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Road to NBA Draft 2020: Tyler Bey

Un super atleta, maestro della difesa e un IQ fuori dal comune. Riuscirà a ritagliarsi lo spazio che merita anche tra i grandi?

Squadra: University of Colorado (Junior)

Ruolo: Shooting-guard/Small-Forward

2019-20 Stats Per Game

PtsTotRebsDefRebsOffRebsAstsStlsBlksFG%3pts FG%Ft%
13.89.07.02.01.51.51.253.041.974.3

2019-20 Advanced

Ast%Reb%OffReb%DefReb%TO%Usg%Blk%eFG%TS%
11.518.48.427.917.624.44.255.561.1

 

La prima domanda che sorge spontanea quando si pensa al talento di Tyler Bey è la seguente: dove collocare un giocatore del genere nell’Nba del 2020? L’ormai ex Colorado infatti ha speso la maggior parte dei suoi tre anni di college giocando da lungo, battagliando in area nonostante la stazza ‘ridotta’ (poco più di 2 metri) supportata da un atletismo davvero impressionante, che però non è sicuro possa bastargli a ritagliarsi un posto di rilievo tra i grandi. Qualora però dovesse costruirsi un tiro perimetrale decisamente più affidabile, potrebbe andare a ricoprire quel ruolo da interno/esterno che in un NBA ormai priva di veri e proprio ‘ruoli’ potrebbe far gola a numerosissime squadre, considerata poi la sua innata propensione per la metà campo difensiva.

Punti Forti

Come detto, una delle cose che più impressiona di Bey è il suo atletismo, che gli ha permesso – nonostante l’altezza contenuta – di catturare 9 rimbalzi a partita nel suo ultimo anno al college, e addirittura 10 in quello precedente. Certo parliamo di College Basketball, ma persino in questo mondo i numeri a rimbalzo di questo ragazzo non hanno molto senso. L’innata capacità di sapere  dove andrà il pallone dopo un tiro e di come usare il proprio corpo per mettersi in una posizione di vantaggio rispetto ad avversari ben più grossi di lui fanno dell’ex Colorado un prospetto davvero interessante, specie se poi accostiamo le sue doti di rimbalzista a quelle di difensore.

Impressionante il modo in cui Bey recupera sul perimetro e stoppa

Grazie infatti ad una wingspan di 215 cm ed un IQ cestistico sopra la media, Bey ha le caratteristiche per poter marcare tutte e cinque le posizioni in campo, sebbene ovviamente la sua stazza e l’ottimo movimento di piedi lo rendano più adatto a difendere sul perimetro. Non è da escludere infatti che, su un ipotetico quintetto piccolo alla Houston Rockets per intenderci, possa essere schierato persino da centro andando così ad infastidire in post basso giocatori anche 20 cm più alti di lui. Certo, non possiamo pensare la sua difesa possa essere efficace come quella che potenzialmente avrebbe sugli esterni, ma solamente il fatto di azzardare realisticamente una cosa del genere rende l’idea di quanto sia speciale la fisicità e l’impatto che questo ragazzo potrebbe avere anche in una difesa NBA.

Qui Bey sfrutta un doppio blocco e si apre sul perimetro per un ottimo tiro da tre punti

L’ultima qualità che vorremmo citare del gioco di Bey è la capacità di segnare con buona continuità dalla lunga distanza, come per altro dimostra il buonissimo 42% di media tenuto in stagione. Vero, ad oggi il giovane di Las Vegas ricorre ancora troppo poco all’uso del tiro pesante (un solo tentativo a partita) per poter considerare queste percentuali davvero degne di nota, ma qualora acquisisse più fiducia e fluidità nel suo gioco oltre l’arco potrebbe davvero trasformarsi in quel giocatore 3&D – triple e difesa – che oggi l’NBA ricerca e apprezza.

Punti Deboli

Partendo dal punto di vista difensivo, l’unico vero problema del talento di Colorado è la difesa in post basso. Se infatti precedentemente abbiamo azzardato ad un suo possibile schieramento da lungo in un quintetto piccolo, è necessario rimarcare come Bey dovrà per forza lavorare sulla propria difesa in area per poter essere considerato davvero in quest’ottica, in particolar modo migliorando il posizionamento contro l’avversario sotto canestro.

Spostandoci invece nella metà campo offensiva, la sua più grossa lacuna ad oggi resta il playmaking, davvero troppo acerbo e tante volte privo di idee (specialmente quando messo sotto pressione) per poter essere utile in NBA, nonostante qualche lampo a dimostrazione del fatto che la sua visione di gioco potrebbe essere comunque allenata e raggiungere livelli soddisfacenti. In ogni caso, il rapporto assist/palle perse di Bey è davvero sconfortante per un giocatore che si appresta a giocare da guardia nella lega di basket più importante del mondo, specie se poi a questa mancanza affianchiamo anche una scarsa capacità di costruirsi un tiro dal palleggio.

La difficoltà dell’ex Colorado di uscire dal raddoppio lo porta ad una palla persa sanguinosa

E’ proprio questa infatti l’ultima grossa lacuna dell’ex ala di Colorado. Nonostante infatti le percentuali al tiro siano confortanti (53% dal campo), la maggior parte delle conclusioni di Bey arriva nei pressi dell’area, sfruttando in particolar modo tutto il suo atletismo per andare a chiudere lob o comunque limitandosi a qualche tiro dal mid range. La forma e il posizionamento del suo tiro comunque sono tutt’altro che malvagi, ma dovrà necessariamente imparare a prenderlo e soprattutto costruirselo con più sicurezza per poter essere una vera minaccia sui parquet NBA.

Upside

Ciò detto, è chiaro che le potenzialità di Bey siano tutte li da vedere e che probabilmente, con il tempo, potrebbe davvero riuscire a ritagliarsi quello spazio nella lega – come starter o uomo di rotazione che sia – grazie soprattutto alle sue straordinarie doti atletiche e ad un’intelligenza cestistica davvero rara. Ad ogni modo comunque, sarà il tipo di contesto nel quale finirà al suo primo anno che segnerà il tipo di giocatore che potrebbe diventare, dato per assodato che con la giusta voglia di migliorare e una buona dedizione al lavoro l’ex numero 1 dei Buffs potrà assicurarsi una solida carriera in un’NBA sempre più ‘small’.

Draft Projection

Riprendendo quanto detto recentemente da Rob Dauster di NBC Sports, ‘Bey è uno dei talenti più sottovalutati di questa Draft class’, tanto che potrebbe rivelarsi davvero un pezzo pregiato per qualche fortunata franchigia che, inevitabilmente, riuscirà ad aggiudicarselo a buon mercato. E’ difficile infatti immaginare che il talento da Colorado possa essere scelto nelle posizioni che contano, andando invece più verosimilmente a finire tra gli ultimi nomi del primo giro o tra i primi del secondo (tra la pick 20 e la 40 per intenderci). Ad ogni modo, oggi sono diverse le franchigie NBA a cui potrebbe essere utile un giocatore con le doti e l’intelligenza di Bey, prime fra tutte ad esempio i Boston Celtics – che potrebbero chiamarlo con la 26 – o perché no i Brooklyn Nets, che con la scelta numero 20 aggiungerebbero alla rotazione un giovane capace che potrebbe crescere molto affianco a campioni come Kevin Durant, Kyrie Irving e Steve Nash.

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