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Chicago Bulls

Boozer fa spallucce: “essere amnistiato non mi preoccupa”

Le polemiche che hanno investito il front office di Chicago sembrano già acqua passata. A muoverle è stato Carlos Boozer,  amareggiato per il suo utilizzo sul parquet in netto calo. L’ala grande dei Bulls ha  cambiato approccio, seguendo una via più diplomatica, anche se questo vorrebbe dire accettare l’amnesty provision, pronta a scattare qualora la squadra decidesse questa estate di porre fine al suo contratto. Giunto alla dodicesima stagione NBA, il prodotto di Duke University non pare sconvolto dalle voci che lo danno in partenza per luglio.

“E’ tutta la stagione che ne sono consapevole, per questo essere amnistiato non è più una cosa che mi preoccupa” ha detto Boozer:”l’ho semplicemente assimilata”

Sta giocando 29.5 minuti a partita, il  più basso minutaggio in carriera dai tempi in cui vestiva la maglia di Cleveland ed era al primo anno nella lega. In declino anche la produzione offensiva, con 14.2 punti a partita e  i rimbalzi catturati, scesi a 8.4 che completano il quadro della peggiore stagione di Boozer dopo l’anno da rookie.

 “Non è quello che volevo, ma non ho mai mosso obiezioni” dichiara Boozer” continuo a giocare nel mio ruolo, cercando di aiutare i miei compagni. La gente può dire ciò che vuole”conclude con franchezza: “ognuno ha le sue opinioni. Sono cose che non posso controllare. Per il resto, cerco di fare il possibile per sostenere la mia squadra e arrivare pronto ai playoff. E’ il mio lavoro. Se sono qui, è perché ho un ruolo importante”

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