrizioni in cambio di un giocatore sul quale non vi sarebbe certezza assoluta di rifirma oltre la prossima stagione, oltre alla cessione della talentuosa (ma acerba) scelta all’ultimo Draft.

Un rischio che Charlotte ‘riconoscerebbe’ sobbarcandosi il contratto di Joakim Noah, ma che in caso di dividendi positivi darebbe a New York un giocatore dall’indiscutibile livello, motivato dal giocare nella sua città (anche se questo non sempre va per il verso giusto nella Grande Mela, chiedere a Carmelo Anthony per referenze) e spinto dalla prospettiva di un talento raro come quello di Kristaps Porzingis.

In un best case scenario potrebbe essere una trade in grado di accontentare, col senno di poi, entrambe le parti coinvolte. Ma il confine di demarcazione sarebbe, indubbiamente, sottilissimo.

Dennis Schröder ai Phoenix Suns

Ai Suns: Dennis Schröder
Agli Hawks: Dragan Bender, Troy Daniels, Tyler Ulis, la prima scelta Heat 2018

Questa è un’ipotesi di cui si è letto decisamente poco in giro, quasi nulla, ma che potrebbe avere più senso di quanto non sembri a una prima lettura. Phoenix otterrebbe quella guardia dal grande talento in grado di formare un backcourt intrigante e di prospettiva insieme a Devin Booker, mentre Atlanta riceverebbe un paio di giovani da sviluppare, flessibilità salariale e una scelta che, allo stato attuale delle cose, sarebbe intorno alla numero 20 del prossimo Draft.

È un’ipotesi difficile da immaginare, perché sulla carta Schröder è il perno della ricostruzione degli Hawks, ma il buon contratto del tedesco potrebbe renderlo facilmente scambiabile anche in estate, soprattutto se il buon Dennis dovesse mostrarsi impaziente e dubbioso verso le modalità di rebuilding di Atlanta.

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