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All Star Game

Siamo All-Stars, snobbateci adesso!

Tra i 24 giocatori che hanno dato spettacolo, nella notte, all’All-Star Game di New Orleans, ce n’erano 5 che non dovevano proprio avere un futuro da Stelle…almeno secondo quando sostenevano gli scout.

NBA All-Star 2017

Marc Gasol, Draymond Green, DeAndre NBA All-Star 2017Jordan, Paul Millsap, Isaiah Thomas: no, non è un avveniristico quintetto da FantasyNBA.
Questi ragazzi sono i cinque All-Stars che si sono esibiti nella notte, a New Orleans, che sono stati selezionati al secondo giro nei rispettivi Draft e che hanno reso in qualche maniera storica, questa Partita delle Stelle. Storica perché mai nella storia, ben 5 giocatori scelti dopo la 30esima chiamata, avevano preso parte ad un All-Star Game.
Cinque nomi che raccontano una realtà che spesso ci dimentichiamo: anche in NBA si commettono errori.
Cinque nomi che raccontano cinque storie meravigliose che hanno nel riscatto e nella voglia di arrivare, il loro minimo comune denominatore.
Marc Gasol fu scelto dai Los Angeles Lakers, al Draft del 2007, con la chiamata numero 48. Nella Lega ci entrò due anni più tardi e nonostante qualcosina di buono (per usare un eufemismo) avesse fatto vedere in Europa, fu bollato come “fratello grasso e scarso” del più celebre Pau.
Arnett Moultrie, Perry Jones, John Jenkins e Kendall Marshall sono solo 4, dei 34 nomi chiamati al Draft del 2012, prima di Draymond Green che era considerato un prospetto ingestibile e dal discutibile talento.
Sempre con la 35esima scelta assoluta fu selezionato, dai Los Angeles Clippers, De Andre Jordan, al Draft del 2008. Un Draft di buonissimo livello è vero ma comunque prima del centro ex Texas A&M furono selezionati giocatori del calibro di Alexis Ajinca, Dontè Green e JR Giddens….non proprio Bird, Magic e Kareem insomma.
Il Draft del 2006 (non me ne voglia Il Mago Bargnani) verrà probabilmente ricordato come uno dei Draft con minor tasso qualitativo degli ultimi anni ma nonostante questo ben 46 franchigie decisero di “passare” Paul Millsap, prima che i Jazz lo chiamassero alla 47. Il motivo? Troppo piccolo per essere un lungo, troppo grosso, troppo lento e troppo poco tiro per essere un esterno.
La palma per il più snobbato però va ad Isaiah Thomas: scelto alla 60 (ultima chiamata dell’intero Draft) dai Sacramento Kings, non solo non è stato preso in considerazione da tutto l’Universo NBA a causa ovviamente delle sue dimensioni, ma è stato pure snobbato dagli stessi Kings che dopo 3 stagioni lo scaricarono ai Phoenix Suns che a loro volta lo scaricarono ai Celtics che oggi ringraziano e se lo godono.
Marc Gasol, Draymond Green, De Andre Jordan, Paul Millsap e Isaiah Thomas ieri venivano derisi e ignorati da ogni singolo addetto ai lavori, oggi invece sono Campioni del Mondo, Campioni NBA, Campioni Olimpici, giocatori corteggiati da mezza Lega. Oggi, in due parole, sono All-Stars.

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