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Washington Wizards Preview: navigare tra Scilla e Cariddi

Un’ottima stagione, qualche rimpianto, molte certezze ma altrettante sistematiche e irrisolte lacune. I Washington Wizards si apprestano così ad iniziare la nuova stagione NBA, che – per l’ennesima volta – lì vedrà chiamati nella difficile impresa di farsi largo tra due formazioni sulla carta ampiamente più attrezzate di loro

Scenario migliore

Allora la questione è molto semplice: per fare in modo che la previsione dello scenario più roseo dei Washington Wizards non rimanga altro che un’utopica fantasia di metà autunno buttata lì senza crederci troppo, occorrono cumulativamente tre condizioni. La prima è la stabilità e la continuità nel corso dell’intera RS, il che significa: niente più passaggi a vuoto come l’inizio della scorsa stagione, niente infortuni, continuità di rendimento dei singoli e prestazioni – collettive e individuali – quantomeno sulla falsa riga della scorsa stagione. La seconda è una panchina nemmeno buona, anche solo mediocre: qualche minuto di qualità da Frazier per far rifiatare Wall, qualche punto da Meeks sperando che gli infortuni siano ormai alle spalle, e l’esplosione definitiva di chi da troppo tempo si sta facendo desiderare(sì Kelly, stiamo guardando proprio te). La terza è senza dubbio la più pretenziosa e al contempo la più impellente per uscire definitivamente dalla zona grigia: un Otto Porter finalmente All-Star. Niente di più, niente di meno. Soddisfatte queste tre condizioni, pensare di arrivare intorno alle 55 e più vittorie(visto anche il cimitero che è diventata la Eastern) e di approdare finalmente alle finali di conference a discapito di Boston potrebbe non essere più una fantasia così remota. Oltre, però, c’è sempre un Re a governare. Record 56-26, terzo posto e sconfitta con Cleveland in finale di Conference dopo aver battuto i Celtics 4-3.

Scenario peggiore

Anche qui, parliamoci chiaro: qualcuno pensa che ci sia qualche possibilità che – a parità di fattori – Washington possa fare “peggio” dello scorso anno? Cleveland si è rafforzata, Boston anche, Toronto si è indebolita perdendo metà panchina, mentre Milwuakee anche con un Giannis versione MVP non sembra poter ambire oltre il quarto posto. La verità è che per prefigurarsi scenari “peggiori” rispetto alla scorsa stagione bisogna spingersi verso orizzonti pessimistici quasi leopardiani. Porter in realtà è stato un fuoco di paglia e torna ad essere un giocatore mediocre, uno tra Wall e Beal si infortunia, la panchina riesce a fare pure peggio dello scorso anno. Tutto poco probabile o poco auspicabile. Quindi ad oggi, lo scenario peggiore pronosticabile per Washington è semplicemente un repeat della stagione 2016/17. Record 48-34, quarto posto ad Est e sconfitta contro Cleveland in semifinale di Conference.

Pronostico

I Washington Wizards sono davvero una bella squadra. Frizzante, divertente, giovane, piena di talento. Ma come Odisseo quando dovette attraversare lo stretto di Messina, anche i Wizards avranno quest’anno le loro Scilla e Cariddi da affrontare, ovvero Cleveland Cavaliers e Boston Celtics. E’ possibile che Frazier riesca a fare meglio di Jennings+Burke, che Meeks riesca a “fare il Bogdanovic” in attacco senza “essere Bogdanovic” in difesa, ma questo potrebbe comunque non bastare. Ed è proprio per questa consapevolezza che il rammarico per non essere riusciti a navigare lo stretto lo scorso anno, quando forse le bestie erano un po’ meno feroci, diventa ancora più grande. Record 53-29, terzo posto e sconfitta con i Celtics in semifinale di Conference.

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