Brooklyn Nets Preview: il futuro (non) è oggi

Brooklyn Nets Preview: il futuro (non) è oggi

La franchigia del quartiere più hipster di New York non nutre particolari speranze per la prossima stagione. La consolazione? Ripartendo da zero si può solo migliorare…forse

DOVE ERAVAMO RIMASTI…

Speranza. C’è poco o altro nel dizionario odierno dei tifosi di Brooklyn, che possono aggrapparsi solamente ad essa per vivere in maniera pacifica la prossima avventura. La stagione 15/16 si è conclusa con un indegno record di 21 vittorie e 61 sconfitte, frutto di una gestione passata scellerata e fin troppo orientata al “vinciamo tutto e facciamolo subito!”.

Uno slogan che si è però trasformato in una sacrificio disumano di scelte al draft e di programmazione futura, fino a ridurre Brooklyn come il team che più di tutti, quest’anno, rischia di fare peggio di quanto già mostrato malamente la scorsa stagione.

Il presidentissimo Mikahil Prokhorov ha imparato a proprie spese che i miliardi dollari non sempre si traducono in certezza di vittoria, e forse proprio per questo durante la scorsa stagione ha deciso di resettare tutto, avendo il coraggio (finalmente) di cambiare ad ogni livello. Hollins e King, coach e GM, sono stati sostituiti rispettivamente da Kenny Atkinson (ex assistant ai Knicks, Hawks ed head coach della Repubblica Domenicana) e Sean Marks. A loro il compito più difficile, e per certi versi anche più facile, dei Nets attuali: ricostruire con pazienza senza mettere la testa sotto la sabbia.

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