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NBA, Sixers: Embiid e Simmons trust the Process

La squadra esce probabilmente ridimensionata dalla sconfitta contro i Boston Celtics, ma il futuro è dalla loro parte e, oltre al potenziale dei propri giocatori, c’è parecchio margine di manovra fra spazio salariale e scelte al Draft

Embiid

Si è fermata sul ferro del Boston Garden l’ambizione di finale di Conferecence di Philadelphia, con un layup di Joel Embiid contrastato da Baynes (il centro ha chiamato a gran voce il fallo) che non ha trovato la via del canestro. Sicuramente una delusione per i Sixers che erano arrivati lanciati ai Playoff e si sono scontrati contro gli aggiustamenti della difesa dei Celtics e la loro inesperienza.

Embiid ha voluto riconoscere il merito ai propri avversari nel post-partita:

“Hanno giocato bene, hanno giocato insieme e messo tiri difficili lungo tutta la serie, fa male, ma dobbiamo imparare da tutto questo e tornare più forti e pronti per la prossima stagione. Si è riaccesa una rivalità e se vorremo costruire qualcosa nelle prossime stagione dovremo passare e vincere anche qui.”

Ha parlato di se stesso, ma anche del suo compagno Ben Simmons, degli enormi margini di miglioramento che i due hanno:

“È venuto da me in spogliatoio e mi ha mostrato la mano, è stato come se volesse dirmi ‘ci saranno molti anelli nel nostro futuro'”.

I rimpianti per la sconfitta ovviamente ci sono e mai come in questo caso sono da distribuire in parti uguali tra tutti i componenti della squadra: Il parziale di fine primo tempo di gara 2 in cui Brett Brown ha dilapidato un vantaggio di 22 punti in cinque minuti senza mai chiamare timeout, le palle perse dai giocatori in gara 3 tra possessi finali dei tempi regolamentari e overtime, la sensazione di non avere per larghi tratti le mani sulla partita, di non comprendere l’importanza e il peso di ogni possesso in una partita di Playoff, a maggior ragione se decisiva e nei minuti finali.

Poco male se si valutano tutti i fattori, difficile ovviamente per i protagonisti in campo. Dov’erano i Sixers fino all’anno scorso, la completa inesperienza della maggior parte del roster (come dice Brett Brown: “Ad inizio stagione ci saremmo abbracciati sapendo di arrivare fin qui”) e sopratutto la consapevolezza di dover passare da qualche sconfitta per poter costruire una mentalità vincente, con la possibilità, grazie allo spazio salariale e le scelte a disposizione, di correggere anche alcune carenze nel roster.

La rivalità tra Boston e Philadelphia infatti si rinnoverà anche alla lotteria del Draft con la scelta dei Los Angeles Lakers che balla tra le due squadra. Le maggiori possibilità ce le hanno i Sixers, con la pick che andrebbe ai Celtics solamente nel caso cadesse tra la 2 e la 5, difficile visto che per 2 e 3 ci sono rispettivamente 1.3% e 1.6% di possibilità. Inoltre la squadra di Brett Brown possiede altre 5 scelte, 1 al primo giro, la propria, e altre 4 al secondo giro, da cui però visto il talento diffuso di questo Draft si potrebbe ricavare diverso materiale interessante

Per Colangelo e il suo staff ci sarà anche la possibilità di agire sul mercato dei free agent visti i soli $70 milioni di salari cap che il roster di Philadelphia occuperà nella prossima stagione (tra i protagonisti sono esclusi Belinelli e Ilyasova che hanno un contratto fino a fine stagione). Il sogno si chiama LeBron James.

In ogni caso questa sconfitta sembrerebbe solamente essere una tappa intermedia obbligatoria nella strada verso le vette della Lega. Se poi arriveranno anelli o no quello sarà interessante da vedere, ma di certo “The Process is not over”.

 

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