NBA Playoffs: il Re mostra i muscoli e i Cavs vincono in rimonta. Bucks avanti sul 2-1, SAS cade a Memphis

NBA Playoffs: il Re mostra i muscoli e i Cavs vincono in rimonta. Bucks avanti sul 2-1, SAS cade a Memphis

Cambio di scenario nelle tre partite di NBA Playoffs. Accusano la trasferta gli Spurs e giovano del fattore campo i Bucks, ma il protagonista è LeBron James.

Cleveland Cavaliers-Indiana Pacers 119-114

Si vola ad Indianapolis per gara-3 della serie fra Cavaliers e Pacers di questi NBA Playoffs. Ai padroni di casa serve una prova di forza per tentare di rientrare nella serie ed effettivamente l’atteggiamento di Indiana, già durante i primi minuti di gioco, è quello giusto ed orientato a questo proposito. Intensità e presenza a rimbalzo si contrappongono a dei Cavs opachi e frettolosi al tiro, rincuorati comunque da un James che, in stile gara-1, preferisce partire con le marce basse e tentare di mettere prima in ritmo i propri compagni. La costanza offensiva mantenuta dai Pacers però mina presto la calma serafica del Re, complice anche il 7/20 al tiro Cavaliers.

Nel secondo quarto le difficoltà per Cleveland sono ben lontane dal considerarsi estinte, soprattutto per un Love brutta copia di quanto visto in gara-2. C’è appena il tempo per LeBron James di penetrare ancor più a fondo nella storia e divenire con questo canestro

il terzo miglior marcatore ogni epoca nei Playoffs NBA, superando Kobe Bryant.

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Da questo momento in avanti, il secondo periodo è un monologo firmato Pacers. A partire dalla vulcanica schiacciata di Turner

una marea gialla si abbatte sui campioni in carica. A guidare Indiana verso il parziale di metà gara da 49-74, che vale anche il record di franchigia per punti segnati nei primi 24′ di una partita PO, c’è Paul George con ben 23 punti all’halftime, 21 dei quali arrivati durante i secondi 12 minuti e a seguito di ben 5 tiri sbagliati consecutivamente ad inizio gara.

Ma i Cleveland Cavaliers, in particolare nella persona di LeBron James, sono ben lontani dall’essere domati nonostante il massimo scarto accumulato di 26 lunghezze. Al rientro dagli spogliatoi infatti, sebbene Indiana continui a giocare in maniera mastina sulle palle vaganti e al rimbalzo offensivo, Cleveland calibra il mirino da dietro l’arco (21/44 al termine) ed inizia a rosicchiare lo scarto. A sancire il clamoroso recupero a ridosso dell’ultimo periodo sono due tiri da 3 punti di James; quello che segue gli vale il quarto posto ogni epoca per triple segnate nei playoffs, superato ancora una volta Kobe Bryant.

Il quarto periodo è quindi monarchia assoluta e a reggere lo scettro è ovviamente il Re. A 9 minuti dal termine Cleveland si trova a soli 2 punti di distacco, quindi è ancora James a prendersi il palcoscenico, con una schiacciata di inumana ferocia che vale il sorpasso.

Con il punto esclamativo, James consegna così non solo 2 punti di scarto, ma l’inerzia stessa del match nelle mani dei suoi Cavaliers (per tutto il corso dell’ultimo periodo non supportati dai servigi di Kevin Love, Irving e Thompson). Indiana tenta di rimediare alla reazione muscolare dei campioni, ma il solco mentale ancor prima che fisico causato dalla rimonta avversaria non lascia a George (36 punti, 15 rimbalzi e 9 assist al termine) e compagni alcuna possibilità di riaprire la serie sul campo casalingo.

Al termine di una gara sofferta, Cleveland comunque espugna Indiana per la migliore rimonta nella storia della post-season (dati alla mano) e si porta sul confortevole 3-0 nella serie, merito di LeBron James e della sua tripla doppia da 41 punti, 13 rimbalzi e 12 assistenze.

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