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Le 15 clausole più strane inserite nei contratti dei giocatori NBA

Le franchigie si stanno sempre più sbizzarrendo in accordi custom con i giocatori, ma già in passato le squadre avevano già agito con “fantasia”

Nel corso degli ultimi anni le franchigie NBA stanno prendendo sempre più libertà di offrire ai giocatori contratti ‘fantasiosi’. È il caso di Kevin Durant con Brooklyn pronta a pagargli un milione di dollari se i Nets riusciranno a raggiungere il primo turno dei playoff o vinceranno almeno 43 partite. Oppure Terrence Ross che vedrà il proprio conto aumentare di 500.000 dollari se gli Orlando Magic disputeranno le prossime finali NBA.

Di casi ce ne sono tanti, ma vediamo quelli più ‘clamorosi’ di sempre che hanno fatto in qualche modo scalpore, partendo, ovviamente, da sua altezza MJ.

 

15. Michael Jordan

Michael Jordan

Jordan scosse i tifosi di tutto il mondo quando decise di ritirarsi dalla NBA dopo la vittoria del titolo del 1993 per provare a costruirsi una carriera nel baseball. La gente pensava fosse diventato matto: lasciare nel momento in cui era diventato un’icona della Lega e bruciandosi i soldi garantiti dal suo contratto milionario. MJ decise di andare a giocare nei Chicago White Sox, squadra militante nella minor league e il cui proprietario era Jerry Reinsdorf, owner anche dei Bulls. Ebbene, a causa di una clausola presente nel suo contratto NBA, Reinsdorf dovette comunque garantire i 4 milioni di dollari del suo accordo NBA anche nel periodo in cui Michael giocò a baseball.

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