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“Tampering” e free agency, parla Silver: “Abbiamo del lavoro da fare”

Il commissioner Silver intende far rispettare il regolamento che, attualmente, non è più severo quanto serve

Nelle scorse settimane Adam Silver aveva espresso il desiderio di apportare delle modifiche strutturali alla lega, come l’introduzione di tornei a metà stagione o la riduzione del numero di partite.
Tuttavia, se un cambio così importante appare ancora distante, Silver non ha intenzione di aspettare ancora molto tempo per mettere mano ad un’altra questione: il cosiddetto tampering.
Spesso e volentieri le superstar si spendono in prima persona per convincere altri giocatori ad unirsi per creare dei veri e propri super team.

Silver è conscio che, da sempre, nella lega, le superstar e le squadre si parlano a livelli ritenuti “accettabili” prima dell’inizio ufficiale della free agency. Tuttavia l’andazzo delle ultime settimane di mercato non pare proprio essergli andato giù:

“La mia sensazione è che ci sia del lavoro da fare riguardo la free agency e le norme che la regolano”

“Il mio lavoro è di garantire una serie di regole eque e giuste. Penso che, ora come ora, non sia così”

La regola NBA permette alle squadre e ai giocatori di parlarsi dalle 6 del pomeriggio del 30 giugno, ora esatta in cui la free agency “apre” ufficialmente. Guardando quest’anno si può facilmente evincere che, lo scorso 30 giugno alle 6, molti dei nomi sul mercato fossero già d’accordo con le squadre e che si aspettasse l’orario del regolamento solo per ufficializzare questi accordi.
Silver ha annunciato di aspettarsi dei cambiamenti:

“L’unica ferrea convinzione che ho è che non dobbiamo avere regole non ben definite. E sappiamo che questo ne è l’esempio”

“Che sia perché il mondo attorno a noi è cambiato o che sia perché i giocatori hanno più potere di quanto non ne avessero una volta… facciamo un passo indietro, resettiamo, parliamo all’associazione dei giocatori della direzione che il sistema deve prendere”

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