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Stephen Curry e Barack Obama insieme per “My Brother’s Keeper”

L’ex presidente Obama e la stella degli Warriors hanno parlato ad un pubblico di 100 giovani dei più delicati temi sociali

Da sempre l’NBA è attenta a tutte le questioni sociali che caratterizzano la vita americana. Decine e decine di giocatori si sono spesi in prima persona per i più difficili temi: dai casi di razzismo alla violenza della polizia, passando dalle sparatorie che spesso e volentieri coinvolgono vittime inermi.

Proprio di questo si è parlato ad Oakland, la città dei Golden State Warriors. In occasione del quinto anniversario del “My Brother’s Keeper”, l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama si è unito a Stephen Curry per sensibilizzare un gruppo di giovani studenti sui difficili argomenti dell’uguaglianza, del razzismo e delle disparità sociali.
L’iniziativa è infatti partita nel 2012 quando un ragazzo 17enne di colore, Travyon Martin, rimase ucciso in una sparatoria. L’evento toccò in maniera profonda l’opinione pubblica, scatenando una grande scia di proteste e manifestazioni.

A better place

L’iniziativa è nata per riunire giovani fra le più disparate minoranze presenti negli USA, in modo da cercare di ridurre ed eliminare ogni tipo di disuguaglianza. La “My Brother’s Keeper Alliance” fa infatti parte del progetto dell’ex presidente, “Obama Foundation”.

Per la prima volta riuniti a livello nazionale, i partecipanti, circa 100 giovani, hanno potuto confrontarsi con Obama e Curry. L’ex presidente ha rassicurato i ragazzi:

“Dobbiamo essere in grado di dire loro ‘Siete importanti, ci preoccupiamo per voi, crediamo in voi e vogliamo darvi le stesse possibilità di andare avanti nella vostra vita come per chiunque altro”

Il numero 30 degli Warriors ha parlato invece dell’importanza di non essere mai da soli:

“La gioia che deriva dal fare insieme quello che facciamo in campo non è seconda a niente. Niente di fantastico nasce da soli”

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