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NBA Playoff Preview: Miami Heat vs Indiana Pacers

Da una parte una banda di ragazzi terribili sapientemente guidata da Butler, dall’altra un gruppo che deve fare i conti con i tanti infortuni. Miami e Indiana hanno chiuso la regular season con una sola vittoria di differenza e si sfideranno in una serie che potrebbe essere tra le più divertenti e accese del primo turno

Miami

Per Miami si prospettava una stagione di adattamento, crescita e formazione, in attesa della maturazione dei tanti giovani di belle speranze. Questi ultimi hanno però stravolto e accelerato il percorso di crescita proprio e della franchigia. Guidati dal nuovo innesto, Butler, dalla titolarità con cui è stato premiato Adebayo e dalla freschezza e spregiudicatezza dei più giovani, gli Heat si sono ritrovati a competere per scenari ben diversi da quelli pronosticati ai nastri di partenza. L’inizio fulminante di stagione ha convinto Riley a muoversi prepotentemente sul mercato “di riparazione” in vista di una campagna Playoff più lunga di quanto si potesse immaginare, arrivando così ad ottenere Iguodala e Crowder, che hanno portato ulteriore esperienza a roster.

La sapienza di coach Spoelstra, ormai a tutto diritto tra i migliori allenatori della lega, ha guidato il ben amalgamato gruppo a un record di 44 vittorie e 29 sconfitte e al quinto posto della Eastern Conference.

La stagione dei Pacers è invece legata a doppio filo con la situazione infermeria. Indiana ha iniziato il suo campionato attendendo il rientro del proprio leader, Victor Oladipo. A trascinare la squadra in assenza del #4 hanno contribuito la straordinaria maturità di Brogdon e le prestazioni di Domantas Sabonis. Il lituano ha elevato ulteriormente il suo livello di gioco, confermandosi dopo la splendida stagione scorsa che lo ha visto tra i candidati per il premio di sesto uomo dell’anno. Promosso a titolare in pianta stabile, Sabonis ha chiuso la stagione con una doppia-doppia di media ad allacciata di scarpe, da 18.5 punti e 12.4 rimbalzi, cui aggiungere 5 assist. Ad un certo punto della stagione Indiana ha anche ritrovato Oladipo, seppur molto lontano dalla sua forma migliore.
La stagione dei Pacers ha subito una svolta in negativo proprio nei giorni antecedenti il rientro in campo nella bolla di Orlando. Sabonis ha dovuto lasciare la squadra per risolvere un problema di fascite plantare. La franchigia non ha ancora comunicato una data certa per il rientro e, con i Playoff dietro l’angolo, la presenza del figlio di Arvydas sembra praticamente impossibile. In un primo momento Oladipo stesso aveva annunciato la propria non partecipazione alla ripresa in Florida, salvo poi scendere in campo. Indiana è comunque riuscita a vincere 4 dei 6 seeding games della bolla. Grande, grandissima parte del merito è da attribuire alle clamorose prestazioni di TJ Warren, che analizzeremo.

 

Precedenti stagionali

Indiana e Miami si sono sfidate per quattro volte in questa stagione e per tre volte ha vinto la squadra di coach Spoelstra. Il primo incontro risale al 27 dicembre scorso, quando all’American Airlines Arena Miami ha la meglio grazie al canestro decisivo di Dragic, arrivato dopo due errori di Butler prima e Herro poi. La tenacia degli Heat è tutta in questa azione:

Due rimbalzi offensivi consecutivi, che porteranno poi al canestro decisivo di Dragic: Heat culture

La sfida successiva è invece dell’8 gennaio 2020. A prendersi la ribalta sono Jimmy Butler e TJ Warren. I due daranno vita ad una delle rivalità più accese di questa stagione. Un doppio scontro in campo che porterà poi all’espulsione di entrambi per un doppio tecnico. L’applauso sarcastico di Warren, il bacino provocatorio di Butler e il dito medio di TJ sono la sequenza iniziale di questa rivalità. La sfida è vinta dagli Heat e Jimmy pensa subito a quella successiva, programmata per il mese di marzo. La pandemia però ha sconvolto il mondo e la terza sfida, rinviata ad agosto, è stata  giocata giusto qualche giorno fa.
A vincere è ancora Miami. I Pacers sono trascinati da Warren che sta giocando in maniera clamorosa, con 34.8 punti di media e oltre il 60% dal campo. Butler aspetta questa partita da 8 mesi e si incolla all’avversario, che chiude con soli 5 canestri a segno, di cui solo uno quando marcato da Butler.
L’ultima partita invece è l’ultima dei seeding games: poco da raccontare, in una sfida vinta da Indiana ma con i titolari, da una parte e dall’altra, fuori dai giochi in vista delle partite che contano davvero.

Chiavi tattiche

L’arrivo di Butler portava con sé diversi interrogativi sul rapporto che avrebbe instaurato con i giovani del roster. Le ultime esperienze a Minnesota e a Philadelphia avevano evidenziato quanto Butler esiga dagli elementi più freschi della squadra e quanto sapesse essere negativo in tal senso, se deluso. A Miami, l’ex Bulls sembra invece aver trovato un ambiente gradito, lasciando diverso spazio ai giovani ed evitando di accentrare su di sé gli attacchi della squadra.

Tiro decisivo e Herro non delude Butler

A dimostrazione di ciò e dell’efficacia della circolazione di palla voluta da coach Spoelstra, gli Heat si piazzano al quinto posto in NBA per assist per partita a 26.1 di media. La circolazione è spesso e volentieri indirizzata a trovare tiratori da dietro l’arco. Miami punta infatti molto sul tiro da 3, forte dell’efficacia di due cecchini come Duncan Robinson e Tyler Herro. Quasi il 42% delle conclusioni degli Heat arrivano da dietro l’arco (7° nella lega), per una percentuale realizzativa del 38.1%, al primo posto in NBA a pari merito con Utah.
Gli Heat possono però contare anche su una batteria di atletismo davvero invidiabile. I pick ‘n roll guidati con europea saggezza da Goran Dragic sono il fulcro dell’attacco degli Heat e con un bloccante come Bam Adebayo le soluzioni al ferro si sprecano. Da non tralasciare nemmeno Derrick Jones Jr. – tra l’altro infortunatosi proprio nell’ultima sfida, da vedere come recupererà – capace di spiccare il volo contro tutto e tutti.

Non c’è nemmeno bisogno di bloccare, Adebayo vola

 

Quanti altri giocatori saprebbero chiudere un alley oop del genere?

La difesa degli Heat è, numeri alla mano, una delle migliori della lega. La presenza di un intimidatore puro come Adebayo, un difensore d’élite come Jimmy Butler e l’esperienza nel campo di Andre Iguodala proiettano Miami tra le top NBA. Gli Heat concedono solo 44.4 punti nel pitturato a partita di media, quinto miglior dato della lega. Ma dove la squadra eccelle davvero è nella difesa in transizione. Miami infatti subisce solo 11.5 punti a partita in transizione difensiva, secondo miglior dato della lega:

Bam il tuttofare

L’attacco degli Indiana Pacers è invece quasi diametralmente opposto. Indiana si piazza all’ultimo posto in NBA per triple tentate a partita (28: per capirci, Houston ne prova più di 45). L’attacco dei ragazzi di coach McMillan è atipico. I Pacers guidano la lega per percentuale di tentativi da 2 punti, col 68.3% degli attacchi che si concludono con un tentativo da dentro l’area. Zona in cui poi segnano con grande precisione, al 58.4%. Gran parte del merito di questa precisione va ricercata nelle capacità di rollante di Domantas Sabonis.

Handoff, blocco granitico e difensori al ferro che non possono nulla

L’assenza quasi certa di Sabonis peserà tantissimo nell’economia dell’attacco dei Pacers. Indiana, per avere speranze concrete di passare il turno, dovrà fare affidamento sull’altro, grandissimo, punto di forza della sua squadra: la difesa.
Con un defensive rating di 107.5, Indiana si piazza al sesto posto in NBA. Sul lato difensivo Indiana è in grado di cambiare praticamente su ogni attaccante, grazie anche alla grande versatilità di Myles Turner. La sua apertura alare basterebbe già ad intimidire e le sue 2.1 stoppate di media (4° posto in NBA) sono lì per testimoniarlo. Ma Turner, spesso preso dentro nei pick ‘n roll avversari, è in grado di cambiare senza problemi.

Semi-transizione difensiva, Giannis blocca e Bledsoe va al ferro: Turner fa due passi per recuperare e rispedisce al mittente

Players to watch

Nel fare il nome di Butler si commetterebbe un grave reato di ovvietà. Jimmy è senza alcuna ombra di dubbio il giocatore più talentuoso a roster degli Heat. La sua cattiveria agonistica e la capacità di elevare il proprio livello di gioco nelle situazioni più difficili sono testimoniate dai Playoff scorsi, con Phila. Fondamentali saranno anche l’esperienza, quando la palla peserà di più, di Jae Crowder e soprattutto di Andre Iguodala, uno che di pressione se ne intende. Ed ecco che la chiave per una serie positiva (o meno) di Miami potrebbe essere l’effetto che la pressione avrà sui più giovani/meno esperti, fin qui determinanti nell’ottima stagione giocata.
Duncan Robinson è uno che non ha paura di prendersi tiri, specialmente dalla lunga distanza. Si piazza al terzo posto nella lega per triple segnate, con ben 270 (!) dietro solo a Harden e Hield, a pari merito con Lillard. E le segna con un’ottima percentuale, 44.6%, che lo mette al quarto posto in NBA. Se il suo exploit continuasse anche nei Playoff, allora gli Heat avrebbero a disposizione un’arma davvero letale. Ci fidiamo di Adebayo e siamo sicuri che il buon Bam continuerà a fare il suo (tanto) anche nei Playoff. Da vedere come si comporteranno le due schegge Nunn e Herro. Entrambi hanno già dimostrato di saper reggere la pressione, quando la palla pesa. Riusciranno a farlo anche nei Playoff?

Le fortune dei Pacers, privi di Sabonis e con un Oladipo a mezzo servizio, non potranno che essere affidate alla rivelazione della bolla di Orlando: TJ Warren. L’ex Suns è letteralmente impazzito e ha inanellato una serie di prestazioni senza alcun senso logico. Dall’exploit contro i Sixers che lo ha visto realizzare ben 53 punti, ai 39 con una serie di canestri decisivi per abbattere i Los Angeles Lakers, TJ si è caricato la squadra sulle spalle. Prima della sfida contro Miami (la penultima), Warren stava tenendo percentuali realizzative clamorose, oltre il 60% dal campo e il 55% da 3 punti. Forse l’ambiente particolare, forse l’essere investito di più responsabilità, fatto sta che Bubble Warren potrebbe essere davvero in grado di far saltare il banco.

Pronostico

I Pacers hanno strappato il quarto seed agli Heat proprio nell’ultima partita di regular season ma, in un ambiente neutrale come quello di Orlando, poco importa.
Indiana soffrirà molto l’assenza di Sabonis, la precaria condizione di Oladipo e ciò potrebbe minare pesantemente le ambizioni dei ragazzi allenati da coach McMillan.
Salvo altri clamorosi exploit di TJ Warren, l’esperienza di Butler e Iguodala e la spregiudicatezza dei ragazzi terribili potrebbe permettere ai Miami Heat di superare il primo turno Playoff, cosa che non accade dal 2015-2016. Indubbiamente i Pacers venderanno cara la pelle in quella che si prospetta una delle serie più accese del primo turno. Chissà che non si arrivi a Gara 7…

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