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Reversal Of Fortune: Clippers in paradiso, Lakers sul precipizio

Clippers- Lakers 109-95

Nell’attesissimo quarto atto della Battaglia di Los Angeles di questa sera (primo pomeriggio in California), sì è vista la fotografia di un’intera stagione a 10 giorni dalla sua conclusione; i Clippers festeggiano la stagione più vincente della loro storia, conquistando matematicamente il primo titolo di Division che risale al 1970 partendo da Buffalo, passando per San Diego e infine stabilendosi a L.A, come cugini poveri dei Lakers nel 1984. Già, i Lakers, la franchigia che in quasi 30 anni ha accumulato successi su successi rendendo di fatto i Clippers la barzelletta della città e soprattutto della high class di Hollywood.

La magia dello sport è anche quella di ribaltare gli scenari in maniera quasi beffarda, così i nuovi Clippers quelli giovani, freschi e atletici completano il primo cappotto (4 vittorie a 0 in stagione) ai cugini più blasonati, dal 1975. I Lakers appaiono invece più vecchi, più stanchi, troppo aggrappati a un pedigree fatto di grandi nomi ma poco coeso e semplicemente non all’altezza delle prime della classe sia ad Ovest che nell’intera NBA. I Clippers non solo festeggiano i propri traguardi inediti, ma mettono a serio rischio la partecipazione dei loro rivali alla prossima Post-Season.

La partita odierna ha avuto ben poca incertezza dopo i primi 24 minuti di gioco. I Clippers vincono ogni quarto di gioco, portando all’intervallo 7 punti di margine: nella ripresa però il vantaggio della squadra di Chris Paul rimane costantemente in doppia cifra e i Lakers comunque non riescono ad avvicinarsi a meno di 9 punti di scarto anche nel disperato assalto del quarto periodo. I gialloviola, ancora privi di Steve Nash, mettono in campo appena 7 uomini e obbligano un esausto Kobe Bryant a giocare praticamente tutto l’incontro (appena 40 secondi di riposo a partita finita); la difesa non fa rivedere i miglioramenti visti contro Memphis e la profondità del Roster dei Clippers è assolutamente incomparabile.

Le 2 star dei nuovi campioni della Pacific Division, completano tabellini simmetrici: 24 punti 12 rimbalzi e 5 assist per Blake Griffin, 24 punti, 12 assist e 5 rimbalzi per Chris Paul, come sempre ispiratissimo direttore d’orchestra; dalla panchina arrivano 20 punti da Jamal Crawford e 12 per l’ex Matt Barnes.

In casa Lakers,  Bryant chiude con 25 punti, 7 rimbalzi e 10 assist (9 nel primo tempo) ma appena 6-19 al tiro. Dwight Howard chiude con 25 punti e un rimarchevole 9-13 ai liberi, ma solamente 4 rimbalzi, 8 sotto la sua media stagionale. Buona gara di Pau Gasol che chiude con 12 punti, 13 rimbalzi e 8 assist; dalla panchina 11 per Earl Clark. Come accennato però a fare la differenza è stata la discrepanza a rimbalzo con un pesantissimo +14 Clippers.

Ora la situazione per la squadra di D’Antoni è di nuovo al di fuori del loro controllo: i Lakers detengono lo stesso identico record degli Utah Jazz per l’ultimo posto utile per i Playoffs (40-37) ma per via degli scontri diretti, in caso di parità a fine stagione, sarebbero i Jazz a qualificarsi;  mancano 5 partite ad entrambe le squadre per chiudere la stagione, Utah sarà in campo tra circa un’ora a Oakland contro gli Warriors per riprendere definitivamente il controllo della situazione.

Altra storia invece per i Clippers (51-26), che sembrano diretti verso la rivincita dell’epica serie di Primo Turno dello scorso anno contro Memphis, vinta dai Clips in 7 partite. Resta però da decidere l’eventuale fattore campo e anche Denver, al momento testa di serie N.3 non è ancora fuori portata (53-24).

E’ proprio vero che a Los Angeles, dove il meteo non è mai un problema, il vento è decisamente cambiato…

Luca De Gaspari

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