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Risultati NBA: massimi in carriera Porzingis e Harden, vincono San Antonio e Minnesota

Prestazioni stellari di James Harden (56!) e Kristaps Porzingis (40!) trascinano alla vittoria Houston e New York. Vittorie importanti pure di San Antonio, Washington priva di Wall, Minnesota (7-3!) e dei Celtics.

Houston Rockets – Utah Jazz 137-110

Il Barba non è umano.

James Harden scrive 56, massimo in carriera, e demolisce Utah pezzo dopo pezzo. Dopo aver sbagliato gli ultimi tre tentativi dal campo, chiude 19 su 25, con quasi-perfetti 7 su 8 dall’arco e 11 su 12 dalla lunetta. Chef Harden è andato in cucina fin da subito: 52 nei primi tre quarti di gioco, con un primo ed un terzo quarto da 22 ciascuno. Ha poi guardato buona parte dei minuti finali dalla panchina, cullato dai cori “MVP! MVP!” del Toyota Center.

Nonostante l’assenza di CP3, Houston vince la terza in fila. Harden, oltre ai 56 punti, ha messo lì 13 assist. Eric Gordon scrive 20 con 6 su 11 dall’arco (anche se per lui arco è tutto ciò che sta dalla metà-campo in poi), Ariza 14 (4 su 8 da tre) e Capela sigla 8 punti, 8 rimbalzi e 4 stoppate in 22 minuti. Ryan Anderson stranamente tranquillo (solo 6 punti), mentre Nené e Tucker si sono dati da fare dalla panchina (16 punti con 6 su 10 dal campo). I Rockets hanno tirato con percentuali astronomiche: 59,3% dal campo, 59% dall’arco e 85,7% dalla lunetta. Per una squadra che vive di tiro pesante è sinonimo di vittoria.

Utah, invece, è alla seconda L consecutiva, la quarta su quattro partite giocate lontano da Salt Lake City. Coach Snyder non è riuscito a tenere in campo nessun suo giocatore per più di 26 minuti e, sebbene a fine gara i numeri non siano catastrofici, Utah paga il non avere più un go-to-guy al quale rivolgersi quando non si sa più che pesci pigliare. Inoltre, per Hollinger, Utah è la squadra col pace più basso della Lega: giocare contro una squadra con principi opposti può essere molto vantaggioso o, al contrario, estremamente deleterio. Barrare B. Con Iso-Joe e Dante Exum ai box, i Jazz trovano 17 punti dalla panchina da un Donovan Mitchell in rapida ascesa. Nonostante Houston perda 21 palloni, Utah fatica (questa sì che è una novità) a controllare i tabelloni: solo 7 i rimbalzi tra Favors e Gobert.

Stat del giorno: l’attacco dei Rockets produce. É la terza partita consecutiva a 119+ punti segnati.

Curiosità: Harden è il primo giocatore da Jordan ’96 a segnare 50+ punti con almeno il 75% dal campo. E questo. Partite da 50+ punti per i Rockets: Harden (6) come Olajuwon+Moses Malone+Elvin Hayes (6, sommati). Il record di franchigia è solo sfiorato: il 18 Marzo 1978 Calvin Murphy ne mise 57 in una sconfitta contro i New Jersey Nets.

San Antonio Spurs – Phoenix Suns 112-95

Gli Spurs si portano 4-1 in casa facendo vedere il perché: contro avversari più deboli sono loro a dettare i ritmi tra le mura amiche. Il terzo quarto dominato 34-13 spiana la strada ad un violento garbage time finale, non prima però che gli Spurs abbiano dovuto sudare la vittoria.

La ricetta di coach Pop: mandare 7 giocatori in doppia cifra e far riposare Ginobili. Eseguito. LaMarcus Aldridge guida le truppe con 21 punti e 9 rimbalzi, Pau Gasol tira 2 su 11 dal campo ma agguanta 9 rimbalzi anch’egli. La notizia è l’ottima serata al tiro di Patty Mills (17 punti, 7-11) in seguito ad un inserimento in quintetto a discapito di Dejounte Murray. Il prodotto di Washington, tuttavia, segna 13 punti dalla panchina, coadiuvato dai 12 di Bryn Forbes, altrettanti di Rudy Gay e 11 di Brandon Paul. A causa di un Kyle Anderson particolarmente sonnolento, ha visto il campo pure Darrun Hilliard. Danny Green ha suggellato l’ottima nottata al tiro degli Spurs con 6-10 dal campo per 14 punti.

I Suns ottengono poco dalla stellina Devin Booker (3-11 per 9 punti) e, più in generale, si fanno mangiare da quel mostro che è l’inefficienza. TJ Warren scrive 17 con 18 tiri, Mike James 10 con 12 tiri, Tyler Ulis 3 con 6 tentativi. Positivi i 14 rimbalzi di Tyson Chandler, ma le prestazioni di un lungo 35enne ad una squadra in pieno tanking interessano fino a mezzogiorno. Nuovamente discutibili le prove di Chriss e Bender, due sui quali Phoenix, tuttavia, non mollerà facilmente. Buone le prove, in uscita dalla panchina, di Troy Daniels e del rookie Josh Jackson. Si sentono – udite udite – addirittura notizie dal pianeta Alex Len: 12 punti e 5-5 dal campo.

Cronaca: Coach Pop si esprime sulla recentissima sparatoria alla chiesa di Sutherland Springs, dove sono state uccise almeno 20 persone.

Stat del giorno: sono 1156 le vittorie all-time di Gregg Popovich, ora sesto allenatore più vincente di sempre. Appena superato? Phil Jackson. I prossimi? George Karl è a 19 vittorie, Pat Riley a 54. L’ultimo gradino del podio, ora di Jerry Sloan, dista 65 Ws.

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