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Road to NBA Draft 2019: Jaxson Hayes

Jaxson Hayes è l’ennesimo big man in uscita da Texas: malgrado una prima stagione non continua che ha messo in mostra tanti elementi su cui dover migliorare, è quasi certo di una scelta in lottery.

Squadra: Texas (Freshman)

Ruolo: Center

2018-19 Stats Per Game

Pts TotRebs DefRebs OffRebs Asts Stls Blks FG% 3pts FG% Ft%
10.0 5.0 3.3 1.7 0.3 0.6 2.2 72.8 0.0 74.0

2018-19 Advanced

Ast% Reb% OffReb% DefReb% TO% Usg% Blk% eFG% TS%
2.6 12.5 8.7 16.3 11.8 17.2 10.6 72.8 73.9

 

Nel corso dell’ultimo decennio l’università di Texas ha prodotto ben quattro lunghi da primo giro al Draft NBA: Tristan Thompson, Myles Turner, Jarrett Allen e Mo Bamba. Malgrado a un primo sguardo le caratteristiche offensive di questi giocatori possano risultare piuttosto distanti e i loro percorsi al momento li portino in direzioni molto differenti, c’è un elemento che li accomuna: la capacità di risultare dei rim protector affidabili. Quella di un lungo ex Longhorns con braccia lunghissime, un talento da tutto modellare e ottimi tempi per la stoppata sembra diventata quasi una presenza immancabile per il primo giro dei Draft NBA.

E anche quest’anno, con ogni probabilità , la tradizione verrà rinnovata: nel solco tracciato dai suoi predecessori vuole inserirsi Jaxson Hayes, lungo dalle misure impressionanti (211 cm di altezza per 226 cm di wingspan) e dal talento tutto da esplorare che, nel corso dell’ultima stagione -l’unica da lui vissuta in maglia Longhorns- ha mostrato sprazzi di qualità intrigantissime per gli scout NBA, arrivando a vincere il premio di Freshman dell’anno in Big 12 e a guadagnarsi l’inserimento nel secondo miglior quintetto della Conference.

Carl Kremer, il suo allenatore alla Arcibishop Moeller high school lo chiamava “la cometa di Halley” visto che, dal suo punto di vista, Hayes era un giocatore che passa una sola volta nella vita: gli scout NBA, al momento, non sembrano così in disaccordo visto che il numero 10 da Texas è una scelta sicura della prossima lottery.

Punti di Forza

Come avrete già capito, ciò che rende Hayes un prospetto da top 10 è da ricercare nelle sue spaventose misure, correlate con alcune caratteristiche fondamentali all’interno del patrimonio genetico tecnico di un lungo moderno: la capacità di correre il campo, occupare gli spazi, ricevere con sicurezza e, soprattutto, proteggere il proprio ferro con efficacia.

Dotato di un atletismo debordante e di mani enormi ereditate da suo padre Jonathan – uno che di ricezioni se ne intendeva, visto che ha giocato per anni come tight end in NFL- l’aspetto che più stupisce del gioco offensivo di Hayes è la sua capacità rollare verso il ferro con estrema rapidità, ripulendo ogni genere di assistenza anche ad alta velocità e concludendo al ferro con enorme efficienza. Nel corso della sua unica stagione al college ha tirato con un terrificante 72.8 di precisione, perdendo solo 0.9 palloni a gara. In pratica Hayes prende quasi solo conclusioni ad alta percentuale e dispone di tutti i mezzi per risultare inarrestabile nei pressi del ferro: coordinazione, atletismo e mani forti.

Oltre alle sue doti da rollante, spicca anche per un’eccelsa compresione degli spazi: è bravissimo a posizionarsi alle spalle dell’aiuto quando un suo compagno penetra, trovando l’angolo corretto per ricevere e a fornire sempre le giuste linee di passaggio per i compagni.

In più, com’è ovvio che sia, campo aperto le sue doti atletiche vengono ulteriormente sublimate: in transizione muove i suoi 100 kg con grande leggiadria e non sembra avere grandi problemi a cambiare la frequenza del proprio passo per migliorare la qualità della propria ricezione e della conseguente conclusione.

Tutto il potenziale di Hayes in una gif.

Nonostante la sua grande forza derivi dalle ricezioni dinamiche, Hayes ha comunque già cominciato a lavorare sul proprio gioco a metà campo, implementando dei solidi movimenti in post: tende ad utilizzare spesso la spalla sinistra per creare separazione dal proprio marcatore e a punirlo con dei ganci molto morbidi che partono da altezze siderali. L’aggiunta di queste soluzioni al suo repertorio fornisce ulteriori rassicurazioni sulla qualità del suo tocco. A confermare la bontà delle sue mani c’è anche il 74% di precisione ai liberi: una statistica pregevolissima su cui un giocatore del suo genere non può che cercare di lucrare anche a livello NBA, vista la quantità di ricezioni in zone pericolose che promette di aggiungere alla squadra che lo sceglierà.

Malgrado, come avete visto, Hayes sia un prospetto offensivo molto interessante per la NBA, sono le sue doti difensive a permettergli di posizionarsi così in alto nei Mock: un centro così mobile, con delle braccia sconfinate e quegli istinti per la stoppata (2.2 stoppate a gara con il 10.6% di block%) non può che essere ritenuto materiale pregiatissimo, anche in una NBA nella quale i lunghi stanno sempre più assumendo una dimensione perimetrale.
La sua presenza a centro area in termini di intimidazione è tra le migliori dell’intero Draft e, cosa ancora più importante, i suoi piedi rapidissimi gli permettono di accettare i cambi difensivi e recuperare la posizione anche quando viene battuto da avversari più piccoli di lui. La sua apertura alare gli permette di lasciare un “cuscinetto” di spazio quando costretto a fronteggiare un esterno, permettendosi di provare a stopparlo semplicemente con un piccolo balzo in avanti. Insomma, un incubo per chiunque debba attaccare l’area da lui presidiata. Come se tutto ciò non bastasse, anche in campo aperto si è reso protagonista di incredibili recuperi su avversari lanciati al ferro, a dimostrazione che di certo non è la volontà di produrre un effort difensivo a mancargli.

Una compilation delle migliori stoppate di un giocatore in grado di bloccare i tiri avversari letteralmente in ogni modo.

Punti Deboli

Malgrado le straordinarie misure e la buona fisicità di cui è già in possesso, Hayes avrà necessariamente bisogno di continuare a lavorare sul suo corpo e sulla sua reattività, perchè nonostante gli eccellenti istinti e la sua buonissima coordinazione gli manca ancora la capacità di assorbire i contatti in attacco e reagire immediatamente ai cambi di contesto, soprattutto in difesa.

I soli 23.3 minuti in campo nella sua ultima stagione sono interamente derivanti dalla sua enorme propensione a commettere tanti falli: 3.3 di media in così pochi minuti sono uno sproposito. Come già detto, Hayes è molto bravo a rimontare da situazioni di svantaggio ma il motivo per cui possiamo affermarlo è proprio la sua mancanza di reattività immediata, che lo costringe un po’ troppo spesso a muoversi di conseguenza rispetto all’attaccante.

Pregi e difetti tutti lì da vedere.

Inoltre il centro da Loveland, Ohio, ha un passing game pressoché inesistente: ha fornito appena 9 assist nel corso della sua freshman season. In pratica ogni volta che la palla raggiunge Hayes, lui guarda solo il canestro, risultando incapace di generare vantaggi per i suoi compagni, altro aspetto fondamentale per un lungo moderno. Sommate questa liability alla completa mancanza di un tiro in sospensione, fosse anche dal midrange, nel suo arsenale e capirete quanta difficoltà potrebbe avere a punire le contromisure delle difese NBA più reattive.

Ultimo aspetto su cui Hayes dovrà lavorare è la sua abilità a rimbalzo: i 5 rimbalzi catturati a sera con il 12.5% di rebound percentage rappresentano numeri poco gratificanti per un giocatore con quelle dimensioni e quell’atletismo. Sviluppare la capacità di tagliar fuori i diretti avversari e prendere posizione sarà fondamentale per indirizzare al meglio il suo talento fisico e atletico.

Tanto lavoro sul proprio corpo e sui fondamentali sarà d’obbligo per il lungo da Texas già a partire da questa estate: chissà che in prospettiva, poco alla volta, non riesca a costruirsi un jumper credibile sul quale il già menzionato 74% in lunetta può far ben sperare.

Upside

La prospettiva più rosea per Hayes, al momento, sembra essere quella di diventare eccellente nelle cose per le quali sembra già naturalmente predisposto: diventare un rim runner di livello, uno stoppatore affidabile e un solido lob target può spalancargli le porte per una lunga e remunerativa carriera NBA.

Pensate al ruolo preminente che hanno avuto DeAndre Jordan, Clint Capela e Rudy Gobert nei rispettivi contesti nelle scorse stagioni e potrete farvi un’idea di quali siano le potenzialità di un ragazzo che, però, dovrà lavorare parecchio su sé stesso per riuscire a fornire alla squadra che lo sceglierà un apporto di livello nel minor tempo possibile.

Draft Projection

Nei vari Mock Draft emessi dai siti specializzati il nome di Hayes è stato spesso affiancato agli Atlanta Hawks, che potrebbero spendere per lui la decima scelta a loro dispozione: la sua abilità di proteggere il ferro e correre il campo sembra sposarsi perfettamente con un roster che ha bisogno esattamente di un lungo capace di proteggere il proprio ferro e non accusare i ritmi alti su cui la squadra di Lloyd Pierce intende impostare il proprio sistema per il futuro. In ogni caso è molto probabile che il giovanissimo prodotto di Texas resti saldamente in lottery, nel range tra la 10 e la 14. Se proprio dovesse fuoriuscire dalla Lottery, il primo team che potrebbe essere interessato a lui potrebbe essere San Antonio con la 19, ma questo scenario appare davvero remoto.

Chiunque lo scelga, però, dovrà esser conscio che Hayes andrà aspettato: occhi puntati, dunque, sulle squadre la cui timeline sembra ben lontana da prospettive di reali competitività. Hayes e la sua squadra dovranno crescere insieme.

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