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Chicago Bulls

5 retroscena sui Chicago Bulls del primo three-peat

Ecco a voi 5 racconti riguardanti i primi Chicago Bulls targati Phil Jackson, non numeri, non statistiche ma retroscena che ci descrivono alla perfezione quella fantastica squadra e la loro magia immortale.

NON SI SPICCA IL VOLO DAVANTI A BILL

Bill e Michael

Nello stesso periodo in cui Phil Jacskon era ancora assistente allenatore, per rendere la squadra più competitiva i Bulls fecero alcuni interessanti movimenti, in primis acquisirono senza troppe pretese l’ala Scottie Pippen (ai tempi passato abbastanza inosservato al Draft), arrivò Horace Grant, e scambiarono Charles Oakley per Bill Cartwright ai New York Knicks.

Di fatto posero i pilastri della squadra che gli consentì di conseguire il primo three-peat.

L’ultimo scambio fece imbestialire Michael Jordan, il quale considerava Oakley la sua guardia del corpo in campo; invece si divertiva a stuzzicare pesantemente Bill chiamandolo “mani di burro”, oppure “Medical Bill” per colpa dei suoi frequenti infortuni ai piedi.

Cartwright tuttavia non era così male come i soprannomi volessero farci credere, possedeva una stazza imponente anche se il fisico era abbastanza smilzo,2’15 cm dalla spalle strette, la nota più dolce di Bill però risiedeva nella sua intelligenza difensiva che gli consentiva di giocarsela con pariruolo decisamente più quotati e dotati di lui ( Ewing, Olajuwon…).

Durante un’esercizio di uno contro uno in un allenamento a inizio stagione Bill e Michael si sfidarono, ovviamente MJ voleva mettere le cose in chiaro a suo modo, ed andò diritto per la schiacciata frontale, ma Bill semplicemente non era d’accordo.

I due si scontrarono violentemente a mezz’aria e caddero rovinosamente a terra; tutti rimasero con il fiato sospeso per un attimo, prima che Cartwright aiutasse delicatamente Jordan a rialzarsi.

Da quel momento la stella dei Bulls non si permise più certe frecciatine, e concesse a Bill il rispetto che si doveva ad un veterano del genere.

Dopo quell’episodio Cartwright venne ribattezzato “Prof”, e come affermò Paxson a posteriori, rappresentò la roccia e la fisicità che i Bulls necessitavano avere in mezzo all’area.

 

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