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Lue: “Mi ispiro a Phil Jackson”

Il coach dei Cavs ammette di ispirarsi all’ex allenatore avuto ai tempi dei Lakers prendendo spunto anche dai suoi comportamenti nel gestire le gare

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Tyronn Lue è stato da poco catapultato sotto le luci dei riflettori NBA con la nomina a head coach dei Cleveland Cavs, ma non è un dilettante allo sbaraglio: è dal 1999 che il nativo di Mexico, Missouri, è all’interno della Lega prima da giocatore e poi da assistente allenatore. L’esperienza per attutire un tale salto non gli manca, e nemmeno il carisma come dimostrato nell’ultima gara.

Nella vittoria esterna alla Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis contro i Pacers, i Cavaliers subiscono un parzialone da 20-7 nel corso del terzo quarto. Uno scoring run che farebbe chiamare timeout al 90% degli allenatori del globo per interrompere la striscia degli avversari e riordinare le idee, ma Lue invece non ha ceduto e non ha voluto fermare la partita salvo poi spiegare il motivo a fine match in conferenza stampa.

Ho scelto di non chiamare timeout nel terzo quarto perché volevo che i ragazzi uscissero da quella situazione di difficoltà da soli ma insieme allo stesso tempo. Durante quei minuti i ragazzi continuavano a guardarmi come dire “ehi coach, perché non chiami il timeout?” ma poi poco a poco hanno iniziato a reagire, a difendere forte e a ritrovare quella compattezza che ci ha permesso di rientrare poi nel quarto periodo. Questo tipo di tattica l’attuava spesso Phil Jackson, che ho avuto come coach e a cui mi ispiro molto nel modo di gestire la squadra. Lui faceva spesso così quando eravamo sotto ai tempi dei Lakers, io ho cercato di mettere in pratica quello che ho imparato sulla mia pelle. Purtroppo non mi avvicinerò mai come carriera a quella di Phil, ma credo sia un esempio per tutti nel mondo della pallacanestro.

 

Lue, che sarà l’allenatore della Eastern Conference al prossimo All-Star Game di Toronto, ha studiato alla bottega di Jackson ma sa bene che è difficile riproporre il suo stile unico nell’allenare in campo e fuori. Tuttavia ha l’intelligenza necessaria per saper prendere spunto sotto alcuni aspetti per cercare di rendere vincente tra qualche mese la squadra finalista perdente delle ultime NBA Finals.

 

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