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9 cose che non sapete su Shaun Livingston

L’ex playmaker dei Golden State Warriors è stato uno dei protagonisti di questa decade NBA

Giocatore speciale come pochi, un lusso averlo come secondo playmaker. Lusso che diventa tale quando il tuo primo violino in quella posizione si tratta di Stephen Curry, 2 volte MVP. Shaun Livingston viene da lontano. Da un passato difficile. Da cadute dure e scalate impossibili. È arrivato a prendersi il tetto del mondo in 3 occasioni con i Golden State Warriors. Ora ha deciso di dire basta, appendendo le scarpe al chiodo.

 

9. Era paragonato a Magic

Livingston, che ha frequentato la Richwoods High School e si è poi recato alla Peoria Central High School di Illinois, fu nominato come il miglior rookie dello Stato durante il suo periodo liceale. Mise in mostra ottime doti e, viste anche statura e ruolo, si guadagnò, ai tempi, il paragone con il grande Magic Johnson, non solo a livello fisico, ma anche per l’estrema capacità di leggere il gioco con qualche secondo di anticipo rispetto agli avversari.

 

8. E’ alto 201 cm

Un playmaker gigantesco. Livingston è più alto della media per il ruolo di playmaker (6’7″, 201 centimetri). Anche per questo motivo il paragone con Magic Johnson cominciò a circolare tra le palestre americane.

 

7. Quarta scelta al Draft

Livingston, ai tempi, accettò una borsa di studio per la Duke University, ma poi optò per rinunciare al college e rendersi eleggibile immediatamente per il Draft NBA del 2004, in cui i Clippers lo selezionarono con la 4ª scelta assoluta. Scelta che creò un certo stupore considerando il fatto che Shaun proveniva direttamente dall’High School.

 

6. Il grave infortunio

Il 26 febbraio 2007 subì un infortunio al ginocchio che lo terrà fuori per tutta la stagione e fece persino temere per la sua carriera; infatti, durante un’azione di gioco, Shaun incorse in una brutta caduta che gli provocò la rottura dei due legamenti crociati (anteriore e posteriore), del legamento collaterale mediale, del menisco laterale e, inoltre, la lussazione della rotula. Ci fu il rischio, secondo i medici, di amputazione della gamba. Fortunatamente tutto venne superato. Un anno e mezzo dopo, nel luglio del 2008, Shaun ottenne l’OK dai medici per riprendere ad allenarsi. Un miracolo.

 

5. L’apertura alare

L’apertura di braccia di Shaun Livingston è decisamente impressionante. Stiamo parlando di 211 centimetri. Spaventosa. Mette in forte risalto tutte le sue potenzialità di guastatore delle linee di passaggio e disturbatore del palleggio avversario.

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