D’Angelo Russell e gli altri rookie: Il mio momento arriverà

D’Angelo Russell e gli altri rookie: Il mio momento arriverà

Stiamo per scollinare oltre la prima settimana di Nba e i rookie hanno già cominciato a mettersi in mostra. Tutti tranne Russell che sembra ancora piuttosto in affanno

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Russell

Nella sconfitta per mano di Sacramento D’Angelo Russell è sceso in campo come Point Guard, ovvero la posizione in cui i Lakers vedono la loro seconda scelta al Draft 2015 per gli anni a venire.

 

Russell non ha giocato male, concludendo la partita con 13 punti 2 assist e 2 rimbalzi in 23 minuti di gioco.

 

Tuttavia il punto è un altro. Russell non è infatti nella condizione in cui molti tifosi Lakers speravano si trovasse. Il fattaccio diventa ancora più ovvio quando si comincia ad osservare il panorama circostante.

 

Jahlil Okafor, snobbato da Los Angeles e finito a Philadelphia con la terza scelta ha segnato 26 punti al suo debutto in Nba.

 

La prima scelta, Karl-Anthony Towns, andato ai Timberwolves è finito in doppia doppia nelle sue prime due partite, realizzando anche 28 punti nella vittoria dei suoi il Venerdì.

 

Kristaps Porzingis, discutissima quarta scelta dei New York Knicks ha terminato in doppia cifra le sue due prime partite e il centro dei Kings Willie Cauley-Stein, sesta scelta, ha confezionato 17 punti e 9 rimbalzi proprio contro i Lakers.

 

Riguardo a questa situazione Russell si è espresso così:

 

“L’unica cosa che abbiamo in comune è che siamo stati scelti nella stessa lega. Ci sono delle persone che hanno semplicemente un processo di apprendimento. Ed è quello che sto facendo”

 

Russell prosegue poi affermando di essere fiducioso e consapevole che le opportunità arriveranno anche per lui. Opportunità da costruire in allenamento.

 

Anche Bryant ha speso qualche parola al riguardo affermando di rivedersi nella situazione di Russell:

 

“Mi faceva impazzire. Ray Allen ne metteva 30 e Iverson 40 e io sapevo che non erano tanto migliori di me, lo sapevo. Solo che non avevo l’opportunità di dimostrarlo”

 

Proprio Kobe conclude tuttavia sottolineando il valore di quegli anni che anno contribuito moltissimo a creare il giocatore che è ora.

 

Per il giovane rookie in maglia giallo viola c’è quindi tanto lavoro all’orizzonte seguendo le orme di uno dei più grandi di sempre. Questo è quanto meno un pensiero incoraggiante.

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