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Risultati NBA: non basta un super Westbrook a salvare OKC dai Pelicans, mentre Magic e Knicks vincono facile

Solo tre le partite giocate nella notte Nba, che ci hanno regalato la vittoria a sorpresa dei Pelicans sui Thunder nonostante l’ennesimo milestone raggiunto da Russell Westbrook

(27-30) Charlotte Hornets   89-127   Orlando Magic (27-32)

Quinta vittoria in fila per i Magic, che hanno dominato in casa battendo per la prima volta gli Hornets dopo 13 confronti diretti.

Tutto fin troppo facile per i ragazzi di coach Clifford, ritrovatisi in vantaggio di 35 lunghezze (sul 71-36) già al momento della pausa lunga; un primo parziale di 33-18 ed un secondo di 38-18 infatti hanno definitivamente spento le speranze degli Hornets già dopo i primi 24′ di gioco, regalando di contro la quinta vittoria consecutiva ai padroni di casa per la prima volta in oltre tre anni.

“Quando riusciamo a far canestro tutto il resto diventa più semplice. Stiamo giocando il miglior basket della nostra stagione e per questo la pausa dell’All-Star Game non cade proprio a fagiolo; in ogni caso la squadra è stanca, meritiamo tutti del riposo.”

Così ha commentato Clifford la vittoria dei suoi, spinti alla ribalta dalla quinta doppia-doppia in fila di Nikola Vucevic (17+11), dai 16 punti di Jonathan Isaac e dai 21 di un solidissimo Terrence Ross. Orlando però non ha solo dominato dal punto di vista offensivo – testimoniato da un ottimo 52% al tiro e dalle 17 triple mandate a segno – ma anche, se non soprattutto, da quello difensivo, visto lo scarsissimo 26.4% dal campo concesso a Charlotte nel primo tempo.

https://twitter.com/OrlandoMagic/status/1096211005980459009

“Siamo stati terribili stasera. Loro hanno giocato una gran partita e noi non siamo stati in grado di competere; la pausa per l’All-Star Game ci farà bene,”

ha dichiarato invece Borrego, coach degli Hornets, che oltre ai 15 punti di Monk e ai 14 di Lamb non ha ottenuto dai suoi. Kemba Walker infatti ha giocato una delle peggiori partite della stagione, segnando solo 10 punti con 4-20 al tiro e 0-7 dall’arco.

(11-47) New York Knicks   106-91   Atlanta Hawks (19-39)

Dopo 18 sconfitte consecutive i New York Knicks riescono finalmente a tornare alla vittoria, battendo in trasferta degli Atlanta Hawks visibilmente piatti.

La squadra di coach Fizdale infatti è subito partita forte, segnando un parziale di 14-0 grazie al quale è riuscita ad assicurarsi la bellezza di 15 lunghezze di vantaggio sugli avversari dopo i primi 12′ di gioco. Gli Hawks però hanno sfruttato il secondo quarto per rientrare in partita, grazie ad un run da 38-26 con il quale hanno ricucito lo strappo chiudendo la prima metà di gara in svantaggio 51-54, salvo poi cadere definitivamente nel secondo tempo.

“Il carattere di questa squadra è pazzesco. Dopo 18 sconfitte in fila sarebbe stato molto più facile per noi abbandonare anche questa partita, eppure i ragazzi volevano questa vittoria disperatamente e sono andati a conquistarsela.”

Queste le parole di un compiaciutissimo David Fizdale, che nel post partita ha potuto così elogiare la prestazione dei suoi, guidati dai 19 punti del neo-arrivato Dennis Smith Jr. e dai 14 della coppia Allen/Jenkins. Per Atlanta invece, risaltano le prestazioni di Dewayne Dedmond (21) e Trae Young (16+11).

(37-20) Oklahoma City Thunder   122-131   New Orleans Pelicans (26-33)

Partita combattuta quella tra Thunder e Pelicans, che nonostante un super Westbrook ha visto uscire vincitori i padroni di casa.

Dopo i primi due quarti di gioco chiusi essenzialmente in parità infatti, i Pels hanno iniziato a mettere le marce alte portandosi addirittura a +17 durante il corso del terzo periodo; nel quarto quarto di gioco però Okc è riuscita a tornare in partita grazie ad un Westbrook in modalità Mvp, tanto che a 2’52” al termine della gara lo svantaggio per i Thunder si era ridotto a soli tre punti (118-121) dopo un paio di canestri consecutivi dell’amico Paul George. Arrivati però al clutch time, tre canestri in fila di Julius Randle e – di contro – un paio di triple sbagliate da parte di George e Westbrook hanno definitivamente portato la vittoria nelle tasche dei Pelicans.

Bel colpo dunque per la franchigia di New Orleans, che però ha perso Anthony Davis dopo metà partita a causa di un infortunio alla spalla di cui non si conosce ancora l’entità, anche se potrebbe mettere a rischio la sua partecipazione all’All-Star Game in programma per domenica:

“A dire la verità, tutta la faccenda [riguardante la richiesta di trade di Davis] è stata una vera bomba per la nostra squadra. È stata dura per i ragazzi affrontare un momento così delicato e riuscire a farlo vincendo contro una squadra di questo livello è una cosa di cui andare fieri.”

Queste le parole di coach Gentry nel post partita, impegnato più a lodare la prestazione della squadra – spinta dai 33 punti di Randle e dai 31 di Holiday – piuttosto che discutere della questione legata al 23, che in 15′ sul parquet ha fatto registrare comunque 14 punti e 4 rimbalzi.

Per quanto riguarda i Thunder invece, il passo falso con i Pelicans non è certo motivo di allarme, viste soprattutto le 8 vittorie nelle ultime 10 partite giocate e la terza posizione comodamente conquistata nel tabellone della Western Conference. La pausa per l’All-Star Weekend infatti potrà solo giovare ai ragazzi di coach Donovan, che sembra finalmente aver ritrovato il vero Russell Westbrook (44+14+11 in questa partita, 11esima tripla doppia di fila e miglior realizzatore all-time di casa Thunder a quota 18.247 punti).

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