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Road to 2019 NBA Draft: KZ Okpala

KZ Okpala è uno dei talenti il cui borsino subisce le maggiori oscillazioni all’interno dei Mock Draft a causa dei suoi pregi e difetti ben marcati: al di fuori della Lottery, però, sarà uno dei nomi da tenere maggiormente d’occhio

Squadra: Stanford (Sophomore)

Ruolo: Small Forward

2018-19 Stats Per Game

Pts TotRebs DefRebs OffRebs Asts Stls Blks FG% 3pts FG% Ft%
16.8 5.7 4.5 1.2 2.0 1.0 0.5 46.3 36.8 67.1

2018-19 Advanced

Ast% Reb% OffReb% DefReb% TO% Usg% Blk% eFG% TS%
13.0 9.7 4.1 14.9 15.6 27.3 1.4 50.7 54.3

 

Le ultime stagioni non sono state esattamente le più esaltanti della storia cestistica di Stanford. Sotto la guida di coach Jerod Haase il record complessivo dei Cardinal è negativo (48-49): in questo periodo, chiaramente, non è arrivato nessuno trofeo, così come non è arrivata nessuna chiamata per il Torneo NCAA. Questa situazione la scorsa estate ha spinto Reid Travis, miglior giocatore dell’ateneo nel 2017-18 a trasferirsi a Kentucky per il suo anno da reshirt senior. Al contempo Dorian Pickens e Daejon Davis, rispettivamente secondo e terzo miglior realizzatore della squadra hanno completato la propria esperienza ai Cardinal, lasciando la squadra praticamente priva di punti di riferimento offensivi.

Proprio questa vacanza in cima alle gerarchie della squadra ha, però, spalancato le porte all’ascesa di Chikezie -o KZ, come viene ormai costantemente chiamato- Okpala che si è ritrovato dal rappresentare la quarta opzione offensiva ad essere la vera stella del proprio Ateneo. La sua risposta è stata positiva, vista la crescita evidente in quasi ogni comparto statistico che lo ha portato a scegliere di abbandonare Stanford e cercare fortuna in NBA già al termine della propria sophomore season.

Questo ragazzo californiano di origine nigeriana arriva al prossimo NBA Draft con l’etichetta di talento da primo giro, ma le sue quotazioni sono tra le più instabili dell’intero Draft. I motivi? Andremo ad approfondirli di seguito.

Punti di Forza

Ciò che impressiona, a un primo sguardo, dell’ala da Stanford è l’impressionante telaio che si porta dietro con una fluidità tutt’altro che banale: 203 cm di altezza, quasi 100 kg di peso e quasi 220 cm di wingspan, misure incredibili che lo rendono di default un giocatore intrigante anche a livello NBA.

Nel corso dell’ultima stagione, complice l’enorme crescita di status all’interno delle gerarchie di coach Haase, è stato indotto a gestire notevolmente di più la palla, ampliando anche il suo range di opzioni.

Come agevolmente si comprende già dopo un’osservazione superficiale, Okpala è un giocatore che fonda buonissima parte del suo attacco sulle situazioni di avvicinamento al canestro, tanto a metà campo quanto in transizione: ha già messo nel motore lo euro-step e, grazie alle braccia lunghissime e a un atletismo di primo piano, è in grado di chiudere con un tocco morbido anche nel traffico con conclusioni dall’alto coefficiente di difficoltà.

In transizione ha tirato con il 59% dal campo nell’ultima stagione.

Doti di questo genere, come intuibile, hanno bisogno di un credibile gioco perimetrale per risultare efficienti, pertanto Okpala, lavorando molto sul suo tiro da tre, ha aumentato il numero delle sue conclusioni da oltre l’arco, arrivando a risultare un tiratore credibile, soprattutto sugli scarichi. Le 1.3 conclusioni perimetrali scoccate nella sua freshman season sono diventate ben 3 a sera e il 22.6% di precisione fatto registrare nel primo anno è cresciuto fino a un decisamente più rispettabile 36.8%.

Non ancora la meccanica perfetta ma siamo già a un buon grado di fluidità.

Questo, chiaramente, gli ha aperto gli spazi giusti per sfruttare al meglio le proprie doti atletiche al ferro, permettendogli di giocare in spazi più aperti e ripulire notevolmente il suo gioco dalla sua tendenza alla palla persa: la sua turnover percentage è scesa di 4 punti percentuali rispetto al suo anno da freshman, non male per un giocatore passato dal 22% al 27% di usage.

Proprio lavorando sul suo closeout game ha anche implementato sia un palleggio-arresto-tiro piuttosto solido che un arresto rovesciato che potrebbero tornargli utili a livello NBA, se correttamente sviluppati.

Questa è una soluzione che lui ama molto.

 

Qui si arresta anche con il giusto tempismo e lascia partire il tiro con buona sicurezza.

Più che la sua efficienza offensiva, ciò che più attrae di più in relazione al mix di atletismo e doti fisiche di cui dispone è chiaramente l’intrigante possibilità di plasmarlo come un giocatore NBA multidimensionale, capace di difendere su più ruoli grazie all’ottima mobilità laterale e a degli istinti per il gioco tutt’altro che banali.

Punti Deboli

Ai suoi istinti, però, dovrà essere affiancato tanto lavoro per renderlo un giocatore con uno spazio NBA ben definito: i dubbi principali sul suo gioco, infatti, riguardano la sua comprensione di come usare i suoi importantissimi mezzi fisici.

Soprattutto nella metà campo difensiva, infatti, sembra non sfruttare al meglio le sue potenzialità, risultando spesso disattento, mal posizionato e poco inglobato nel contesto difensivo di squadra: i numeri, in tal senso, sono piuttosto esemplificativi. 1 rubata e 0.7 stoppate a gara con rispettivamente l’1.7% e l’1.4% di steal e block percentage sono numeri troppo poco incisivi per un giocatore con i suoi mezzi fisici. Una crescita sotto questo aspetto è, con ogni probabilità, l’aggiustamento più urgente che Okpala dovrà fare sul suo gioco per poter riuscire a ottenere un riconoscimento anche al livello superiore: recuperare tanti palloni e, di conseguenza, correre in campo aperto saranno le prime cose che potrebbero essergli chieste in NBA.

Il meglio e il peggio difensivo di Okpala in un’azione: difende su un estreno notevolemte più piccolo di lui, accetta con costrutto il cambio e dopo aver forzato lo scarico si gira di spelle, perde completamente il tempo per l’aiuto e commette fallo.

In attacco, poi, le sue esigenze sono essenzialmente due: continuare a ripulire il suo gioco e a lavorare sul proprio tiro.
Malgrado il già citato miglioramento inerente alla turnover percentage, le 2.9 palle perse a gara sono ancora troppe per un giocatore che, molto probabilmente, dovrà basare il proprio impatto offensivo nella NBA sulla capacità di lucrare su dei vantaggi creati dai suoi compagni: la sua tendenza a “deragliare”, arrestandosi con tempi sbagliati è ancora troppo marcata per non essere considerata una red flag.
Questione tiro: come detto, Okpala si è reso un tiratore molto più credibile ma non è detto che i suoi miglioramenti siano sufficienti a fruttare gli stessi risultati a livello NBA: il 67% ai liberi è un indizio che la sua meccanica dovrà essere ancora migliorata, magari con una correzione nel movimento del polso e del punto di rilascio.

Gambe dritte, punto di rilascio basso, polso non del tutto spezzato.

Upside

Le potenzialità di Okpala sono sotto gli occhi di tutti e le possibilità che, con il tempo, si riveli essere un pezzo spendibile a livello NBA sono tante e consistenti: con ogni probabilità non stiamo parlando di un All-Star ma di un giocatore che, grazie alle sue doti atletiche e realizzative -e a seguito di una buona maturazione- potrebbe arrivare a ricoprire un posto da starter nella Lega.

Chiaramente, come sempre avviene con i prospetti di questo tipo, sarà il contesto nel quale verrà catapultato alla prima esperienza NBA a segnare che genere di giocatore potrebbe diventare: con la giusta dose di lavoro e l’aggiunta di un po’ di disciplina al suo gioco Okpala potrà vivere una solida carriera anche a livello NBA.

Draft Projection

Come anticipato, le quotazioni di Okpala sono tra le più oscillanti dell’intero Draft: alcuni lo posizionano nelle posizioni tra la 14 e la 20, mentre altri siti addirittura lo relegano a inizio secondo giro. La prima squadra che potrebbe essere interessata alle sue doti per diversificare le caratteristiche del proprio roster potrebbe essere Indiana, con la diciottesima pick. In caso, invece, l’interesse nei suoi confronti dovesse calare potrebbe essere un intrigante aggiunta per squadre da playoff in cui potrebbe portare energia dalla panchina: potrebbe essere uno di quei giocatori che fa innamorare Sam Presti per doti fisiche e stazza, venendo scelto dai Thunder alla 21, ad esempio. Altri fit abbastanza interessanti sono Philadelphia alla 24, Golden State alla 28 e, perché no, Milwaukee alla 30.

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