Anthony Davis e la mancata partenza in quintetto all’ASG che può costargli 23$ milioni

Anthony Davis e la mancata partenza in quintetto all’ASG che può costargli 23$ milioni

Oggigiorno Internet offre una serie illimitata di possibilità, fra le quali anche quella di poter ingrassare il proprio portafogli senza doversi alzare dalla scrivania. Talvolta, però, può accadere anche che le infinite vie del web decidano di rivoltarsi contro, in un effetto boomerang quasi micidiale. E Anthony Davis potrebbe proprio trovarsi nel bel mezzo di una di queste “rare” volte.

Il lungo dei Pelicans ha infatti firmato in estate un succoso rinnovo contrattuale da 145$ milioni, usufruendo della “Rose Rule“. In breve si tratta di una regola che consente al giocatore-contraente di guadagnare un 30% di corrispettivo in più, sottoponendolo però all’avverarsi di una serie di condizioni aleatorie.

In particolare la “Rose Rule“, studiata per quei giocatori selezionati al primo giro che abbiano portato a termine i 4 anni del contratto da Rookie (o in alternativa per quelli selezionati al secondo giro e con 4 anni di attività alle spalle), consente a coloro, che ne rispettino i requisiti presupposti, di ottenere un 30% in più sui propri guadagni salariali, a patto che:

  • Siano inseriti in uno dei 3 quintetti All-NBA almeno due volte.
  • Siano votati come “starter” in un All Star Game almeno due volte.
  • Vincano almeno una volta il premio di MVP.

Si tratta di condizioni alternative e non cumulative, pertanto è sufficiente soddisfarne anche solo una per poter accedere al 30% aggiuntivo.
L’intera situazione deve essere sembrata un affare più che vantaggioso al Davis durante l’estate, arrivando da una stagione (2014-2015), in cui era in quintetto iniziale all’ASG e aveva ricevuto una nomina per il primo quintetto All-NBA.

Ora però, che il suo nome non è comparso nella lista dei cinque selezionati per il tip-off dell’All-Star Game e il record dei Pelicans langue su un misero 15-27, la strada verso quel 30% in più comincia ad essere un po’ dissestata per Anthony.

Considerando il titolo di MVP virtualmente nelle mani di qualcun altro, l’unica possibilità che resta è la selezione per uno dei tre quintetti All-NBA, ma, anche qui, non è detto che tutto vada come preventivato.
Pur essendo improbabile che Davis non venga ritenuto, a fine stagione, una delle sei migliori “Ali” della lega, bisogna considerare la concomitante presenza dei vari Lebron James, Kevin Durant, Kawhi Leonard, Draymond Green e Paul George; per i quali il posto in uno dei 3 quintetti è assicurato.

Virtualmente, pertanto, lo spot disponibile resta uno solo, che Davis dovrà contendersi con giocatori del calibro di Blake Griffin e Carmelo Anthony (non esattamente gli ultimi arrivati), a meno che non si decida di inserirlo fra i centri.

Vale quindi la pena che il 23 dei Pelicans cominci a sudare freddo?

Probabilmente sì; anche perché, a conti fatti, quel 30% che rischia di lasciare sul piatto ammonta a circa 23$ milioni, non proprio bruscoletti.

Questo è quello che può succedere se si decide di porre il proprio destino finanziario nelle mani dei social media (ormai strumento unico di selezione all’ASG). Le vie del Web sono infinite e non sempre portano a New Orleans, ma Anthony Davis ha 23 milioni di buone ragioni per disputare una grande seconda parte di stagione e invertire la rotta!

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