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NBA, Antetokounmpo su LeBron: “La sua partenza ha lasciato l’Est apertissimo”

Il numero 34 dei Bucks commenta l’assenza di King James dai Playoff ad Est

Giannis Antetokounmpo è a tre vittorie dalla sua prima apparizione alle Finals NBA, un risultato che potrebbe non essere stato possibile negli anni scorsi visto il dominio costante di LeBron James.

L’ex Cleveland Cavaliers e Miami Heat infatti ha avuto appuntamento fisso alle finali per otto anni consecutivi (dal 2011 al 2018), salvo poi firmare un contratto di quattro anni con i Los Angeles Lakers durante l’estate passata, cosa che ha messo ufficialmente la parola fine al suo dominio sulla Eastern Conference.

“Non ho mai visto [il percorso Playoff ad Est] aperto,”

avrebbe dichiarato infatti Antetokounmpo a Malika Andrews, ESPN.

“Ora invece, non avendo più la presenza di LeBron e non dovendolo dunque più affrontare direi che è apertissimo.”

Nonostante il dominio di James però, lui e il greco non si sono mai trovati faccia a faccia durante la postseason; le due star infatti avrebbero potuto incrociarsi solamente alle Semifinali di Conference 2015 e 2017, se non fosse che i Bucks si fecero eliminare al primo turno in entrambe le occasioni (rispettivamente dai Chicago Bulls e dai Toronto Raptors).

 

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Commento

Commento

  1. Giorgio

    18/05/2019 15:53

    Il vuoto di Lebron è stato subito riempito da lui.
    Ora ad est si deve trovare un giocatore in grado di marcarlo davvero.
    Come Lebron, Giannis basa il suo gioco sul fatto che quando il difensore è in movimento, lo sfondamento non esiste e con quella velocità, potenza, tecnica, controllo del corpo, abilità a passare la palla e a cambiare direzione, (spesso al limite dell’infrazione di passi), è praticamente immarcabile.
    Se Boston in futuro vuole batterlo, deve trovare un Semi Ojeleye che sappia anche attaccare, oppure continuare ad insegnarglielo, riprendendo il lavoro là dove era stato interrotto.
    La difesa dei Bucks di questi playoff mi ricorda tanto quella dei Celtics dell’anno scorso, per quanto tutti si aiutino l’uno con l’altro, per la foga con cui corrono verso l’uomo libero, per come riempiono l’area in una frazione di secondo e si riaprono velocemente. E’ la squadra di Buddenholzer, come quella era la squadra di Stevens, che non lo è stata quest’anno…
    Giannis merita comunque l’MVP.
    Io continuo a tifargli contro però, forza Leonard!

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