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LaMarcus Aldridge, a San Antonio grazie a…Pat Riley

I San Antonio Spurs potrebbero ave beneficiato di un assist involontario da parte del plenipotenziario dei Miami Heat durante la corsa per le prestazioni di LaMarcus Aldridge.

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LaMarcus Aldridge è stato uno dei pezzi più pregiati, se non il più prezioso di tutti, ad essere “corteggiato” durante la free agency, tanto che diversi portali sportivi hanno definito il colpo degli Spurs come il migliore dell’intero mercato NBA; San Antonio per averlo è andata contro al suo ideale volto a costruire il talento ed il gioco all’interno delle proprie mura e per una volta si è unita alla caccia dei “big names” convincendo Aldridge anche grazie ad un contratto decisamente importante.

Sarebbe tuttavia sciocco non sottolineare come la Cultura (volutamente con la C maiuscola) che da tempo si è instaurata all’interno della meravigliosa realtà rappresentata dai San Antonio Spurs non abbia influenzato la scelta di LaMarcus Aldridge, il quale ha rinunciato ad essere la stella in altre franchigie per poter concretamente competere per il titolo già a partire da questa stagione.Ma  Gregg Popovich per il buon fine della trattativa potrebbe dover ringraziare anche un elemento decisamente esterno alla propria organizzazione: stiamo parlando di Pat Riley, executive dei Miami Heat, una delle tante franchigie che ha corso per accaparrarsi LaMarcus Aldridge. L’ottimo insider Adrian Wojnarowski di Yahoo! Sports è stato in grado di riportarci le dichiarazioni di Aldridge le quali a loro volta riportavano cosa gli avesse comunicato Riley al fine di portarlo a Miami:

Mi ha detto “sei un buon giocatore ma puoi essere grandioso”. Io ho fatto delle buoni stagioni ma per vincere devi avere dei grandi giocatori con te. Quando sei circondato da ragazzi pronti a sacrificarsi con te, probabilmente passerai da 23-24 punti di media a 18-19, ma puoi davvero arrivare fino in fondo, tutti insieme. Riley poi ha detto: “Hey, magari dovrai recitare un ruolo di minore importanza ma alla fine so che vuoi essere riconosciuto come un campione. I campioni devono fare diverse cose. Come Chris Bosh, che a Toronto aveva 21 punti di media, poi è venuto a Miami e la gente a tratti credeva che non fosse importante. Ma ti dico, non avremmo mai vinto quei titoli senza Bosh, e lui non scambierebbe i suoi anelli per niente al mondo. A un certo punto nella tua carriera c’è un bivio e tu devi decidere: vuoi continuare ad avere statistiche pazzesche o vuoi vincere un titolo?”

Questo il convincimento tentato dal Presidente Riley, che è essenzialmente ciò che gli Spurs vanno predicando da anni: Wojnarowski aggiunge infatti che questo discorso è stato importantissimo per Aldridge il quale ha capito che doveva sacrificare parte della sua “fama” e delle sue caratteristiche di gioco per mettersi al servizio del bene comune assieme ad altri compagni. Ma…in Texas, suo stato natale, non in Florida. Non sappiamo cosa sarebbe potuta essere Miami questa stagione con Bosh, Dragic, Wade e LaMarcus Aldridg: magari Popovich ricambierà il favore al suo collega, in futuro…

LEGGI ANCHE: Aldridge e l’ambientamento a San Antonio.

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