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NBA, Kyle Lowry risponde alle critiche: “Sarà il campo a parlare”

Cuore, memoria e carattere: Kyle Lowry torna a Toronto per beneficenza e promette faville in vista della prossima stagione

Intervistato da Josh Lewenberg, giornalista di TSN Sports, in occasione del torneo di golf benefico organizzato da coach Nick Nurse a Toronto, Kyle Lowry ha colto l’occasione per parlare della sua esperienza passata in Canada, delle critiche ricevute lo scorso anno e dell’importanza assunta dalla figura del compianto Bill Russell nel corso dei decenni.

Di seguito, ecco le parole di Lowry:

“Sto bene e sono estremamente contento di essere qui. Toronto avrà sempre un posto speciale nel mio cuore e tornarci per un evento così importante, davvero speciale per coach Nick Nurse, è un orgoglio immenso. Ho sentito parlare del torneo per la prima volta lo scorso dicembre ed ho promesso ai membri della fondazione che sarei stato presente. Eccomi qui, con tanta voglia di vincere come sempre. Il mio swing è perfino migliorato negli anni e potrà rivelarsi utile per segnare qualche punto”.

Continua il giocatore degli Heat:

“Chi mi conosce bene, sa come reagisco alle critiche fuori luogo: vado sul campo e metto a tacere chi parla troppo. La scorsa stagione è stata certamente particolare per me, ma non la definirei “di ambientamento”. Quando giochi in NBA da sedici anni, l’apprendistato è già evidentemente finito da un pezzo. A mio avviso, andare a giocare a Miami ha rappresentato in generale un cambiamento significativo rispetto alle abitudini comportamentali, anche extracestistiche, che mi avevano accompagnato nei tanti anni trascorsi a Toronto. Infortuni e scelte tecniche non hanno aiutato, ma tornerò più forte di prima in autunno per dimostrare ai detrattori quanto siano bravi a parlare senza fondamento”.

Conclude Lowry, ricordando l’immenso Bill Russell:

“Bill è stato un esempio di grandezza per tutti noi, dalla sete di vittoria sul campo all’impegno civile fuori dal parquet. Ha fatto moltissimo per la comunità afroamericana, sfruttando la sua visibilità per il bene dei suoi simili, dei reietti, degli emarginati. Noi tutti avremmo voluto averlo qui ancora per molti anni, in modo tale da onorarlo e dimostrargli quanto i suoi sacrifici abbiano profondamente istruito le generazioni successive. Riposa in pace, Bill”.

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