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Curiosità

I 10 record individuali meno conosciuti della NBA

Non ci sono solamente i 100 punti o i 55 rimbalzi di Wilt Chamberlain, anzi: dietro ai record più conosciuti, ce ne sono alcuni che sono rimasti nascosti. E se alcuni di questi sono difficili da ricordare perchè poco interessanti, ce ne sono altri che invece meritano una menzione particolare per via della loro particolarità. Andiamo a vedere quali sono.

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Le emozioni che si provano dopo aver stabilito un nuovo record possono essere davvero forti: si ha infatti la consapevolezza di essere entrati nella storia. Si ricevono gloria, onori, e perché no, in alcuni casi anche l’immortalità. Sta di fatto che il comun denominatore di qualsiasi record è la soddisfazione personale, la realizzazione di un qualcosa di significativo, per sé stessi e per lo sport.

O forse no: a volte capita che un giocatore stabilisca un nuovo record negativo, e in tal caso le emozioni provate non sono sicuramente quelle descritte sopra. In NBA, come in qualsiasi altro campionato sportivo, c’è posto per entrambi i tipi di record, e se alcuni sono molto conosciuti – tra tutti, i 100 punti segnati da Wilt Chamberlain -, altri lo sono un po’ meno. Abbiamo dunque raccolto i record più particolari tra quelli che sono finiti nel dimenticatoio, perché anche essi sono dei piccoli pezzi di storia NBA: andiamo allora a scoprirli insieme.

10. Scott Skiles

Credits to: www.sportskeeda.com

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Se scorriamo la classifica dei migliori assist-man della storia NBA, la prima cosa che andiamo a controllare è il primo posto: ad occuparlo c’è John Stockton con 15.806 assist in carriera, frutto di una media da 10.5 assist in 1.504 partite. Sembrerebbe dunque ragionevole pensare che sia lui il detentore del record del maggior numero di assist in una singola partita. Invece, non è così: ad averlo stabilito è stato Scott Skiles, che il 30 Dicembre 1990 distribuì ben trenta assist per i compagni. La cosa più sorprendente è dunque il fatto che a stabilire questo record sia stato un giocatore tutto sommato nella norma: nella suddetta classifica, l’ex coach di Bucks e Magic non figura nemmeno fra le prime cinquanta posizioni, e in carriera ha tenuto medie non troppo esaltanti: 11,1 punti e 6,5 assist a partita.

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