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Brooklyn Nets

Jason Kidd conferma: “Pierce continuerà a partire dalla panchina”

In quel di Brooklyn, ai Nets le cose cominciano a girare e Jason Kidd comincia a prendere confidenza con il proprio ruolo da head coach; l’allenatore delle retine sta cominciando a capire come usare le risorse a propria disposizione e come dare il giusto equilibrio a una squadra con troppi fuoriclasse. Una delle mosse di Kidd, approfittando (se si può dire così) dell’infortunio dell’interessato, è stata quella di fare da Paul Pierce un sesto uomo extra-lusso, con il rientro di “The Truth” dalla frattura al medio della mano destra. Nelle ultime 4 partite, infatti, Pierce ha di nuovo gradualmente preso contatto con il campo, andando sempre in crescendo quanto a prestazioni, e offrendo un’importante contributo in termini di esperienza e lettura della partita sempre partendo dalla panchina: in cifre, Pierce ha fatto registrare, in poco meno di 27 minuti di impiego, 10 punti di media con 5,7 rimbalzi e 3,2 assist, non certo statistiche super, ma se si tiene conto delle condizioni fisiche in cui sta giocando, non sono neanche cifre da buttare. Specie se si pensa che con Pierce che parte dal pino, al momento i Nets hanno un record positivo di 3-1 nelle ultime 4 partite. Al riguardo Kidd ha confermato a ESPN che il no.34 continuerà ad uscire dalla panchina, almeno per adesso.

Parole di apprezzamento per il veterano, sono venute da alcuni suoi compagni di squadra, come la PG Deron Williams, che ha elogiato l’altruismo e il senso di responsabilità del proprio compagno:

“Questa è la dimostrazione che Paul non è egoista, la dimostrazione di che tipo di persona sia.” – ha dichiarato Williams – “Avrebbe potuto benissimo dire ‘Io sono Paul Pierce, in questa lega sono uno starter’, come avrebbero fatto altri. Invece la sua unica preoccupazione adesso è che la squadra vinca, e sta facendo tutto il possibile per ritornare presto guarito e in buona condizione fisica; penso che farà tutto ciò di cui la squadra ha bisogno.”

Uno che di contributi di qualità partendo dalla panchina ne sa qualcosa è proprio coach Kidd che, l’anno scorso, nel suo ultimo anno da giocatore ai New York Knicks, è uscito dalla panchina ben 28 volte. Alla domanda se fosse stato difficile per lui partire dalla panchina, ecco la risposta di Kidd:

“No, fa parte del gioco. Le partite NBA si decidono negli ultimi 6 minuti, quelli sono i minuti in cui vinci o perdi. Sono i minuti finali quelli che vuoi giocare, per cui se in quei minuti sei dentro, un problema di minutaggio non si pone neanche.”

In chiusura Kidd esalta l’apporto di Pierce alla second unit dei Nets e ha parole di stima anche per Alan Anderson, il giocatore che è subentrato a Pierce in quintetto dal momento dell’infortunio:

“Paul porta la sua grande leadership a servizio dei compagni, si fa sempre trovare sia in attacco che in difesa e, in particolare nella fase difensiva , è bravo a richiamare l’attenzione dei compagni. Per quanto riguarda Alan, sta andando benissimo. Ha fatto tutto quello che gli abbiamo chiesto, dal giocare point guard a stare in campo per 37 minuti a notte.”

Che i Nets di Jason Kidd, quelli che dovevano essere la seconda forza della Eastern Conference e contendere il posto alle Finals ai Miami Heat, stiano infine finalmente per nascere? Difficile da dire, anche perché quel record negativo di 9-15, parla molto chiaro al momento; ma, se non altro, sembra almeno che il sentiero giusto sia stato finalmente imboccato.

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