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Road to NBA Draft 2019: Rui Hachimura

Velocità e atletismo renderanno il prodotto di Gonzaga University Rui Hachimura il giapponese più forte nella storia della NBA?

Squadra: Gonzaga

Ruolo: Forward

2018-19 Stats Per Game:

PtsTotRebsDefRebsOffRebsAstsStlsBlksFG%3pt FG%Ft%
19.76.55.11.41.50.90.759.141.773.9

2018-19 Advanced:

Ast%Reb%OffReb%DefReb%TO%Usg%Blk%eFG%TS%
9.112.15.916.910.728.12.460.863.9

 

Ebbene sì: sta per approdare in NBA il terzo giocatore giapponese nella storia della lega. E ha buone chance di diventare il più forte della storia del suo Stato.

Rui Hachimura, nativo della Prefettura di Toyama – mamma giapponese e papà del Benin – ha iniziato a giocare a pallacanestro solamente a 14 anni, ma ha dimostrato da subito il grande potenziale. Il nome “Rui”, datogli dal nonno, infatti, in giapponese significa letteralmente “base del baseball”, sport che ha praticato proprio fino ai 13 anni.

Dopo aver guidato la sua scuola (la Meisei High School) a 3 titoli consecutivi nel campionato scolastico giapponese e aver partecipato alle competizioni FIBA con la nazione under 17 e under 19, nel 2015 è stato invitato a partecipare al Jordan Brand Classic, dove non è passato inosservato. Nel 2015 è stato chiamato da Gonzaga University, ma ha dovuto posticipare di un anno il suo esordio nel college basketball a causa dei problemi con l’inglese. Considerato da ESPN uno dei prospetti internazionali più interessanti e quinto giocatore giapponese a vestire una maglia di NCAA Division I, ha lasciato tutti a bocca aperta con l’atletismo e la sua versatilità.

Sebbene abbia impiegato qualche anno ad ambientarsi oltreoceano, nella sua stagione da Junior è definitivamente esploso. Con 19.7 punti e 6.5 rimbalzi a partita, ha guidato i suoi Bulldogs al torneo NCAA, dove Gonzaga è uscita solo alle Elite 8 contro i futuri finalisti di Texas Tech. Basteranno, però, la versatilità e i suoi mezzi atletici a stupire anche dopo il grande salto?

 

Punti di forza

Tra le sue qualità spiccano la velocità e la coordinazione, che unite al fisico lungo (203 cm per poco più di 100 kg) e forte lo rendono un atleta incredibile. Grazie anche al grande istinto a rimbalzo, l’attacco in transizione è una delle sue armi più efficaci. Porta sempre in campo grande energia e, proprio grazie al suo fisico, è anche un ottimo realizzatore in post.

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Velocità e forza fisica gli permettono di sfruttare al meglio la transizione

Ha tutto il potenziale per diventare un difensore d’elite anche in NBA, molto versatile e capace di cambiare su tutti i ruoli.

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La rapidità dei piedi gli consente di marcare facilmente anche avversari più piccoli…

 

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…mentre il fisico lo aiuta contro attaccanti più grandi

Negli anni a Gonzaga è cresciuto molto e ha costruito un discreto tiro dalla lunga distanza (dal 28% del primo anno e addirittura il 19.7% del secondo, è arrivato al 41.7% con, però, un solo tentativo a partita) e solidissime medie dal midrange. Nonostante la tecnica di tiro da manuale e il rilascio veloce, non è ancora un vero e proprio tiratore – specialmente ai liberi, su cui deve ancora lavorare (meno del 74% in stagione).

Ha migliorato notevolmente anche le abilità di ball handling, che insieme alla velocità gli permettono di lasciare spesso il difensore sul posto. La capacità di palleggio sviluppata a Gonzaga lo rende incredibilmente versatile anche nella metà campo offensiva, dove può tranquillamente fungere da portatore di palla. Riesce a sfruttare molto bene anche la mano sinistra, motivo per cui attacca facilmente a canestro anche avversari più alti di lui.

Oltre ad essere un giocatore molto intelligente, Hachimura è anche un perfetto compagno di squadra. Pur essendo molto competitivo, infatti, tanti lo hanno definito altruista e team oriented, concentrato più sul risultato della squadra che sulla propria prestazione individuale. Può essere, se necessario, un grande leader ed è il giocatore dei sogni di ogni allenatore: ottimo approccio al gioco, grande etica del lavoro e (come ha ampiamente dimostrato a Gonzaga) rapidità nell’imparare e migliorare.

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Leadership e personalità non mancano

Il fatto di essere entrato “tardi” a contatto con la pallacanestro oltreoceano del college basketball potrebbe rivelarsi un vantaggio per Rui, che nell’ambiente diverso in cui è cresciuto ha sviluppato uno straordinario controllo del corpo e del gioco. Ha una grande consapevolezza del proprio fisico e riesce a controllare gli spazi e a trarre vantaggio da ogni situazione in base all’avversario che si trova di fronte.

 

Punti deboli

Per avere l’impatto sperato (e atteso da molti tifosi), Hachimura deve sicuramente migliorare al tiro. Per quanto il fisico gli abbia permesso di dominare al college, potrebbe non bastare in NBA. Nonostante le buone medie da 3 punti e il solido jumper, tenta pochissime conclusioni e ha un range di tiro abbastanza limitato (solo il 7% dei suoi tiri arriva dalla lunga distanza). Motivo per cui, se non dovesse migliorare, potrebbe fare fatica a trovare un ruolo definito (mancano cm e verticalità per giocare da 4, pericolosità sul perimetro per fare il 3) e lo spazio sperato nella lega. Per quanto riguarda un suo possibile inserimento in quintetti piccoli e sfruttare la sua velocità per giocare small ball, Rui dovrebbe migliorare come passatore e nelle letture.
Inoltre, potrebbe imparare a sfruttare al meglio le proprie abilità in palleggio e crescere ancora molto nell’1 contro 1. In particolare, pur essendo molto veloce, dovrebbe lavorare sul primo passo per riuscire ad attaccare anche contro difensori più piccoli e trarne notevole vantaggio.

Il potenziale per quanto riguarda la difesa è enorme e le aspettative nei suoi confronti sono molto alte, ma nella sua carriera in NCAA non si è mai distinto come specialista difensivo. Per questo motivo, alcuni hanno ancora dei dubbi riguardo al suo futuro impatto, specialmente nelle situazioni di post contro giocatori più grandi o comunque più forti.
Sebbene abbia dimostrato grande leadership e impegno in ogni situazione, durante la stagione gli è mancata costanza e ha avuto dei momenti altalenanti. Sotto pressione, in alcune situazioni, ha preso tiri forzati e ha sbagliato le letture.

 

Upside

Hachimura ha delle caratteristiche davvero singolari che lo rendono molto difficile da paragonare ad altri giocatori già nella NBA.

Alcuni lo mettono a confronto con Wilson Chandler, in quanto entrambi combo forwards molto fisiche. Il 21enne, però, può contare su braccia più lunghe e una forza fisica maggiore di quella del veterano. Per le capacità offensive, invece, viene paragonato a Marcus Morris, ma con un tiro (dall’arco soprattutto) nettamente meno solido.
Infine, il giapponese potrebbe ricordare Jabari Parker; entrambi, infatti, possono contare su piedi veloci e un corpo lungo e atletico, ma allo stesso tempo forte. Il tiro dal midrange e l’attacco in post e in transizione sono tra le loro principali armi, ma Parker in difesa fatica più di quanto si pensa potrà fare Rui.

La sua unicità, comunque, potrebbe rivelarsi un ulteriore punto di forza per il giovane prodotto di Gonzaga.

 

Draft Projection

Non è facile nemmeno collocarlo in prospettiva di Draft. Le opinioni dei principali giornali USA, infatti, sono discordanti e si passa dalla nona pick secondo NBC Sports ad addirittura la 23esima secondo Bleacher Report. È chiaro, in ogni caso, che si tratta di una scelta al primo turno e che qualunque squadra decida di scommettere su di lui avrà tra le mani un grandissimo potenziale.
Secondo alcuni rumors, sembra che i Minnesota Timberwolves (che hanno l’11esima scelta) siano interessati al 21enne. La mentalità orientata al lavoro duro, la leadership e i mezzi atletici, infatti, lo rendono la pedina ideale per un roster in difficoltà e apparentemente slegato come quello dei T’Wolves.

Come accaduto nei suoi anni da Bulldog, non è escluso che la carriera NBA di Hachimura abbia un avvio in sordina e, senza mai esplodere, cresca gradualmente. I dubbi legati a un suo possibile crollo dopo il salto nella lega ci sono, ma il potenziale è tanto e, di conseguenza, le aspettative nei suoi confronti sono davvero alte.

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