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Road to NBA Draft 2021: Jalen Green

Con la scelta indirizzata verso la G League ha fatto da apripista scuotendo alle fondamenta il sistema collegiale NCAA. Ora Jalen Green vuole costrure il proprio futuro tra i grandi.

 

Squadra:  NBA G League Ignite

Ruolo: Shooting guard/Small forward

2020-21 Stats Per Game:

PtsTotRebsDefRebsOffRebsAstsStlsBlksFG%3pts FG%Ft%
17.94.03.50.52.81.50.346.136.570.3

2020-21 Advanced:

Ast%Reb%OffReb%DefReb%TO%Usg%Blk%eFG%TS%
13.56.91.911.615.423.30.853.761.3

 

A metà ottobre del 2018, la G League annunciò l’introduzione di un programma destinato ai migliori prospetti, nazionali e non, che negli anni successivi avessero scelto la lega di sviluppo come trampolino per la NBA. 

Erano previsti inizialmente dei contratti dal valore massimo di $125.000 dollari e delle borse di studio per frequentare comunque il college. A questi andavano aggiunti i vantaggi di un salto tra i professionisti che, più che rischiare di risultare precoce, poteva portare a una preparazione in grado di rendere ancora più NBA-ready i diretti interessati. 

Terminato l’anno, nessuna delle future scelte al Draft aveva sfruttato quest’opportunità. Nella stagione 2019-2020 si passò dunque alla creazione di una squadra apposita, progettata per accogliere i giocatori più promettenti appena usciti dall’high school: il giorno stesso della fondazione, Jalen Green fu il primo a essere messo sotto contratto.

 

“I just felt like I should be No. 1 because I work harder than a lot of the dudes in my class. That’s the only reason. It’s not something that could have been or should have been; it’s just because I work harder.”

Sebbene non goda della stessa fama di chi, alla sua età, aveva già catalizzato l’attenzione globale, l’hype negli Stati Uniti per Jalen Green è molto più che reale. Parliamo di una guardia tiratrice di 198 cm, spaventosamente esplosiva, i cui highlights sono virali sin da quando aveva 15 anni.

Non a caso, già da prima dell’high school – dove ha vinto, nel suo ultimo anno, il premio di All-American Player of the Year di Sports Illustrated – Green vedeva il proprio nome proiettato sopra quello di tutti i suoi coetanei. La shooting guard californiana avrebbe presto vinto due ori ai Mondiali FIBA U17 (manifestazione di cui è stato anche MVP) e U19, venendo selezionato nel 2020 per le tre grandi vetrine  McDonald All-American, Jordan Brand Classic e il Nike Hoop Summit, poi cancellate causa pandemia.

(credit to slam online.com)

Nelle sue partite con il Team Ignite in G League, Jalen Green ha segnato 17.9 punti di media, con una percentuale dal campo del 46% e un career-high di 30 punti fatto registrare nell’unica partita dei Playoff disputata (persa contro i Raptors 905). Assieme a lui, nella stessa squadra si trovavano e hanno brillato altre stelle dell’attuale classe Draft, come Jonathan Kuminga, potenziale top 5 e Isiah Todd, anche lui in orbita primo giro.

 

Punti forti

Tra le caratteristiche principali di Green la più riconoscibile è sicuramente un atletismo  fuori dalla norma. Esplosivo sotto tutti i punti di vista, possiede una rapidità tale da permettergli di superare agevolmente il difensore dopo il primo passo e concludere con forza al ferro.

A questo va aggiunto un buon tiro dalla media e lunga distanza, migliorato negli anni e tanto più solido se accompagnato da un’ottima abilità nell’allontanarsi dal proprio marcatore e da un wingspan di oltre due metri.

La capacità di creare un tiro in qualsiasi momento, insieme alla sua abilità nel trovare gli spazi da attaccare, fanno di Jalen Green uno scorer come pochi altri all’interno del Draft. Una volta innescato in attacco, le soluzioni a sua disposizione sembrano non conoscere particolari limiti.

Punti deboli

I maggiori punti di domanda su di lui si concentrano sulla costanza in partita, soprattutto nella metà campo difensiva.  È possibile isolare numerose sequenze di Green che dimostrano un grande impegno nella difesa sulla palla,ma  sarà da vedere quante di queste verranno poi replicate a partire dalla prossima stagione.

Va anche tenuto conto di un peso (82 kg) che non sembra ancora del tutto adatto a reggere gli scontri con i big man della lega. La tenuta fisica, principale punto di forza del suo gioco, necessita di alcuni miglioramenti per risultare determinante anche in NBA.

Oltre al suo talento naturale e  al di là del contesto in cui si troverà a giocare, Green dovrà dimostrarsi  affidabile in attacco e maturo a tal punto da imporsi nel tempo come una delle principali opzioni offensive della squadra. In parallelo, può certamente affinare gli istinti di playmaking, per completare il proprio bagaglio e darsi maggiori chance di incidere non solo come realizzatore

 

Upside

Viste le sue caratteristiche, il paragone più gettonato da tempo a questa parte per Jalen Green è quello con con Zach LaVine. Se dal punto di vista fisico ci siamo, bisognerà vedere quanto si mostreranno consistenti le sue percentuali al tiro: in caso dovesse filare tutto liscio, nel giro di qualche anno ci troveremmo davanti a una minaccia offensiva priva di particolari punti deboli.

 

Il potenziale di questo ragazzo, così come l’ampio repertorio tecnico, difficilmente possono essere ignorati. Vista la sua provenienza dalla G League, sarà ancora più interessante osservare il contributo di Green fin da subito: come e quanto si dimostrerà diversa la sua carriera rispetto a quella di chi, ordinariamente, ha scelto di andare a giocare in NCAA?

Draft projection

Se difficilmente i Pistons si priveranno di Cade Cunningham, Green potrebbe essere chiamato già con la seconda scelta. Il suo posto a Houston – dove, assieme a Kevin Porter Jr., formerebbe un backcourt di sicura prospettiva – è insidiato forse dal solo Evan Mobley, altro prospetto proveniente dalla California. Sarà il Draft, in programma il 29 luglio, a dirci chi si assicurerà le prestazioni di uno dei maggiori talenti della classe del 2021.

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