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Road to NBA Draft 2020: Obi Toppin

Da una carriera liceale anonima al premio di miglior giocatore dell’anno, attenzione all’impatto del prodotto di Dayton

Squadra: Dayton (Sophomore)

Ruolo: Forward

2019-20 Stats Per Game:

PtsTotRebsDefRebsOffRebsAstsStlsBlksFG%3pts FG%FT%
20.07.56.41.22.21.01.263.339.070.2

2019-20 Advanced:

Ast%Reb%OffReb%DefReb%TO%Usg%Blk%eFG%TS%
14.514.55.222.013.028.14.167.468.4

In diverse occasioni partire dalle retrovie può avere i suoi vantaggi, lavorare sodo, crescere passo passo per poi farsi trovare pronto al momento giusto: questo è stato il percorso di Obi Toppin in questi anni, prima di approcciarsi al mondo collegiale il nativo di Ossining ha cambiato tre licei, due in Florida e uno a New York; uscito da qui nessun college di Division I ha bussato alla sua porta e così ha speso un anno in una prep school, a Mount Zion, nel Maryland. Terminato questo anno in purgatorio le offerte sono arrivate e qui la scelta caduta su Dayton piuttosto che le varie Georgetown, Texas Tech e Georgia, una decisione che ha pagato i suoi dividendi per il vincitore del Wooden Award 2020, seppur dopo un anno da freshman che era stato normale, fuori dai radar del Draft NBA.

Una stagione da sophomore esaltante, sia dal punto di vista individuale che di squadra , con i ragazzi di Coach Anthony Grant che hanno chiuso la stagione (terminata anzitempo a causa del Covid) con un record di 29 vittorie e solamente 2 sconfitte. Non sapremo mai come si sarebbe concluso il cammino dei Flyers in questa stagione, ma sicuramente Toppin e compagni sarebbero stati una grossa minavagante all’interno del tabellone della March Madness

Punti di forza

Offensivamente è difficile trovare dei punti deboli a questo giocatore che possiede sia degli ottimi fondamentali tecnici su cui lavorare, sia un atletismo sopra la media. Nel sistema di Dayton, con i suoi 206 cm e 100 kg Toppin è stato molto spesso utilizzato anche da centro, per sfruttare la sua rapidità e verticalità dentro l’area (70% da 2, secondo solo Udoka Uzubuike tra i to college dell’ultima stagione).

Qui utilizzato come rollante

Toppin è bravo a lavora anche di posizione sul difensore e ad occupare gli spazi per poi esplodere al ferro

Allo stesso tempo la sua pericolosità da oltre l’arco dei tre punti ( 39% su quasi 3 tentativi a partita) è innegabile e la sua efficienza dovrà continuare a mantenere per poter essere efficace anche al piano superiore.

Il meglio di se Toppin lo da però in transizione, dove è in grado sia di correre bene il campo senza palla, centralmente e sulle corsia, sia di condurre autonomamente.

Oltre ad una buona proprietà nel palleggio, la stella di Dayton ha anche un’ottima visione di gioco, qualità che lo aiuta sopratutto nella lettura dei raddoppi, fungendo anche da playmaker aggiunto per la propria squadra.

Lettura alla “Draymond Green” da facilitatore dentro l’area

Per due volte riconosce il raddoppio e trova un compagno libero a canestro e sul perimetro

Difensivamente in vista del salto tra i Pro le incognite sono maggiori, anche se non si può negare che il giocatore abbia degli ottimi istinti sulla palla, sia sulle linee di passaggio che come rim protector (più di una rubata e una stoppata a partita).

Mani veloci sulle linee di passaggio per poi partire in contropiede

La sua verticalità gli permette di essere efficace anche a protezione del ferro

Punti deboli

Restando sempre nella metà campo difensiva, la vera grande difficoltà del miglior giocatore dell’ultima stagione è la scarsa mobilità dei piedi che molto spesso non gli permette di stare sulle forward avversarie sopratutto in situazione di 1vs1 frontale. Questa difficoltà potrebbe levargli diversi minuti in NBA sia giocando da Stretch Four, dove sarebbe spesso portato sui cambi dalle guardie, sia giocando da Small Forward venendo attaccato direttamente da giocatori ben più rapidi e atletici.

Inoltre anche dal punto di vista del posizionamento, molto spesso gli capità di trovarsi fuori posizione, sia per gli aiuti difensivi, che nelle collaborazioni per difendere su blocchi lontano dalla palla o pick and roll.

Un aspetto su cui Toppin potrebbe soffrire la prossima stagione è la maggiore fisicità della NBA, sia in attacco che in difesa. Gia quest’anno il prodotto dello Stato di New York ha denotato qualche difficoltà nel marcare sotto canestro i lunghi avversari, subendo in diverse occasioni la differenza di tonnellaggio, anche a rimbalzo (i 99kg lo rendono un po leggeranno per lavorare sotto i canestri NBA). In attacco invece gli manca qualche movimento di post efficace per sbilanciare l’avversario e prendere dei vantaggi.

Grande sofferenza in post basso contro lunghi più fisici

In queste due clip Toppin non è efficace internamente, andando sotto fisicamente e non riuscendo ad utilizzare nessun movimento per prendere un vantaggio sul difensore

Un’altra carenza nel suo gioco che dovrebbe spingerlo a giocare molti più minuti da Power Forward, è la scarsa capacità di costruirsi tiri e soluzioni dal palleggio (1 solo Jumper dal palleggio messo a segno in tutta la stagione)

Upside

Toppin come altri suoi colleghi presenti nelle prime posizioni di questo Draft non hanno chiaramente le caratteristiche di future stelle NBA, ma non per questo non potrà avere impatto fin da subito. Viste le sue peculiarità il giocatore sembra essere indirizzato verso un utilizzo da stretch 4, alla Aaron Gordon, gravitando sul perimetro per colpire da oltre l’arco, attaccare i close out utilizzando la propria rapidità e andare forte a rimbalzo offensivo. Ovviamente, come spesso accade, sarà il contesto a risultare decisivo per lo sviluppo di questo giocatore che potrebbe essere, nel suo inizio di carriera, più a suo agio in un sistema che gli dia un ruolo ben definito, magari in uscita dalla panchina, anziché tanti minuti e tante responsabilità fin da subito, senza prima avere gli strumenti per gestirle.

 

Draft projection

Dopo una prima fase post lock down in cui Toppin veniva dato addirittura come possibile prima scelta o comunque fra le prime tre, le sue quotazioni sono leggermente scese anche in relazione a quello che è stato l’esito della lottery, con Minnesota, Golden State, Charlotte e Chicago che in quel ruolo hanno già giocatori che occupano diversi minuti. Per questo motivo potrebbero essere delle destinazioni credibili Atlanta, un progetto interessante guidato da Trae Young e con con tanti giovani interessanti o Detroit, dove la partenza di Drummond e le condizioni fisiche precarie di Blake Griffin potrebbero aprirli un minutaggio ben più elevato.

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