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L.A. Lakers

Mike D’Antoni si presenta: “E’ ora del Showtime, vogliamo far divertire tutti”

E’ un Mike D’Antoni carichissimo quello che è atterrato ieri a Los Angeles (viaggio ritardato a causa dell’operazione al ginocchio subita la scorsa settimana), appena arrivato ha potuto subito gustarsi i primi sprazzi di Lakers dirigendo fin da subito l’allenamento giornaliero, o meglio assistendo il fratello Dan, dato che Mike deve ancora camminare con il supporto delle stampelle. Dopo questo piccolo training , utile per conoscere (come se non li conoscesse già) i giocatori dei LaL, coach D’Antoni si è presentato davanti ai microfoni di tutta Los Angeles per la presentazione ufficiale.

“Vogliamo giocare un basket che sia simile al Showtime che esprimevano i Lakers di Magic Johnson e James Worthy, quei Lakers hanno mostrato veramente come si potesse giocare a pallacanestro nel modo migliore possibile, noi quindi vogliamo raggiungere quel livello od almeno arrivarci vicino e quando lo faremo sarà fantastico. Se si dispone di buoni giocatori tutto funziona, se non si dispone di essi, non funziona.”

I Lakers di questo anno sono partiti malissimo, lo sappiamo tutti, durante la preseason hanno perso tutte le partite (0-8) per poi confermare il trend durante l’inizio della stagione regolare con un misero 1-4 ed una difesa bucata da tutte le parti possibili ed immaginabili. Ad essere sotto accusa, nel periodo di Mike Brown, ė finito anche l’attacco dei gialloviola, capace di produrre solamente 96,5 punti per partita (20esimi in NBA) che, con D’Antoni sarà sicuramente migliore a partire da domenica notte dove l’ex coach dei Knicks debutterà in panchina.

“Questa squadra dovrà spingere sull’acceleratore anche se alcuni dei nostri giocatori non sono veloci caratteristicamente. Come i Boston degli anni 60′ che giocavano in questo modo ma avevano solo 2 giocatori che potevano correre come indiavolati (Sam Jones e Bob Cousy) mentre gli altri tre li seguivano per il campo. Sta tutto nel ritmo e nei tempi, se corriamo tutti insieme in un certo modo allora possiamo esprimere un gioco dinamico. Con il mio sistema di gioco il pallone sarà nelle mani di tutti i giocatori e andrà a finire ai migliori, non chiameremo nessun tipo di schema, odio quando uno dei ragazzi dice ‘ Hey, non ho ricevuto il pallone’. Non ha senso, tutti avranno la palla in mano, dovrà circolare in modo rapido.”

Mike ritroverà il suo vecchio pupillo, Steve Nash, che ha allenato ai tempi di Phoenix dove l’ex play di Dallas ha saputo innalzare il livello di gioco dei Suns tanto da meritarsi 2 MVP.

“Ho parlato con Steve, quando si sentirà meglio io comincerò a sentirmi meglio. Ho provato ad allenare le squadre senza lui come play ma devo dire che la differenza è stata importante e non è andata benissimo. Ho sentito in molti parlare del famoso ‘seven seconds or less’, ma la mia filosofia di gioco è ’24 seconds or less’. Non mi importa infatti se i secondi saranno 7,10 o 20 , a me importa che costruiamo un buon tiro nei 24 secondi che abbiamo a disposizione. Noi siamo una squadra fortissima sia difensivamente che offensivamente, non c’è bisogno di alzare i ritmi fino all impossibile, dobbiamo mantenere la palla il più possibile e avere il maggior numero di possessi durante la partita, solo cosi avremo maggiori chanches di vittoria. Sono davvero entusiasta di questa esperienza, ho la possibilità di vincere il titolo. Poter allenare questa squadra in una città come questa, con questo clima, perchè non dovrebbe piacermi?!”

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