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“O questo anno, o mai più”: i 5 giocatori che sono attesi dal salto di qualità

Ci sono tanti giocatori che calcano i campi della lega, accreditati dagli addetti ai lavori di un talento puro e cristallino, che però non lo hanno ancora dimostrato o che faticano a mantenere degli standard di rendimento elevati, ma consoni alle loro potenzialità. Stiamo parlando di quei giocatori acquistati dalle franchigie per far fare alle stesse il salto di qualità, che però non sono ancora riusciti nel loro compito. Sarà colpa della pressione, del loro carattere, di tutte le aspettative che il mondo NBA si trascina con sé, fatto sta che questi giocatori, ormai non più giovanissimi alcuni, sono attesi quest’anno alla prova del nove: devono far vedere di poter svoltare in positivo la loro carriera, per non essere ricordati come tanti altri giocatori i quali “potevano, ma invece….”.

Abbiamo scelto 5 giocatori tra tutti quelli che il mondo NBA ci offre, per rappresentare la categoria dei giocatori dal talento non ancora del tutto espresso.

NICOLAS BATUM – PORTLAND TRAIL BLAZERS
I Blazers rappresentano la versione negativa del progetto di Oklahoma City, hanno scelto ai vari draft giocatori dal potenziale illimitato o quasi (Greg Oden solo per citarne uno), forti di un progetto societario solido che li avrebbe dovuti portare a dominare quantomeno la Western Conference, e invece la storia non è andata proprio come speravano. Brandon Roy e la sopracitata 1^ scelta del draft 2007, hanno trascorso più tempo tra ospedali vari e sale di fisioterapia che sul parquet di gioco, andando a scombussolare le strategie della franchigia. Ecco perché, dopo aver “scaricato” questi 2 potenziali “crack” del basket, il progetto è ripartito con al centro sì i 2 rookies Damien Lillard e Meyers Leonard, ma soprattutto l’esperto Nicolas Batum, il quale dovrà dimostrare di essere l’uomo franchigia, aiutando nella crescita anche i giovani del gruppo.

EVAN TURNER – PHILADELPHIA 76ERS
Fin dal giorno della sua scelta è apparso chiaro come, in un futuro abbastanza prossimo, Turner fosse il successore di Andrè Iguodala. Ora che il “futuro prossimo” è arrivato, e con le aspettative portate dall’arrivo di Bynum, Turner dovrà dimostrare che i 76ers hanno fatto bene a scommettere su di lui. Dopo una stagione da rookie abbastanza sottotono, l’ultimo anno ha visto un netto miglioramento delle prestazioni da parte del prodotto di Ohio State, sia per quel che ha riguardato il minutaggio, sia per il livello generale di basket espresso. Ecco perché questa rappresenta per lui la stagione della consacrazione (o almeno cosi ci auguriamo) oppure se non del fallimento, quantomeno del ridimensionamento, sia per gli obiettivi del team, sia per quelli personali.

JEREMY LIN – HOUSTON ROCKETS
La storia di Jeremy Lin è stata senza ombra di dubbio una delle favole (sportive) più belle dell’ultima stagione di NBA. L’esperienza ci racconta infatti di come questo playmaker sia passato dall’essere un rincalzo fisso per i Knicks ad essere un vero e proprio salvatore della patria, capace di vincere da solo le partite, e soprattutto di accendere gli animi del Madison Square Garden come da un po’ di tempo non succedeva. Un infortunio lo ha tolto dai PO, e chissà se qualcosa per i Knicks sarebbe cambiato con Linsanity in campo, ma ora, dopo aver deciso di accettare l’offerta dei Rockets, l’ex studente di Harvard dovrà confermarsi ad alti livelli. Perché si sa, il difficile non è tanto arrivare all’obiettivo, ma sapersi confermare. Vedremo se ci riuscirà…

TYREKE EVANS – SACRAMENTO KINGS
Le voci di mercato si sono fatte intense quest’estate per Tyreke Evans, ma come smentito dal suo coach Keith Smart “il giocatore non si muove, perché deve aiutare i Kings ad agguantare i play-off”. Come sappiamo la verità spesso sta nel mezzo, e quindi la franchigia non lo considera più incedibile. È un grande giocatore, su questo non si discute, ma oltre che ad essere un grande tiratore deve saper incidere maggiormente sulla partita e soprattutto nell’ambito del gioco di squadra. I Kings lo sanno, e proprio per questo motivo, hanno sondato il terreno per un eventuale cambio di rotta, prendendo nel proprio roster un altro paio di guardie, in vista di una possibile trade futura. Tocca ora a lui mettere a tacere i mugugni che stanno nascendo tra i tifosi (e non solo).

MICHAEL BEASLEY – PHOENIX SUNS
Si tratta della terza avventura cestistica per l’eccentrico giocatore del Maryland, dopo l’esperienza con gli Heat e i Timberwolves, e in Arizona sperano sia quella giusta per far sì che il talento del ragazzo esploda in modo definitivo.  Scaricato prima da Miami per questioni di salary-cap e poi da Minnesota per far spazio a gente più esperta (e forse meno “pazza”), la voglia di rivincita potrebbe essere il vero motivo della sua esplosione. Sicuramente il gioco offensivo di run-and-gun attuato da coach Alvin Gentry permette al giocatore di mettere in mostra  le sue doti principali di tiratore. Non c’è alcun dubbio su questa sua capacità, è inoltre anche un discreto rimbalzista (quando decide di aggredire il canestro), l’unico problema, e non da poco, è se questo talento sarà in grado di fare entrambe le cose in modo consistente e soprattutto continuo, pecca che si porta da quando è iniziata la sua avventura NBA. Se questo sarà fatto, la strada dei Suns per i PO sarà sicuramente meno ardua.

Marco Odolini
Twitter: @odo14

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