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Road to NBA Draft 2020: Tyrese Haliburton

Guardia versatile, Haliburton ha un playmaking fuori dal comune, cui si aggiunge un ottimo tiro da fuori. La forma di tiro è però tutta da rivedere.

Squadra: Iowa State Cyclones

Ruolo: Point guard

2019-20 Stats Per Game

PtsTotRebsDefRebsOffRebsAstsStlsBlksFG%3pts FG%Ft%
15.25.94.41.56.52.50.750.441.982.2

2019-20 Advanced

Ast%Reb%OffReb%DefReb%TO%Usg%Blk%eFG%TS%
35.39.24.613.718.720.12.061.163.1

 

Tyrese Haliburton è una guardia versatile e dalle misure piuttosto interessanti – è alto 196 cm e ha un’apertura alare di 213 cm, che nei due anni con Iowa State ha messo in mostra ottime doti di playmaking e di decision-making. Dopo aver passato un primo anno in sordina con poco più di 6 punti a partita, nell’estate è stato convocato per la FIBA U19 World Championship con Team USA, vincendo la medaglia d’oro seppur non giocando con frequenza. Nella scorsa stagione, poi, l’esplosione definitiva, che lo ha messo nel mirino delle franchigie NBA grazie a medie di 15.2 punti, 5.9 rimbalzi e 6.5 assist, prima che un infortunio al polso lo ha costretto a chiudere l’esperienza collegiale a febbraio. Consapevole dei propri mezzi, si è anche autoproclamato il miglior passatore della Draft class 2020.

Punti di forza

In effetti è difficile dargli torto: ciò che subito salta all’occhio di Haliburton è infatti la sua straordinaria abilità nel passare la palla. Non solo per Ast% di oltre il 35.3%, ma anche e soprattutto perché è davvero intelligente, ha un’ampia visione di gioco e sa trovare l’uomo giusto al momento giusto, spesso e volentieri facendolo con una buona dose di spettacolarità.

Qui Haliburton non appena riceve palla vede il movimento del compagno a tagliare verso l’area, scaricandogliela immediatamente per due punti facili facili.

 

Tutto il QI cestistico offensivo di Haliburton: finta di tiro per smarcarsi, palla a terra e rapido passaggio al compagno smarcato nell’angolo alla sua sinistra.

Sa inoltre giocare perfettamente le situazioni di pick and roll, non esige la palla in mano per prendersi ogni tiro possibile, muove continuamente palla distribuendola ai compagni nelle migliori condizioni. Insomma, facilita l’intero gioco offensivo, diventando così il perfetto collante per la squadra nella metà campo d’attacco.

 

Altro punto di forza è il suo atletismo, che gli consente di penetrare con facilità verso il ferro, sia per un semplice appoggio che per una schiacciata, con una buona abilità nel cambio di velocità. Le sue misure gli permettono in oltre di essere un buon difensore, sia a rimbalzo (5.9 rimbalzi per una guardia sono un validissimo biglietto da visita), sia quando si tratta di intercettare il pallone con relativa facilità, anche grazie a un’ottima concentrazione difensiva. In più, il suo fisico gli permette di essere letale in transizione, con il 66% di realizzazione.

Le lunghe braccia e la concentrazione in difesa gli permettono spesso e volentieri di intercettare palla, per concludere in transizione con una schiacciata.

Oltre a tutto ciò, si aggiunge un ottimo tiro da fuori: nei due anni con i Cyclones il tiro dalla lunga distanza rappresentava il 58.3% dei suoi tentativi dal campo. Inoltre, nel suo anno da freshman ha segnato con oltre il 43%, statistica che si è abbassata leggermente (41.9%) la scorsa stagione. È infine un ottimo catch & shooter, come dimostra il 35/71 totale in questo tipo di situazioni.

 

Punti deboli

Paradossalmente, nonostante queste percentuali il tiro può essere uno dei suoi punti più critici. Tutto sta infatti nella sua forma di tiro davvero insolita, più lenta e che prevede un punto di rilascio più basso rispetto alla maggioranza dei giocatori NBA. Questo lo limita nel tiro dal palleggio, in uscita dai blocchi o in situazioni di isolamento.

Un altro aspetto su cui deve lavorare per fare la differenza al livello superiore è il suo fisico, un problema in realtà piuttosto comune fra le guardie che si affacciano al salto fra i professionisti. Il suo rapporto altezza/peso è piuttosto sbilanciato, e se è vero che riesce a compensare la mancanza di muscoli con il suo atletismo, una maggiore massa gli permetterà di eliminare il vizio di evitare i contatti con gli avversari in penetrazione; che tradotto in numeri significa una praticamente totale assenza dalla lunetta. Sono infatti solamente 1.2 di media a partita i tiri liberi tentati da Haliburton: solamente 71 tiri liberi tentati in 57 partite di college basket, davvero troppo pochi.

In questo caso la guardia di Iowa State esce bene dal blocco, ma invece chiudere fino al ferro improvvisa un difficile floater senza nemmeno sfiorare gli avversari. Da notare poi come comunque la sua reattività e il suo atletismo gli permettono comunque di prendere il rimbalzo in attacco e segnare.

 

Infine, Haliburton ha altre due cose da aggiustare: il lavoro di piedi in difesa (non sempre è reattivo come dovrebbe essere in situazioni di 1 vs. 1) e il fatto che a volte sia persino troppo altruista con la palla, preferendo un appoggio al compagno piuttosto che attaccare il ferro.

 

Upside

Tyrese Haliburton è una guardia altruista, che fa del suo atletismo e del suo decision-making i suoi punti di forza. Questi due elementi, uniti a un playmaking davvero fuori dal comune per un ragazzo di 20 anni e a un’ottima efficacia in situazioni di prendi e tira, fanno dell’ormai ex Cyclones un giocatore già sufficientemente solido per calcare i parquet NBA. Per farlo con costanza, però, servirà il tempo necessario perché Haliburton sistemi alcune cose del suo gioco. Primo fra tutti la sua forma di tiro, poi la frequenza con cui attaccare il ferro e cercare di aumentare i tiri liberi in lunetta. Infine, è necessario del tempo perché il giocatore possa mettere qualche chilogrammo di muscoli in più. Se Haliburton riuscirà a fare tutte queste cose, aggiustando anche i piedi in difesa, con il dovuto tempo potrà diventare da una parte un playmaker d’élite nel giocare i pick and roll, nel tirare da fuori, nel gestire i ritmi in attacco della squadra, mentre dall’altra un validissimo difensore perimetrale. Insomma, una guardia titolare che tutte le squadre vorrebbero a roster.

Draft Projection

Una decina di giorni fa, Tyrese ha dichiarato di aver parlato solamente con tre squadre, con i New York Knicks ad essere la destinazione preferita per sua stessa ammissione: si è detto interessato al core di giovani talenti che si è creato, e si considera un ottimo fit per la squadra. La squadra della Grande Mela può spendere la scelta numero 8 per lui, e noi crediamo che potrebbe essere scelto proprio fra la 6° e la 10° chiamata assoluta.

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