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Un fondo di private equity pronto a investire nella NBA

Sono già 4 le società gestite da fondi del genere nel panorama NBA.

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Una nuova società di private equity, la Dyal HomeCourt Partners, è pronta a fare il suo ingresso nel mondo della NBA. La società, parte del gruppo Neuberger Berman Dyal Capital Partners, al 4 gennaio ha dichiarato di non aver ancora iniziato a raccogliere fondi ma che si aspetta di arrivare ad un capitale di 750 milioni di dollari entro il trimestre.

Con la somma raggiunta la società punta ad entrare – con quote minoritarie – in sei franchigie NBA. Non si tratta comunque della prima società di questo genere ad interessarsi, e ad investire, nel mondo del basket americano. Con l’inizio del nuovo millennio infatti il mondo degli investitori privati si è sempre più focalizzato nel mondo dello sport e del basket professionistico. Tra le prime franchigie NBA ad avere investitori di questo tipo sono stati i Boston Celtis nel 2002.

Dopo la franchigia biancoverde poi, fondi di private equity hanno acquisito i Sixers, i Toronto Raptors ed infine, nel 2014, i Milwaukee Bucks. Quattro franchigie nel campionato 2018-19 hanno dominato la Eastern Conference.

Questo perché, al di là del concetto romantico di proprietà legate alle famiglie – come i New Orleans Pelicans- i matrimoni private equity-franchigie avuti finora hanno dato risultati positivi. Tutte e quattro queste esperienze infatti hanno in comune una gestione che si è caratterizzata per la scelta di GM a cui affidare la gestione societaria, senza poi interferirne sul lavoro. Per intenderci, in maniera opposta rispetto a società come i Clippers, con Steve Ballmer che è una presenza attiva nella vita della franchigia. Al di là dei giudizi personali.

I fondi di private equity si caratterizzano per una partecipazione marginale nella vita societaria. E questo stesso principio è stato applicato a tutte le società NBA finora coinvolte. Difficile quindi supporre una gestione differente da parte della Dyal HomeCourt Partners. Ma, anzi, potrebbe aprire nuove opportunità per le sei franchigie che verranno scelte.

 

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