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I 10 maestri del flashy pass

Il flashy pass, l’assist spettacolo: ecco i 10 maestri di quest’arte.

Jason Williams assist

Nel basket un assist è un passaggio utile alla realizzazione di un canestro. Nella storia dell’NBA ci sono stati moltissimi giocatori che hanno fatto dell’assist il loro marchio di fabbrica, spesso e volentieri con stili diversi. Molti giocatori se la cavano con i classici bounce pass e chest pass; altri invece sentono il bisogno di aggiungere un po’ di show all’assist. E così nascono i flashy passes. L’assist stesso diventa così una giocata degna di un highlight. E se molti passatori di successo non hanno mai sentito il bisogno di esagerare con i flashy passes (John Stockton, il giocatore con il maggior numero di assist nella storia dell’NBA, non ha mai preferito passaggi pazzi o molto creativi rispetto a quelli più classici), ce ne sono alcuni che ne hanno fatto il loro marchio di fabbrica. Oggi è proprio di questi giocatori che vi vogliamo parlare: ecco a voi i 10 maestri del flashy pass.

 

 Ricky Rubio

Fin dal suo debutto nel basket spagnolo, Ricky Rubio si è dilettato nel confondere avversari e deliziare gli spettatori con le sue innate doti da passatore. Questo suo talento lo ha reso celebre dopo il suo debutto in NBA: anche nella lega americana i difensori vengono ingannati da finte, dribbling e no-look vari che il buon vecchio Ricky si diverte così tanto a mettere in mostra.

Specialista del bounce pass, Rubio macinava assist come pochi altri nella lega nei suoi giorni a Minnesota: in 6 anni con i T’Wolves lo spagnolo ha fatto registrare 8.5 assist a partita. Ora un membro degli Utah Jazz, Rubio è diventato un passatore meno selvaggio, come dimostra il suo calo di assist: in questa stagione il play ex Barcellona sta distribuendo “solamente” 5.4 assist a partita; ogni tanto però qualche perla Ricky ce la regala ancora.

 

 Arvydas Sabonis

Trivia time: come è mai possibile che uno dei passatori più audaci e creativi della storia dell’NBA abbia una media di solamente 2.1 assist a partita in carriera? Semplice: perché era un centro. Arvydas Sabonis, padre dell’attuale giocatore dei Pacers Domantas, fu infatti probabilmente il miglior lungo passatore che la lega abbia mai visto.

Capace a passare in tutti i modi immaginabili, Sabonis ha purtroppo potuto mostrare le sue doti sui parquet americani per solo 7 stagioni. Il suo passaggio in NBA nel 1986 non venne visto bene dall’Unione Sovietica, che bloccò il trasferimento. Indimenticabili però certi passaggi che il lituano fece vedere in maglia Blazers, come il mitico eyes in the back of his head

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