Seguici su

Primo Piano

Rookie Ladder – Episodio 1

Avete seguito le prime settimane di NBA? Avete notato un sacco di sbarbati interessanti? Anche noi. Primo episodio di una nuova rubrica mensile che mette in classifica i migliori 30 rookie della Lega.

Dopo i primi 20 abbiamo dovuto iniziare a scavare per trovare e mettere in ordine altri 10 prospetti. Inizia la zona grigia della Rookie Ladder, dalla 21 alla 25, la guardia di Charlotte.

21 – Dwayne Bacon

Ha giocato abbastanza (23 minuti di media), anche aiutato dall’assenza di Michael Kidd-Gilchrist nelle prime uscite dei Charlotte Hornets. Ha tirato bene nelle prime quattro uscite da tre punti (5/11) per poi spegnersi nelle successive tre (0/6). Garantisce una buona presenza difensiva e a rimbalzo (oltre 5 di media). Vedremo se conserverà il posto in rotazione.

22 – Bogdan Bogdanovic

Sta dietro a Bacon solo perché ha giocato solo tre partite e ne sono derivate tre sconfitte per i suoi Kings. L’esperienza internazionale lo rende un rookie diverso dai giovani con cui condivide la classifica, ce lo aspettiamo più decisivo perché ha qualità per avere un impatto superiore. In crescita, anche al tiro: 77% dal campo nell’ultima uscita.

23 – Brandon Paul

Attenzione che a San Antonio rischiano di aver (non) pescato l’ennesima pedina per il futuro, arrivata in NBA dopo un lungo girovagare. Si sta guadagnando sempre più spazio (addirittura 30 minuti contro Boston) per la sua capacità di allargare il campo con ottimi risultati (7/11 da 3 punti). Aspettando Parker, Pop ricambia costanza e impegno con fiducia.

24 – Sindarius Thornwell

Giocatore solido non favorito dal contesto in cui è inserito. Doc Rivers gli dà spazio ma non troppo, chiuso da giocatori decisamente più quotati di lui. Non allarga il campo preferendo una penetrazione a un tiro in sospensione, non un punto che va a suo favore. In Summer League ha dimostrato di avere anche i numeri, in NBA deve ancora farlo.

25 – Justin Jackson

Sta avendo un po’ di spazio e sta tirando anche benino (50% dal campo e 41% da 3), paga il fatto di essere stato scelto da una squadra sostanzialmente perdente, giovane e dalla rotazione tutt’altro che definita. Una sola volta in doppia cifra (contro Phoenix), poca presenza a rimbalzo e per nulla “facilitatore” in attacco. C’è da lavorare.

26 – Markelle Fultz

Markelle Fultz. Troppo in basso? Segue un breve elenco di cose che, da quando è stato scelto #1 ha fatto pensare Ehi, questo diventa un All-Star se non si rompe:

Tutto chiaro? Passiamo oltre.

27 – Josh Hart

Josh Hart, ovvero il terzo rookie dei Lakers in questa classifica. Pensare che tanto è tutto inutile perché dovranno fare spazio per bramare PG13 e LeBron è un po’ strano.

28 – Daniel Theis

Daniel Theis, apprezzato con la Germania agli Europei quest’estate e accolto dal #CelticsPride con meno fervore di quanto non se ne sia riservato per Semi Ojeleye o Guerschon Yabusele, è già andato in doppia cifra e i minuti sono in aumento.

Per ricordarsi che faccia abbia Daniel Theis.

29 – Frank Ntilikina

Un fatto: New York ha perso le (prime) tre partite in cui Frank Ntilikina ha segnato 0 punti e vinto le seguenti 3, nelle quali il francese ne ha segnati almeno 5. Talismano.

30 – Caleb Swanigan

Caleb Swanigan, il nuovo Montrezl Harrell, ma se ai calabroni non viene detto che non possono volare…

3 di 3Successivo
Commento

Commento

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Advertisement
Advertisement
Advertisement

Altri in Primo Piano