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Oklahoma City Thunder

NBA, Perkins punta il dito contro la dirigenza di OKC nella vicenda Durant

Sam Presti e gli Oklahoma City Thunder avrebbero agito male in occasione della mancata rifirma di KD.

Nell’estate 2016, a luglio precisamente, Kevin Durant sorprendendo un po’ tutti gli addetti ai lavori lascia Oklahoma City per accordarsi con i Golden State Warriors e vincere gli unici due titoli NBA fino a questo momento della sua carriera.

Questa decisione spezzò un po’ i cuori di tutti gli appassionati, non solo dei tifosi di OKC. Scelto dai Seattle Supersonics nel draft del 2007, squadra tramutatasi poi negli Oklahoma City Thunder, KD passò ben 8 anni nella franchigia dell’Oklahoma.

Secondo l’opinione comune quella sceltà fu dettata soprattutto dalla voglia di non giocare più con Russell Westbrook, altra stella emergente dei giovani Thunder. Una squadra capace di andare sul 3-1 nella serie contro i Warriors e che qualche anno prima aveva lasciato andare James Harden pur di rifirmare un giovane Serge Ibaka. C’è chi afferma però che ciò che crede la gente non sia vero:

“Durant non ha lasciato Oklahoma City per i rapporti deteriorati con Westbrook. Non era stanco di giocare con lui. KD era per me come un fratello minore e lascia che ti dica una cosa: se mi chiedessi di fare una scelta, a tuo parere avrei tenuto KD o RW? Bhe, ovviamente ti avrei detto Durant”.

Così si è espresso Kendrick Perkins, l’ex centro dei Thunder. Sebbene alle domande insistenti dei giornalisti non ha voluto approfondire le ragioni reali per cui Durantula sia partito da Oklahoma City, Big Perk ha continuato asserendo che l’organizzazione dei Thunder non ha fatto un buon lavoro e non ha fatto sentire KD leader e volto della franchigia.

Questa è certamente una notizia sorprendente, tutti immaginano che la dirigenza le abbia provate tutte pur di rifirmare un giocatore di quel calibro lì. In realtà Perkins lasciò Oklahoma City ben prima dell’estate 2016 e quindi potrebbe non conoscere completamente il reale evolversi dei fatti, ma lui assicura di essere a tutt’oggi in ottimi rapporti sia con il numero 0 che con il 35.

Di certo Durant era consapevole del fatto che una squadra come i Warriors, già vincenti senza di lui, sarebbe stata una compagine difficile da battere per chiunque negli anni successivi. Quanto sia stata “colpa” di Westbrook e quanto questo abbia inciso sull’esito della vicenda nessuno lo saprà mai, ma una cosa è certa: gli spunti di Perkins sono davvero interessanti e puntano il dito contro i gradi alti di Oklahoma City.

E se fosse realmente così, sarebbe molto difficile immaginare un ritorno di Durant ad Oklahoma. Poche speranze per i nostalgici che sognavano un percorso simile a quello di LeBron, andato via da Cleveland per tornare qualche anno dopo e portare l’anello in “the Land”.

Durant diventerà Free Agent nell’estate prossima. Già in molti si sono scatenati cercando di intuire le destinazioni preferite del numero 35, ma è stato egli stesso a rimandare tutto a Luglio facendo così salire l’ansia nella Bay Area.

 

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